lunedì 19 giugno 2017

Rems di Caltagirone. Sfida di civiltà vinta dal territorio







Inaugurato oggi il Convegno sul tema “Dalle misure di sicurezza alla sicurezza delle cure. 
Quale approccio per gli autori di reato?.
Digiacomo: «La Rems di Caltagirone è fra gli esperimenti migliori a livello nazionale. Questo risultato si deve non solo alla lungimiranza delle istituzioni e degli operatori, ma anche alla maturità del territorio».

L’evento, organizzato dal Modulo-DSM di Caltagirone e Palagonia e dall’UO Formazione dell’Asp di Catania, con il patrocinio dell’Assessorato regionale alla Salute, del Comune di Caltagirone e di tutte le Società italiane di psichiatria, intende offrire un’occasione di dibattito e confronto fra istituzioni e professionisti per trovare modalità operative al fine di accorciare le distanze tra due visioni, quella della sicurezza dei cittadini e quella della cura, nell’approccio al tema della pericolosità sociale in relazione all’esecuzione della cura in ambito psichiatrico.
I lavori sono stati aperti dalle testimonianze di due ospiti della Rems.
Il sindaco di Caltagirone, avv. Gino Ioppolo, ha quindi rivolto il suo indirizzo di saluto ai partecipanti.
Sono intervenuti il direttore degenerale dell’Asp di Catania, dr. Giuseppe Gammanco; l’on. Giuseppe Di Giacomo, presidente della Commissione VI dell’Ars; i deputati regionali on. Francesco Cappello e on. Concetta Raia; il dr. Giuseppe Fichera, direttore DSM dell’Asp di Catania; il dr. Fortunato Parisi, segretario Uil di Catania.
«Nel momento del cambiamento, la cosa più difficile è partecipare al cambiamento - ha affermato il dr. Giammanco -. Il Calatino, con l’istituzione della Rems, ha accolto e vinto questa sfida e rivolgo la mia gratitudine a questa comunità e al suo sindaco, insieme a tutti gli operatori impegnati. Grazie a queste premesse, nel brevissimo periodo, inaugureremo la seconda Rems».
«La Rems di Caltagirone - ha sottolineato l’on. Digiacomo - è fra gli esperimenti migliori a livello nazionale. Questo risultato si deve non solo alla lungimiranza delle istituzioni e degli operatori, ma anche alla maturità del territorio e dei cittadini, che vantano un grande credito con la politica e le istituzioni. È una sfida di civiltà vinta».
I lavori sono proseguiti, come da programma, con la tavola rotonda sul tema “Pericolosità e cura tra magistratura e DSM”, moderata da Fedele Maurano (direttore DSM Napoli), alla quale hanno partecipato: Giuseppe Cardamone (direttore DSM Grossetto), Eugenio Aguglia (professore ordinario di Psichiatria, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Catania); Nunziante Rosanìa (direttore Opg Barcellona), Carmelo Gesulado Giongrandi (presidente Tribunale di sorveglianza di Catania), Letizia Bellelli (direttore Ufficio per l’esecuzione penale esterna di Catania), e i magistrati Ettore Cavallaro (Tribunale di Caltagirone) e Salvatore Platania (Procura di Caltagirone).
Nel pomeriggio di oggi, la sessione di lavoro avrà come tema di studio “Rems e Dipartimento di salute mentale Regione Sicilia”. Introdurranno i lavori il dr. Salvo Aprile e il dr. Giuseppe De Luca, rispettivamente responsabili della Rems di Caltagirone e della Rems di Naso.
«Nel corso della sessione, grazie al contributo di numerosi esperti e dei rappresentanti delle forze dell’ordine - spiega il dr. Aprile -, cercheremo di comprendere meglio il rapporto fra le Rems e i DSM, nella gestione completa dei pazienti all’arrivo e in dimissione dalle Rems. Il risultato del lavoro delle Rems in Italia è molto positivo, con una percentuale di dimissioni molto alta. A Caltagirone sono stati accolti 37 pazienti e ne sono stati dimessi 17. In via di dimissioni ne abbiamo altri 4».





Particolato atmosferico e rischi per la salute: conta anche la ‘qualità’

Un gruppo di ricerca dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Lecce ha pubblicato uno studio sui potenziali effetti dannosi causati a livello cellulare dal particolato atmosferico. 
Lo studio, condotto in collaborazione con l’Università del Salento, dimostra che il potenziale ossidativo dipende dalla composizione chimica del particolato più che dalla sua concentrazione


Che il particolato atmosferico  l’insieme di polveri o particelle solido-liquide sospese nell’aria - abbia effetti dannosi per la salute umana è cosa nota: per questo motivo, nella comunità scientifica internazionale, il potenziale ossidativo è sempre più studiato come indicatore di rischio. Ora uno studio condotto da un gruppo di ricerca dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Lecce dimostra come il potenziale stress ossidativo vari a seconda della composizione chimico-fisica e delle sorgenti del particolato stesso: la tossicità per la salute umana dipenderebbe sensibilmente, quindi, dalla ‘qualità’ del particolato più che dalla sua concentrazione. Lo studio, condotto in collaborazione con l’Università del Salento, è pubblicato su Atmospheric Environment.
“È stato valutato mediante specifici test il potenziale ossidativo di tre tipologie raccolte presso l’Osservatorio climatico-ambientale Isac-Cnr di Lecce, provenienti da diverse sorgenti: campioni ‘standard’ in giornate di normali condizioni climatico-atmosferiche, campioni contenenti polveri trasportate dal Sahara e campioni ad alto contenuto di carbonio (derivante da traffico veicolare, combustioni industriali, di biomasse e/o incendi)”, spiega Daniele Contini (Isac-Cnr), ricercatore che ha coordinato lo studio. “I risultati mostrano che questi ultimi, cioè i campioni ad alto contenuto di carbonio, hanno un potenziale ossidativo molto elevato, mentre durante gli eventi di trasporto di polveri africane si registrano grandi incrementi di concentrazione del particolato, ma il potenziale ossidativo rimane relativamente basso, simile a quello dei campioni standard”.
La valutazione ha riguardato, in particolare, particelle con diametro inferiore a 2,5 micron (PM2.5) e a 10 micron (PM10), mediante un test ampiamente utilizzato a livello internazionale (DTT test o test di velocità di deplezione del ditiotreitolo, che analizza, nel tempo, la quantità di sostanze ossidanti presenti nei campioni). “L’obiettivo era approfondire i meccanismi della tossicità del particolato atmosferico nel tempo: il confronto ha dimostrato che le proprietà ossidative di campioni provenienti da diverse sorgenti sono molto diverse”, prosegue Contini. “Questo è un aspetto di cui si dovrebbe tenere conto negli studi epidemiologici: il potenziale ossidativo è, infatti, un indicatore quantitativo diretto, spesso ancora più significativo dell’incremento di concentrazione dovuto a una specifica sorgente. Ciò permetterebbe una migliore interpretazione dei dati di qualità dell’aria e dell’esposizione dei cittadini a sostanze potenzialmente dannose per la salute”.  
I risultati sono stati ottenuti utilizzando la rete infrastrutturale realizzata nell’ambito del progetto PON I-Amica, che ha permesso di costruire a Lecce l’Osservatorio climatico-ambientale dedicato allo studio dei cambiamenti di composizione dell’atmosfera.


PULIAMO PIAZZA




E’ iniziata ieri con la pulizia del giardino Villa Ciancio, meglio conosciuto come villa Roma, la campagna di sensibilizzazione dedicata alla pulizia della Città e promossa dall’Amministrazione Comunale assieme a tanti cittadini e volontari che amano Piazza Armerina.

Infatti ieri un nutrito gruppo di volenterosi, assieme al primo cittadino Filippo Mirodddi, armati di scope, secchi, sacchi ma soprattutto da tanta buona volontà hanno iniziato a lavorare dando un esempio che dovrebbe essere seguito da tutti coloro che si limitano solo a criticare ed a mettere sui social network foto di spazzatura e sterpaglie.( Come si suol dire coloro che amano dire” Armiamoci e Partite”).

La prossima domenica sarà la volta della Villa Garibaldi con l’augurio e la speranza che i volontari, visto il buon esempio, si raddoppino perché la Città non è né di sinistra, né di centro, nè di destra, tantomeno di chi attualmente la amministra, la Città è di tutti coloro che la vogliono bene e desiderano vederla  bella e pulita.



                                            Totò Conti