martedì 4 aprile 2017

SFIORATA UNA STRAGE AL GENERALE CASCINO





Strage Sfiorata stamattina a Piazza Armerina in Piazza Generale Casino , un cedro del libano secolare alle ore 7,15 è crollato a causa delle recenti e continue piogge di questo inverno e degli ultimi giorni.

Immediatamente sul posto sono arrivati i vigili del Fuoco e la Polizia Municipale che dopo aver transennato la zona con grande sollievo hanno constatato l’assenza di vittime o feriti.

Già da tempo l’albero si era inclinato inducendo l’Amministrazione Miroddi e l’Ufficio Tecnico a richiedere  e far effettuare ben due perizie  tecniche.

La prima, nel luglio del 2015, era stata effettuata dallo studio agrario G. Bonincontro, che dopo aver effettuato le verifiche di stabilità, nelle conclusioni della relazione tecnica dichiarava  che non vi era alcun pericolo per cose e persone.

L’Amministrazione Miroddi e l’Ufficio tecnico non rassicurati da questa  prima perizia e relazione tecnica, in quanto l’albero continuava ad inclinarsi, ne disponevano una seconda che veniva fatta nell’Ottobre 2016 dalla ditta specializzata nel settore arboreo A.R.E.S. di Ferrara, questa seconda perizia veniva addirittura effettuata  con prove di simulazione di vento con una fune che tirava l’albero dalla parte pendente per saggiarne la stabilità in caso di raffiche.

La ditta A.R.E.S. dopo tutte le verifiche e simulazioni, nelle conclusioni della relazione tecnica, dichiarava che il cedro era in condizioni rassicuranti ma non ottimali, si decideva di non procederne al taglio.

Per nostra buona sorte ancora una volta Maria SS. Delle Vittorie ha avuto un occhio particolare per la nostra Città facendo si che il cedro precipitasse in un ora in cui nelle panchine sottostanti, spesso affollate da bimbi, adulti ed anziani, non ci fosse nessuno.

A prescindere dai danni causati o responsabilità di cui sicuramente qualcuno dovrà rispondere amaramente dobbiamo constatare  che con il cedro secolare è sono crollati  anche un po’  dei ricordi della nostra gioventù.


                                                                              Totò Conti





Bloccare l’infiammazione per ridurre le disabilità cognitive

Per la prima volta uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista eLife dimostra la relazione diretta tra le disabilità cognitive che caratterizzano i disturbi dello sviluppo del cervello infantile e l’infiammazione che colpisce le sinapsi, cioè le strutture cerebrali di smistamento di informazioni e segnali a tutto il corpo. Questa importante scoperta potrebbe aprire la strada al trattamento con antinfiammatori


E’ nota da diversi anni la relazione tra i difetti genetici nella produzione di proteine che operano a livello delle sinapsi nel cervello e i disturbi del neurosviluppo caratterizzati da deficit cognitivi. Tuttavia, una percentuale di tali patologie non ha chiare cause genetiche.

Uno studio realizzato da Humanitas e Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr), in collaborazione con l’Universidad Miguel Hernández lnstituto de Neurociencias, per la prima volta identifica la relazione tra alti livelli di infiammazione e aumentata espressione della proteina MeCP2. Una proteina coinvolta in disturbi dello sviluppo neurologico infantile caratterizzati da gravi disabilità fisiche e mentali in patologie come la sindrome di Rett e la sindrome da duplicazione di MeCP2.

Spiega Michela Matteoli, direttore dell’In-Cnr e del Neuro Center di Humanitas e docente di Farmacologia di Humanitas University: “Abbiamo dimostrato che un’eccessiva infiammazione aumenta i livelli di MeCP2, una proteina coinvolta in malattie del neurosviluppo. Bloccando una delle molecole chiave dell’infiammazione attraverso un farmaco antagonista del recettore dell’interleuchina-1 beta, un antinfiammatorio già usato nella pratica clinica, siamo riusciti a correggere i livelli di MeCP2 così come molti dei difetti delle sinapsi che caratterizzano le patologie del neurosviluppo, normalizzando i difetti di apprendimento”. Si tratta di una scoperta effettuata in Laboratorio per cui, al momento, non ci sono ancora evidenze cliniche.

Per comprendere meglio l’origine delle disabilità cognitive, anche in assenza di una chiara causa genetica, i ricercatori si sono focalizzati sull’infiammazione come uno dei principali fattori già noti per la capacità di modificare il rischio e la gravità dei disturbi dello sviluppo. In particolare, hanno voluto definire se e in che modo l’infiammazione colpisse le sinapsi generando condizioni di “sinaptopatie”, ossia malattie delle sinapsi, termine con cui vengono attualmente chiamate le malattie del neurosviluppo. “Lo sviluppo di sinaptopatie”, prosegue Matteoli, che ha coordinato lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista eLife, “è alla base dell’alterata attività di controllo delle sinapsi su tutte le abilità, incluse quelle cognitive come l’apprendimento, l’attenzione, la percezione, la capacità di prendere decisioni. È quindi fondamentale identificare fattori, genetici e non, che possano pregiudicarne la funzione”.

“Questa importante scoperta”, conclude Alberto Mantovani, direttore scientifico Humanitas e docente di Humanitas University, fra gli autori dello studio, potrebbe permettere di ridurre le disabilità cognitive e migliorare la qualità di vita nei piccoli pazienti affetti da malattie autoinfiammatorie caratterizzate da deficit cognitivi”.