lunedì 8 maggio 2017

Al via il progetto formativo per la “Prevenzione del rischio di suicidi ed atti autolesivi in carcere”






Obiettivo del progetto, che segna la collaborazione fra Asp di Catania e Case Circondariali del territorio, è la conoscenza dei percorsi di valutazione e cura da attivare nei servizi della sanità penitenziaria, per prevenire suicidi ed atti auto lesivi.

Il corso è rivolto agli operatori delle cinque Case circondariali della provincia di Catania e si svilupperà nell’arco di un triennio.

CATANIA - È stato presentato oggi alla stampa il progetto “Prevenzione del rischio di suicidi ed atti autolesivi in carcere”.
Si tratta del primo intervento formativo, che si realizza in Sicilia, secondo le linee guida regionali di prevenzione del rischio autolesivo e di suicidio nelle carceri, fortemente volute dall’assessore alla salute on. Baldo Gucciardi.
Intervenuti il direttore generale dell’Asp di Catania, dr. Giuseppe Giammanco; il direttore sanitario, dr. Franco Luca; il direttore della Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza, dott.ssa Elisabetta Zito; il direttore della Casa Circondariale di Catania Bicocca, dott. Giovanni Rizza.
Presenti inoltre il direttore del Dipartimento di salute mentale, dr. Giuseppe Fichera; il direttore del Servizio di Psicologia, dr.ssa Maria Concetta Cannella; il direttore dell’UO di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza-territoriale, dr.ssa Anna Fazio; il dr. Roberto Ortoleva, dirigente psichiatra Staff Dsm.
Obiettivo del progetto è la conoscenza dei percorsi di valutazione e cura da attivare nei servizi della sanità penitenziaria, per prevenire suicidi ed atti auto lesivi.
«Con questo progetto, subito sostenuto dai direttori della Case circondariali del nostro territorio - ha detto il dr. Giammanco -, vogliamo condividere con gli operatori degli istituti penitenziari conoscenze e prassi per migliorare la qualità di vita di una persona in un momento della vita nel quale è più avvertito il bisogno di ascolto e di attenzione. È la prima proposta formativa del tipo in Sicilia che si muove in linea con gli atti d’indirizzo nazionali e regionali, e siamo fieri di poter lavorare in questo senso».
«Grazie alla sensibilità dei direttori delle Case circondariali - ha aggiunto il dr. Luca -, stiamo lavorando in modo da garantire continuità e stabilità dei servizi, e le risorse umane e specialistiche adeguate».
Il corso è rivolto agli operatori delle cinque Case circondariali della provincia di Catania e si svilupperà nell’arco di un triennio. I docenti impegnati svolgeranno la loro attività gratuitamente.
Il primo modulo del corso è previsto per domani 9 maggio, nella Casa Circondariale di Catania Piazza Lanza.
«Abbiamo accolto con molto favore questo progetto - ha detto la dott.ssa Zito che si muove nel senso della integrazione delle competenze per affrontare un fenomeno grave e complesso e implementare procedure e programmi di prevenzione».
«È una opportunità che ci viene offerta - ha affermato il dott. Rizza - e grazie alla quale, attraverso questo processo formativo, verranno messi in atto gli interventi necessari per prevenire il fenomeno, ridurre il rischio e valorizzare la prevenzione e l’inclusione sociale come obiettivi prioritari del sistema».