martedì 11 ottobre 2016

Liberi Consorzi e Città Metropolitane



CSAG
COMITATO  PER LO SVILUPPO  DELL’AREA  GELESE
UNIONE DI ASSOCIAZIONI
COMITATO PROMOTORE DELLA PRIMA PROPOSTA DI LEGGE POPOLARE SICILIANA
DEL SECONDO REFERENDUM CONFERMATIVO SICILIANO E
DELL’ADESIONE DI GELA ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI CATANIA
            
COMITATO  PRO   REFERENDUM    PIAZZA   ARMERINA
COMITATO   PROMOTORE   DEL TERZO REFERENDUM CONFERMATIVO SICILIANO
E DELL’ADESIONE DI PIAZZA ARMERINA ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI CATANIA

COMITATO   PER   I   LIBERI   CONSORZI     NISCEMI
COMITATO   PROMOTORE   DEL QUARTO  REFERENDUM CONFERMATIVO SICILIANO
E DELL’ADESIONE DI NISCEMI ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI CATANIA

CONSULTA DI NISCEMI
PROMOTRICE DELL’ADESIONE DI NISCEMI ALLA CITTÀ METROPOLITANA DI CATANIA




COMUNICATO STAMPA

Liberi Consorzi e Città Metropolitane:


SI PREPARA LA SQUADRA PER L’IMPUGNATIVA AL TAR

In queste ultime settimane si è lavorato alacremente per definire la squadra di legali che dovrà seguire i comuni coinvolti nelle variazioni territoriali. Un lavoro certosino e volutamente lontano da occhi indiscreti e riflettori. Intensi giorni caratterizzati da telefonate, colloqui, incontri, riunioni, che hanno visto sindaci e comitati ufficiali profondere tanto impegno. Ma alla fine, il lavoro produce i suoi frutti.
Ebbene, iniziamo con l'ufficializzare il primo professionista che farà parte della squadra, un vero e proprio “pool” che ci darà una mano: è un giurista e studioso di tutto rispetto, conosciuto dai tanti non solo per essere tra più importanti professori di Diritto della Sicilia e d’Italia, oltre che tra più apprezzati principi del foro, senza dimenticare le significative esperienze da amministratore pubblico. Si tratta di Gaetano Armao, docente di diritto amministrativo e contabilità pubblica all'Università di Palermo, nonché di diritto dell'economia all'Universitas Mercatorum-Roma; Avvocato cassazionista con Studio associato a Palermo e Roma, socio della Society of Advanced legal studies-University of London e dell'Associazione italiana diritto urbanistico e Giuristi per le Isole; Presidente del Consorzio Universitario di Agrigento. Già consulente del Consiglio d'Europa, della Commissione bicamerale antimafia, dei Governi nazionale e regionale, oggi lo è della Commissione bicamerale per le questioni regionali. È  stato, non ultimo, tre volte Assessore della Regione siciliana.
A Palermo hanno imparato a non sottovalutarci più ed abbiamo in serbo altre sorprese. Per ora possiamo solo limiatarci a segnalare che presto inizierà l'inevitabile percorso giuridico che mira a ripristinare le scelte democratiche dei cittadini di Gela, Piazza Armerina, Niscemi e Licodia Eubea, avvenute mediante referendum confermativi: gli unici referendum confermativi mai svolti in Italia che non hanno ancora avuto applicazione. Anche per  questo l’iniziativa ha un ulteriore veste di primato in Italia.
I sindaci dei territori sopra citati sono al fianco dei comitati ufficiali che sono gli unici ad aver avuto contatti e confronti, mantenendoli tuttora, con le amministrazioni e le istituzioni. Gli unici, veri, promotori delle variazioni territoriali in Sicilia. Sindaci e Comitati ufficiali hanno dunque lavorato in questi mesi e stanno ancora ovviamente lavorando in sintonia, per preparare il miglior piano a difesa delle volontà espresse dai Consigli comunali e cittadini di questa area, rispettando ossequiosamente la giusta tempistica e non quella che in malafede alcuni individui nei giorni scorsi hanno indicato, portando per l'ennesima volta, solo confusione tra i cittadini che da svariati anni attendono la conclusione di un iter sposato insieme al CSAG Gela, al Pro Referendum Piazza Armerina, al Liberi Consorzi Niscemi ed alla Consulta Niscemi. Presto, dunque, altri organi si occuperanno della vicenda del mancato passaggio territoriale dei quattro coraggiosi comuni siciliani che, sfidando il volere dell’Assemblea Regionale Siciliana, e sopportando ed affrontando durissime prove, hanno “osato” scegliere liberamente il loro ente intermedio.

Filippo Franzone                                    Salvatore Murella                                       Luigi Gualato                              Gaetano Buccheri
Coordinatore CSAG                          Portavoce Comitato Pro                             Portavoce Comitato                      Portavoce Consulta
                                                                   Referendum                                      per i Liberi Consorzi



 CSAG
COMITATO PER LO SVILUPPO DELL’AREA  GELESE
   UNIONE DI ASSOCIAZIONI

LE ASSOCIAZIONI:
Progetto Provincia, Libera Associazione Consumatori, Prot. Civile Giubbe d’Italia, Osservatorio Salute Ambiente-comitato famiglie malformati,  Istituto Dramma Antico Eschilo, Comitato spontaneo ex Lavoratori Clorosoda,  Associazione Artigianato del Golfo, Centro Studi Salvatore Aldisio, Associazione Giovani per la Sicilia, Archeo-Ambiente, Comitato di quartiere Giardinelli, Associazione Culturale Il Tempio di Apollo, Associazione Culturale Euclide Gelese, Confcommercio Gela, ADI Sicilia, Ordine dei Dottori Commercialisti di Gela, Comitato di quartiere Centro Storico Federiciano,  Casartigiani del Golfo di Gela, Ordine degli Avvocati di Gela, Archeo-club, Gela è Viva,  Associazione Culturale Musicale Gelese “Giuseppe Verdi”, Comitato di quartiere Manfria, Associazione Culturale Centro Musica “A. Vivaldi”, Prot. Civile “Falchi d’Italia”, Comitato di quartiere Margi-Rinascimento, Associazione Archeologica Culturale “Triskelion”, Confartigianato Gela,  Ass. C.B. Vittorio costa ONLUS, “Area Civica-Gelesi in Movimento”, Associazione Multietnica “La Polis della Cultura”, Istituto Culturale di Sicilia per la Cinematografia.

                                               Sede CSAG
Corso Vittorio Emanuele, 74 _ 93012 Gela
Contact
Franzone Filippo Coordinatore
Tel.      +39 0933 914540
Fax      +39 0933 914540
Mobile +39 340 6444307
                                                    e-mail:  franzone.f@libero.it
                                                    PEC: franzone.filippo@cgn.legalmail.it

COMITATO  PRO   REFERENDUM    PIAZZA   ARMERINA
Portavoce  Salvatore Murella
Contact  +39 340 4870822



COMITATO   PER   I   LIBERI   CONSORZI     NISCEMI
Portavoce Luigi Gualato
Contact  +39 320 3619409


CONSULTA DI NISCEMI
Portavoce Gaetano Buccheri
Contact  +39 338 7740189

14mila anni fa fusione calotta glaciale causa brusco innalzamento del livello globale dei mari




Cnr, Ogs e Ingv protagonisti nella ricerca di frontiera in Artico con il progetto Arca, finalizzato a comprendere meglio il sistema climatico e i suoi cambiamenti investigando gli eventi estremi del passato e i processi che li hanno generati
Risale a circa 14mila anni fa l’ultima grande fusione della calotta glaciale artica che ha causato l’immissione negli oceani di grandi volumi di acque fredde e dolci, alterando la circolazione oceanica e innescando uno sconvolgimento climatico e ambientale fino alle zone tropicali. La conferma arriva dalle ricerche nell’ambito del Progetto Arca (ARctic: present Climatic change and pAst extreme events), i cui risultati sono stati presentati oggi presso la sede del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale a Roma.
Il progetto, finanziato dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca, ha visto impegnati il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), in qualità di coordinatore, l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) con l’obbiettivo di comprendere meglio i meccanismi che regolano la fusione della calotta polare artica e il flusso di acqua di fusione glaciale negli oceani,  quali  importanti fattori capaci di forzare i cambiamenti climatici.
“A partire da 20 mila anni fa, durante l’ultima deglaciazione, tali cambiamenti nella circolazione oceanica hanno causato fasi di raffreddamento del nord Europa. Fino ad allora la calotta glaciale occupava tutto il Mare del Nord e si estendeva fino all’Europa settentrionale. Sciogliendosi ha alterato l’equilibrio ambientale dando origine a periodi particolarmente freddi. Le acque di fusione glaciale hanno causato anche il trasferimento di grandi quantità di sedimenti e repentini innalzamenti del livello globale degli oceani, come l’imponente evento avvenuto 14 mila anni fa: in occasione del quale nelle aree tropicali le scogliere coralline hanno registrato un aumento di circa 20 metri del livello del mare nell’arco di soli 340 anni. Per la prima volta abbiamo trovato l’evidenza di quel catastrofico evento nei registri geologici delle aree polari”, spiegano Michele Rebesco e Renata G. Lucchi dell’Ogs che hanno coordinato le attività del progetto rivolte a ricostruire con accuratezza gli eventi estremi di scioglimento dei ghiacciai artici attraverso indagini oceanografiche, geofisiche e geologiche a bordo della Nave Ogs-Explora e altre navi di ricerca straniere.
“I meccanismi che regolano la fusione della calotta polare artica e il flusso di acqua di fusione glaciale negli oceani sono molto complessi e la loro comprensione richiede l’integrazione di competenze multidisciplinari”, illustra Stefano Aliani, oceanografo dell’Istituto di scienze marine del Cnr che ha coordinato l’integrazione delle attività portate avanti dai diversi gruppi di ricerca. “Il confronto tra i risultati ottenuti attraverso le osservazioni del presente e quanto ricostruito per il passato, permette di verificare i punti di forza e quelli di criticità dei modelli sviluppati”.
“L’interazione tra gli oceani e i grandi ghiacciai di sbocco nelle regioni polari contribuisce al bilancio globale del livello marino”, spiega Stefania Danesi, geofisica dell’Ingv. “Attraverso lo studio dei dati sismici raccolti dalla rete sismica regionale Glisn (Greenland Ice Sheet Monitoring Network) è possibile osservare eventi di distacco di grandi iceberg e, con l’analisi congiunta di immagini satellitari, è possibile stimare le variazioni spaziali e temporali del volume di perdita di ghiaccio dai maggiori fronti attivi”.
L’Artico si sta riscaldando più rapidamente di qualsiasi altro luogo sulla Terra, e questo si traduce in un altrettanto rapido cambiamento ambientale. Negli ultimi anni in particolare appare evidente un’accelerazione dei cambiamenti, al punto che la possibilità che si ripetano eventi estremi non è più un’ipotesi remota. 
La piena comprensione del sistema climatico e delle forzanti che lo guidano è condizione essenziale per poter prevedere realistici scenari a breve-medio termine.