giovedì 15 settembre 2016

Comunicato Anva Confesercenti su Fiera di settembre



Ancora  una  volta la  fiera  di  Settembre è  stata un vero  successo. 140 Espositori, migliaia di visitatori e un’occasione in più per almeno 80  attività commerciali  a posto  fisso,  di  guadagno. La scelta  dell’amministrazione di  riportare  prima  la  fiera  in  città per  poi  spostarla nel  fine  settimana, sotto  proposta  dell’ANVACONFESERCENTI  e con l’ausilio  del C.C. che  voglio  ringraziare  ancora  una  volta, ha  fatto  si che  questa  fiera, che  era  oramai  ridotta  a  poco più  che  una  piazza morta, tornasse  a  rifiorire come  un  tempo. La fiera così com’è sistemata porta beneficio a Bar, pizzerie, paninerie, supermercati, b&b, tabaccai, farmacie, benzinai, ma  anche  negozi  di  abbigliamento e calzature, tutte attività sparse tra Piazza Generale Cascino, Via G. Lo Giudice, Via Ciancio, Viale Muscarà, Via Intorcetta, Via Chiarandà, P.zza  Boris  Giuliano, fino ad arrivare  in  Piazza Senatore  Marescalchi. Credo  che l’amministrazione  sia  convinta  tanto  quanto  noi  di  aver  fatto  la  scelta  giusta, ma  considerato  che  prima  o  poi  il  C.C. organo sovrano sulla scelta  di  un  sito  fieristico sarà chiamato ad esprimersi, credo e mi auguro  che  quando  sarà  il  momento, anche  i  consiglieri non abbiano  dubbi  a  confermare questo  sito  che  tanto  bene a  portato  a tutta  la  città e  alle attività  commerciali  che ne orbitano intorno. Tra  l’altro voglio  ricordare  ancora  una  volta, che  esiste  una  delibera  di  C.C. che identifica  proprio  quel sito  per  lo  svolgimento  delle  due  fiere  di  Maggio e  Settembre. La  fiera  in città  porta  vita  ed  economia e dà  un’occasione  in  più  a  molti  cittadini  per  uscire  dalle  mura  domestiche. Questo  è  un  dato  alla  quale  nessuno  può  dare  smentita.


Il  delegato   
ANVACONFESERCENTI
Totò  Cimino  

I segnali che predicono lo sviluppo della demenza


La difficoltà nello svolgere attività quotidiane più complesse del semplice lavarsi e vestirsi, come maneggiare il denaro o cucinare, rivela con otto anni di anticipo lo sviluppo della demenza nei soggetti affetti da lieve deficit cognitivo. 
Lo ha evidenziato uno studio condotto dall’In-Cnr e dall’Università di Firenze e coordinato dall’Istituto superiore di sanità. 
La ricerca è stata pubblicata sul Journal of Alzheimer’s Disease

In persone affette da deficit cognitivo lieve (Mci-Mild Cognitive Impairment), il manifestarsi di difficoltà nell’esecuzione delle attività quotidiane più complesse consente di predire lo sviluppo di demenza con un anticipo di otto anni.  È quanto emerge da uno studio condotto nell’ambito del progetto Ilsa (Italian Longitudinal Study on Aging), da Antonio Di Carlo dell'Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e Domenico Inzitari dell’Università di Firenze, su 2.400 ultrasessantacinquenni, rappresentativi della popolazione anziana in Italia. La ricerca, coordinata da Emanuele Scafato dell'Istituto superiore di sanità, è stata pubblicata sul Journal of Alzheimer’s Disease.
“La vita quotidiana presuppone lo svolgimento di attività elementari, quali lavarsi, vestirsi, alimentarsi, e di attività più complesse, definite strumentali, come usare il telefono, fare acquisti, preparare il cibo, effettuare le pulizie domestiche, utilizzare i mezzi di trasporto, maneggiare il denaro, assumere autonomamente eventuali terapie”, spiega Di Carlo. “La ricerca ha dimostrato che avere problemi nelle seconde, le più complesse, permette di predire lo sviluppo di demenza in chi è affetto da Mci, e questo indipendentemente dall’età, dal sesso e dalla presenza di altre malattie”.
Lo studio ha inoltre individuato un legame tra il numero di attività strumentali che creano problemi e lo sviluppo della demenza. “Incontrare difficoltà in una sola delle attività complesse raddoppia il rischio di demenza, mentre se le attività interessate sono più di quattro il rischio aumenta di nove volte nei successivi otto anni”, chiarisce il ricercatore dell’In-Cnr.
Lo studio Ilsa, che ha affrontato per primo a livello nazionale le problematiche relative all'invecchiamento e alle condizioni di salute degli over 65 italiani, ha fornito stime sulla frequenza della demenza nel nostro Paese. “In Italia le persone affette da questa patologia sono circa 700 mila e circa 150 mila i nuovi casi ogni anno; gli ultrasessantacinquenni affetti da deficit cognitivo lieve sono circa tre milioni: un anziano su quattro. Per loro il rischio di demenza è significativamente superiore rispetto agli anziani con funzioni cognitive normali”, conclude Di Carlo. “Questa ricerca fornisce informazioni utili per la messa a punto di interventi di prevenzione e trattamento, contribuendo così a ridurre i rilevanti costi umani, sociali ed economici di questa malattia”.

ISTITUITI I MERCATINI ORTOFRUTTICOLI RIONALI





In data 30 Maggio 2016 la IV^ Commissione ( Commercio) tramite il suo Presidente Conetto Arancio, avevano inoltrato all’Assessore Comunale alle Attività Produttive Valentina Nicotra la proposta di estendere i mercatini ortofrutticoli rionali  ai quartieri Castellina, Casalotto e Canali, in quanto già presente nel Quartiere Monte.

Questa proposta, nell’ottica di creare possibilità lavorative per gli operatori del settore, è stata recepita dall’Amministrazione Miroddi.

L’Assessore Nicotra sentiti i rappresentanti della Confcommercio, della CNA, dell’ANVA, della Coldiretti e del Comandante della Polizia Municipale, con delibera di Giunta immediatamente esecutiva, ha esteso l’istituzione dei mercatini ortofrutticoli rionali anche ai quartieri su menzionati e precisamente in questi termini:

Quartiere Monte n° 3 posteggi metri 7x4 il Sabato;

Quartiere Castellina n° 3 posteggi metri 7X 4 il  Martedì;

Quartiere Casalotto n°3 posteggi metri 7x4 il Lunedì;

Quartiere Canali n°3 posteggi metri 7x4 il Mercoledì.

Tali posteggi verranno assegnati agli operatori commerciali tramite procedura concorsuale  con relative autorizzazioni amm.ve momentaneamente provvisorie in attesa dell’espletamento della procedura concorsuale e poi definitiva ( alla ratifica del Consiglio Comunale).


Servizio di sorveglianza della Terapia anticoagulante orale (Tao) dell’ospedale di Caltagirone”



COMUNE DI CALTAGIRONE
 
levata di scudi del Consiglio comunale, che rilancia chiedendone pure l’estensione a tutto il territorio provinciale. 
Intanto l’Asp invia un altro medico. Assise concorde sulla costituzione di un organismo tecnico “che vigili sullo stato della sanità nostrana”

Fronte comune fra le forze politiche della città: il Consiglio comunale, riunitosi ieri sera in seduta straordinaria e urgente, ha approvato con 22 sì e un no l’ordine del giorno sul servizio di sorveglianza della Terapia anticoagulante orale (Tao) dell'ospedale “Gravina” di Caltagirone, che era stato presentato dai consiglieri d’opposizione e a cui si sono aggiunte le firme di numerosi altri consiglieri. Hanno assistito alla seduta, supportando le posizioni dell’assise, numerosi pazienti aderenti alla Feder – Aipa, l’organismo di volontariato che rappresenta i pazienti anticoagulati (vale a dire le persone colpite da un primo episodio di trombosi venosa profonda, embolia polmonare, ictus cerebrale, infarto del miocardio, fibrillazione atriale e portatori di valvole cardiache) e li aiuta ad affrontare la loro rischiosa condizione con un’adeguata e specifica assistenza medica e psicologica.
Nel documento – primo firmatario Vincenzo Di Stefano  si fa riferimento alla necessità di una corale difesa (e di adeguate iniziative finalizzate a questo scopo) di un servizio di assoluta utilità, che pure, nella prima decade di agosto, era stato seriamente minacciato, “con conseguenti disagi e preoccupazioni per il migliaio circa di pazienti del territorio con patologie cardio – vascolari”, ma che è stato ripristinato a seguito di denunce, proteste e prese di posizione “con la garanzia, da parte della dirigenza dell’Asp di Catania, di erogarlo per l’intero mese di agosto e con le rassicurazioni e l’impegno a pervenire ad una soluzione stabile, duratura e definitiva del problema”. Nell’Odg si auspica, fra l’altro, “che l’Asp non solo assicuri la normale attività del centro Tao di Caltagirone, ma anzi lo rafforzi, affidando ad esso, sulla base di un progetto, l’estensione dell’attività a tutta la provincia e ne renda possibili le prestazioni anche a quelle realtà territoriali a cui l’accesso è oggi negato, e che la Regione dia riconoscimento e inserisca l’attività clinica di sorveglianza della Tao nell’ambito della telemedicina”.  
Il documento è stato illustrato dallo stesso Di Stefano, che ne ha evidenziato “le profonde ragioni a tutela della salute di numerosi cittadini” e informato che “le azioni promosse hanno portato a un significativo risultato: l’invio, da parte dell’Asp, da venerdì 16 settembre, di un altro medico che colmi le carenze nell’organico”.
Sono seguiti gli interventi di altri consiglieri – Cristina Navarra, Andrea Bizzini, Luca Di Stefano, Oriella Barresi -, tutti accomunati dall’esigenza di promuovere ogni iniziativa si riveli utile non solo alla tutela, ma anche all’estensione del servizio al resto della provincia, anche se da parte dei consiglieri di centrodestra non sono mancate critiche al Governo Crocetta e alle sue asserite “disattenzioni” verso la Sicilia e il territorio. Dal documento altri sottoscrittori Simone Amato, Marco Failla, Mario Polizzi, Cristina Navarra, Aldo Lo Bianco, Giuseppe Carnibella, Elisa Privitera e Lara Lodato - ha ritirato la firma, e poi votato contro l’Odg, la consigliera del Movimento 5 Stelle: “Siamo favorevoli al potenziamento del servizio e anche a un tavolo tecnico – ha spiegato la Lodato - ma questa seduta è fondata sul nulla perché, come ho appurato successivamente, il rischio di soppressione non è mai esistito”. A lei ha replicato Polizzi, ribadendo “l’utilità e l’efficacia della seduta di stasera contro la preannunciata chiusura”. L’assise ha altresì concordato sulle proposte avanzate l’una dalla Navarra, l’altra dalla Barresi, e sintetizzabili nella costituzione di un organismo tecnico che si occupi in maniera permanente delle diverse questioni che attengono alla sanità nostrana.
“Quando si parla di sanità – ha affermato il sindaco Gino Ioppolo - non è mai tempo perduto. Una buona occasione per discutere, dibattere e rilanciare, anche con la costituzione di un organismo tecnico, temi di grande attualità che attengono all’intero ospedale: esso deve essere potenziato, ma non deve diventare un giardino nel deserto. La battaglia, quindi, va condotta in chiave territoriale”.
“E’importante che non si abbassi la guardia – ha rilevato il presidente Massimo Alparone -, specie in questi giorni di grande confusione che investono la sanità isolana. In conferenza dei capigruppo, facendomi interprete delle proposte emerse in Consiglio, proporrò la costituzione di un tavolo tecnico permanente”.