venerdì 22 luglio 2016

Scoperti nuovi microinquinanti delle acque




Uno studio del Gruppo di ecologia microbica dell’Ise-Cnr dimostra la presenza nelle acque reflue urbane di geni di resistenza ai metalli pesanti e agli antibiotici che i sistemi di depurazione non riescono a rimuovere, con il rischio che si diffondano nell’ambiente. Il risultato potrà permettere di progettare sistemi di trattamento più efficaci. La ricerca, svolta a Novara, Verbania e Cannobio, è pubblicata su Water Research

Nelle acque reflue vengono rilasciati in gran quantità una serie di nuovi microinquinanti, come i geni di resistenza agli antibiotici, che gli impianti di depurazione non riescono a rimuovere in quanto non dispongono di alcun trattamento specifico. L’Istituto per lo studio degli ecosistemi del Consiglio nazionale delle ricerche (Ise-Cnr) di Verbania Pallanza ha intrapreso una ricerca al fine di sviluppare sistemi di trattamento efficienti, coordinata dal Gruppo di ecologia microbica (Meg) dell’Ise-Cnr in collaborazione con Università di Mons (Belgio) e Acqua Novara.Vco. I risultati sono pubblicati sulla rivista Water Research.
“Abbiamo dimostrato come all’interno di impianti di depurazione anche molto diversi ci sia una presenza concomitante di geni di resistenza ai metalli pesanti e ad antibiotici di uso comune in medicina umana e veterinaria. Questo potrebbe determinare la diffusione dell’antibiotico resistenza in ambiente attraverso i reflui trattati, a seguito di una pressione selettiva esercitata dai metalli stessi nei sistemi di trattamento, che può portare ad una co-selezione di geni di resistenza agli antibiotici”, spiega Gianluca Corno, coordinatore della ricerca e ricercatore Ise-Cnr. “La diffusione di geni di resistenza agli antibiotici in ambiente può causare lo sviluppo di comunità batteriche resistenti in natura, e quindi la permanenza della resistenza per tempi lunghissimi, con il rischio, in aree antropizzate, di trasmissione della stessa a patogeni umani. I sistemi di depurazione delle acque sono progettati per eliminare efficacemente una serie di inquinanti di natura chimica e microbiologica (fosforo, metalli, batteri di origine fecale) ma per i nuovi microinquinanti, rilasciati nei reflui urbani, non ci sono ancora processi specifici di smaltimento”.
Lo studio, continua Andrea Di Cesare ricercatore Ise-Cnr, “ha posto l’accento sulla potenziale selezione indiretta dei cosiddetti determinanti di antibiotico-resistenza (geni e batteri resistenti) a seguito di un forte stress del popolamento batterico all’interno degli impianti, durante i differenti trattamenti (meccanico, biologico, chimico e microbiologico) nei quali è possibile che si verifichi la concentrazione di metalli pesanti e lo sviluppo delle resistenze relative. Questo risultato è il punto di partenza per la progettazione di sistemi validi per il trattamento dei diversi microinquinanti al fine di aumentare l’efficienza della loro rimozione”.
L’immissione in ambiente di questi geni e batteri resistenti agli antibiotici attraverso i reflui urbani, industriali e di produzioni zootecniche non viene considerata dalla legislazione attuale. “Molte nazioni e l’Ue stanno però lavorando alla definizione di limiti, che imporranno un diverso design dei sistemi di trattamento, che dovrà anche tener conto dei potenziali rischi di co-selezione dei geni stessi in impianto.  
La nostra ricerca ha coinvolto i tre impianti di depurazione di Novara, Verbania e Cannobio, un esempio di cooperazione con il territorio che può consentire lo svolgimento e la pubblicazione di ricerche a livello internazionale”, conclude Corno.

NOVE CAVALIERI GIOSTRANTI DEL CASALOTTO CHIEDONO UNA PROROGA PER ISCRIVERSI AL PALIO





Ieri la Giunta Municipale, in deroga al regolamento a seguito della domanda di nove cavalieri giostranti del quartiere Casalotto, ha approvato una delibera con la quale proroga le iscrizioni dei cavalieri giostranti fino a sabato mattina, affinché il Comitato di Quartiere abbia la possibilità di recedere dalla propria decisione e partecipi al Palio.

Se ciò non dovesse avvenire scatterà la squalifica per tre anni.

Evidentemente i cavalieri giostranti del Casalotto la pensano in modo diverso dal loro Presidente che  ha preso una  pesantissima decisione senza consultarli, fatto sta che una squalifica di tre anni sarebbe molto grave e penalizzerebbe enormemente il Quartiere.

In questo caso, come potrebbe avvenire anche quest’anno e per i prossimi tre anni, sarebbero tre i quartieri a partecipare al Palio,  si farebbe un passo indietro nella storia, si ritornerebbe a quando il Quartiere Casalotto ubicato fuori dalla cinta muraria era un possedimento della famiglia Branciforti di Mazzarino e non faceva parte della Città.

                                                    Totò Conti