sabato 5 marzo 2016

Ortopedia Chiello, Nuove operazioni



ASP Enna. Incrementata l’attività chirurgica nel reparto di Ortopedia del Presidio Ospedaliero Chiello di Piazza Armerina.

 Chirurgia di alta specializzazione ortopedica nel Presidio Ospedaliero Chiello di Piazza Armerina. “Per la prima volta nel nosocomio vengono trattate chirurgicamente le patologie della spalla attualmente gestite da pochi centri specializzati”, dichiara il Direttore Sanitario dell’ASP di Enna, dr. Emanuele Cassarà.  

L’esecuzione di tali interventi è affidata al nuovo medico ortopedico, Ferdinando Granata,  assunto un mese fa e in servizio presso il Chiello. Grazie alla notevole esperienza chirurgica nel trattamento di tali patologie, il dott. Granata ha già eseguito tre interventi di protesi inverse (due per artrosi gleno-omerale, una per frattura a più frammenti della testa omerale) e 12 interventi riguardanti la patologia della cuffia dei rotatori. 

“Tutto ciò è stato possibile grazie alla competenza e alla professionalità degli anestesisti e alla loro piena, proficua ed entusiastica collaborazione – dichiara il dott. Granata che aggiunge: – A breve, grazie all’ausilio dell’ecografo, saremo in grado di effettuare anestesie loco-regionali ecoguidate riducendo il ricovero del paziente a un solo giorno e incrementando il numero di interventi per seduta operatoria. 

Un plauso va fatto al sig. Carmelo Gagliano e agli infermieri del reparto di ortopedia nella gestione pre e post-operatoria dei pazienti affetti da tali patologie e un grande elogio a tutto il personale della sala operatoria per l’entusiasmo e la grande capacità professionale di cui danno continuamente prova.”

L’equipe medica del reparto di Ortopedia è costituita dai dottori Nunzio Pelligra, Enrico Santanna, Gianclaudio Caputo e, da poco più di un mese, dal dott. Ferdinando Granata che ha introdotto il trattamento delle patologie da spalla.

“Grazie alla elevata competenza dell’equipe – dichiara il Direttore Generale dell’ASP di Enna, dr. Giovanna Fidelio – il reparto di Ortopedia del Chiello fornisce una eccellente prestazione medica e chirurgica, come confermano i dati di affluenza di cittadini provenienti da altri territori che testimoniano la riduzione della mobilità “dei pazienti” verso le strutture esistenti  in altre province o regioni”.

Il dolore si combatte con l’ossitocina





Un gruppo di lavoro, al quale ha partecipato anche l’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche di Milano, ha individuato i 30 neuroni responsabili del rilascio di questo ormone e coinvolti nella percezione del dolore. Lo studio, pubblicato su Neuron, apre la strada all’utilizzo dell’ossitocina come analgesico



Nota per il ruolo che svolge tra l’altro favorendo le contrazione dell’utero, e dunque il parto, e stimolando la produzione del latte materno, l’ossitocina si è ora scoperto essere coinvolta anche nella percezione del dolore infiammatorio. A rilevarlo una ricerca frutto della collaborazione tra ricercatori di diverse nazioni (Germania, Francia, Svizzera, Stati Uniti, Cina e Italia), alla quale ha partecipato l’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) di Milano.

“La nostra ricerca ha permesso per la prima volta di identificare i neuroni responsabili del rilascio dell'ossitocina da cui dipende la regolazione della percezione del dolore a livello del midollo spinale”, spiega Bice Chini dell’In-Cnr e dell’Irccs Istituto clinico Humanitas. “In modelli sperimentali, si è visto che si tratta di circa 30 neuroni, situati in una regione del cervello, l'ipotalamo, dal quale inviano i loro prolungamenti fino alle sezioni più lontane del midollo spinale. Ed è qui che rilasciano questo ormone, che agisce regolando gli input dolorifici provenienti dalle aree periferiche del corpo”.

Inoltre, i neuroni ipotalamici identificati riescono a provocare il rilascio anche nel sangue, attraverso un circuito collaterale. “Lo studio ha evidenziato che anche l’ossitocina presente a livello ematico contrasta il dolore, legandosi a recettori neuronali presenti nei gangli (raggruppamenti di neuroni disposti lungo il decorso dei nervi) spinali”, prosegue la ricercatrice. “L'azione anti-dolorifica è quindi duplice, sia a livello midollare sia dei neuroni gangliari”.

Le tecniche usate per evidenziare l'effetto anti-dolorifico dell’ossitocina sono innovative e hanno previsto anche l’utilizzo di metodiche di optogenetica. “Mediante l'inserimento di sottilissime fibre ottiche è stato possibile stimolare esclusivamente i 30 neuroni identificati e studiare così gli effetti analgesici legati al loro rilascio di ossitocina”, conclude Chini. “Va precisato che l’azione rilevata non è ad ampio spettro: riguarda solo alcuni tipi di dolore, in particolare quello infiammatorio. È proprio nelle malattie infiammatorie, dunque, che si potrà utilizzare l'ossitocina come analgesico”.

Lo studio A New Population of Parvocellular Oxytocin Neurons Controlling Magnocellular Neuron Activity and Inflammatory Pain Processing è stato pubblicato su Neuron.