mercoledì 3 febbraio 2016

Si inaugura la scuola a "consumo zero", fra le otto in Italia



 COMUNE DI CALTAGIRONE



L'istituto “Piero Gobetti” prima scuola a “consumo zero” del territorio,fra le due in Sicilia e le otto in Italia: venerdì 12 febbraio l’inaugurazione dell’impianto geotermico e fotovoltaico realizzato dal Comune


L'Istituto comprensivo “Piero Gobetti” di Caltagirone è la prima scuola a “consumo zero” del territorio e non solo, grazie alla diversificazione delle fonti energetiche e a lavori qualificanti e innovativi, nel segno dello sviluppo sostenibile e del risparmio energetico.

Sarà infatti inaugurato venerdì 12 febbraio, alle 10, l’impianto geotermico e fotovoltaico realizzato nel plesso centrale dell’istituto dal Comune di Caltagirone con il Programma operativo interregionale “Energie rinnovabili e risparmio energetico” ((importo complessivo 1.339.550,26 euro). L’impianto geotermico, con cappotto termico, illuminazione intelligente e a basso consumo, è uno degli otto avviati sperimentalmente dal ministero dell’Ambiente in Italia e uno dei due presenti in Sicilia (l’alto si trova a Siracusa). L’impianto fotovoltaico, da 60 Kwatt, contribuisce a rendere energeticamente indipendente la scuola.

Per l’occasione, nell’aula conferenze “Peppino Impastato” dell’istituto, in via Piersanti Mattarella, si terrà un seminario di studio sul tema: “Ecosostenibilità, fonti rinnovabili e risparmio energetico, per un modello di scuola a impatto zero”.

Il progetto  del Comune di Caltagirone, alla fine del 2011, aveva brillantemente superato ogni selezione. A gennaio 2013 il Governo regionale, dopo averne valutato l'efficacia, aveva definitivamente dato il via libera agli interventi, che si sono concretati: nel miglioramento delle caratteristiche di isolamento termico di pareti e coperture mediante un cappotto termico; nell'installazione di pannelli radianti a soffitto; nella realizzazione di un nuovo impianto di produzione caldo/freddo e acqua calda sanitaria, con pompe di calore terreno-acqua e sonde geotermiche; nella realizzazione di un nuovo sistema di regolazione per il controllo della temperatura in ogni singolo ambiente; nella sostituzione dei corpi illuminanti esistenti con degli apparecchi a maggiore efficienza energetica; nella realizzazione di un impianto di illuminazione con controllo e monitoraggio dei punti luce mediante un sistema centralizzato gestibile da Pc; nella collocazione di corpi illuminanti con reattori elettronici che riducono progressivamente la luminosità; nell’installazione di un sistema di comando dei corpi illuminanti e di acquisizione del livello di luminosità attraverso rivelatori Ir a doppia tecnologia; nell'installazione di pali a Led per l'illuminazione esterna.

Arriva 'Efesto' per risparmiare su acqua e pesticidi



Il prototipo di drone, realizzato dall’Area di ricerca di Pisa del Cnr e presentato alla Fiera Agricola di Verona in corso da oggi al 6 febbraio, sarà impiegato nell’agricoltura di precisione e in viticoltura per ridurre al minimo gli impatti ambientali dei sistemi produttivi

L’Area della ricerca di Pisa del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ha realizzato un prototipo di drone che sarà utilizzato ad ampio raggio nei settori dell’agricoltura di precisione grazie ad innovativi sistemi multisensoriali messi a punto e sviluppati dall’Istituto di scienze e tecnologie dell’informazione (Isti-Cnr), dall’Istituto di biometeorologia di Firenze (Ibimet-Cnr) e dal gruppo Refly del Cnr pisano. Il drone, denominato 'Efesto', e prodotto da Sigma Ingegneria, attiva nel settore da oltre dieci anni, viene presentato presso la Fiera Agricola di Verona, in corso da oggi al 6 febbraio.
Efesto impiega sensori termici multispettrali e iperspettrali. La risoluzione a terra è dell’ordine dei 3cm/pixel e rappresenta un grande passo in avanti se confrontata con i 5-25m/pixel ottenuti con una rilevazione satellitare. “Grazie a Efesto abbiamo la possibilità di acquisire dati provenienti da più sensori contemporaneamente e ad altissima risoluzione in modo da poterli elaborare assieme. Dalla fusione di questi dati saranno elaborate indicazioni che mirano a ridurre al minimo gli impatti ambientali dei sistemi produttivi”, dice Alessandro Matese dell’Ibimet-Cnr. “L’agricoltura di precisione troverà una forte implementazione in quanto si potranno ad esempio, aggiustare i parametri della semina, la modulazione delle dosi di fertilizzante, l’applicazione sito-specifica dell’acqua, dei pesticidi, degli erbicidi. Utilizzando le mappe prodotte da drone, si applica una strategia di deficit irriguo che può portare ad un risparmio di acqua del 25%”.
Le prime applicazioni dell’agricoltura di precisione si basavano principalmente sull’elaborazione di immagini da satellite, sui sistemi Gps, sui sistemi informativi geografici. “Il drone dà la possibilità di voli ripetuti, acquisizione di immagini visibili termiche e multispettrali georiferite e l’elaborazione post volo dei dati per la mosaicatura”, aggiunge Ovidio Salvetti dell’Isti-Cnr, “dati ed immagini che possono essere integrati in una rete e fornire così informazioni in tempo reale grazie anche ai recenti progressi nelle tecnologie di trasmissione radio e la possibilità che queste hanno di interfacciarsi con Internet”. 
Nella viticoltura moderna, ad esempio, l’utilizzo del drone del Cnr permette di programmare una gestione agronomica differenziata all’interno del vigneto, prerogativa questa, per ottenere una produzione di qualità. Le attività del drone sono indirizzate sia allo sviluppo di tecnologie di indagine basate su telerilevamento e sistemi di monitoraggio micro meteorologico sia allo sviluppo di strumenti informatici (mappe di rischio meteo climatico, modelli di allerta precoce contro malattie, modelli previsionali di crescita e qualità) che migliorino la quantità e la qualità delle produzioni del vino. Al progetto hanno collaborato Andrea Berton, Alessandro Zaldei, Beniamino Gioli, Piero Toscano, Filippo Di Gennaro.