lunedì 6 giugno 2016

"Pizzo Muletta Ecoparco di Capaci – per non dimenticare"




Nota Stampa
I cittadini di Capaci chiedono la costituzione dell’Ecoparco di Pizzo Muletta
Sabato 9 giugno incontro pubblico dal titolo “Un parco per il riscatto di Capaci” con Umberto Postiglione, direttore dell’Agenzia dei beni sequestrati e confiscati alla mafia, e Sebastiano Napoli,  sindaco di Capaci, al quale sarà consegnata la prima tranche di firme raccolte perché l’ex cava venga trasformata in bene fruibile
I cittadini onesti di Capaci, luogo squarciato dalla violenza degli attentanti del  23 maggio 1992, hanno costituito il comitato “Pizzo Muletta Ecoparco di Capaci – per non dimenticare” per rendere fruibile fin da subito il bene confiscato alla mafia conosciuto come “la cava” o “la fornace” che fu della Calce e Calcestruzzi Capaci srl.
Giovedì 9 giugno alle ore 17:00 in Piazza Matrice a Capaci presso la Sala Macina del palazzo Conti Pilo si ufficializzerà la costituzione del Comitato promotore l’Ecoparco di Pizzo Muletta alla presenza del direttore dell’Agenzia dei beni Sequestrati e Confiscati alla mafia, Umberto Postiglione. Per  l’occasione il comitato “Pizzo Muletta Ecoparco di Capaci – per non dimenticare” presenterà al sindaco di Capaci, Sebastiano Napoli, la prima tranche di firme raccolte a sostegno del progetto, attraverso una petizione anche lanciata sui social network.
CHI SIAMO
Il Comitato Pizzo Muletta Ecoparco di Capaci, nasce agli inizi di maggio 2013 per volontà di alcuni cittadini preoccupati per le sorti di un bene confiscato alla mafia presente nel territorio di Capaci conosciuto ai più come ex cava Sensale o la fornace, da 24 anni in stato di abbandono ed inutilizzo. Il bene fa capo ad un provvedimento di confisca e consta di una tenuta di 103.000 mq complessivi in cui un costone roccioso, Pizzo Muletta, per anni oggetto di coltivazione della cava Sensale, fa da scenografica e straordinaria quinta scenica ad un vero e proprio polmone verde caratterizzato da olivi, mandorli e carrubi secolari oltre che da porta verso itinerari archeologici, speleologici e paleontologici poco conosciuti.
Lo scorso 29 maggio 2016,  il bene è stato teatro della prima visita guidata pubblica, organizzata dal Comitato Pizzo Muletta Ecoparco di Capaci-per non dimenticare con l’aiuto di numerosi esperti, al fine di fare conoscere l’alto valore storico, culturale e paesaggistico e promuovere il recupero di un luogo che a causa della triste storia recente ha assunto anche una forte connotazione simbolica.
Il comitato propone infatti di restituire la fruibilità del bene alla cittadinanza e di farne un luogo in cui coltivare anche la memoria degli eroi civili della strage di Capaci del 23 Maggio 1992 che vide la morte di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e di Rocco di Cillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani.
Il comitato si prefigge di promuovere l’utilizzo del bene fin da subito a beneficio della collettività quale risarcimento simbolico e materiale ai cittadini onesti e al territorio squarciato dalla violenza dell’attentato.
Dichiarano i promotori del comitato: “i cittadini di Capaci chiedono che il loro territorio venga riscattato attraverso la bellezza e l’ecosostenibilità, che il nome di Capaci possa finalmente essere portatore di valori positivi attraverso la costituzione dell’Ecoparco Pizzo Muletta, sito naturalistico che può diventare motore trainante di un turismo sano ed ecosostenibile, un luogo di ritrovo per tutti, un’oasi in cui ospitare eventi culturali, un polmone verde in cui praticare sport ed educare alla legalità; una porta verso il sentiero della bellezza dei luoghi e della storia locale. Un bene da condividere con tutti i cittadini, non solo di Capaci.”
A tal fine è stata lanciata una petizione popolare, tramite la piattaforma avaaz.org, per fare di questo luogo un parco pubblico gestito dal basso, ecosostenibile e a cemento zero come risposta ed esempio rivolto ad un territorio aggredito selvaggiamente da speculazione edilizia e fatto concreto da contrapporre all’insopportabile retorica dell’antimafia di facciata.
I positivi riscontri di pubblico ricevuti lo scorso 29 maggio confermano le enormi potenzialità del sito in termini di fruibilità collettiva. Alla giornata ha presenziato il sindaco di Capaci, Sebastiano Napoli, che per conto dell’Amministrazione comunale ha concesso il patrocinio gratuito all’iniziativa, dando anche supporto nelle fasi preparatorie. Ma sono state numerose le associazioni partner del Comitato e i sostenitori che hanno avuto parte attiva alla giornata, dando il proprio importante contributo:
-         Enpa Partinico ONLUS, che ha offerto i prodotti bio a km 0, all’area accoglienza, provenienti dalla Piccola fattoria didattica della legalità nata anch’essa su un bene confiscato alla mafia, con i rappresentanti Giuseppe Marinaro e Raffaello Longo.
-         L'Associazione culturale Sviluppo Partecipato - "SVI.PA." di Capaci, il cui presidente Igor Richichi, tra i fondatori del comitato, ha fatto una breve introduzione al senso dell’iniziativa e alla storia del comitato.
-         L’associazione Mosaicando ONLUS di Capaci, aderente al comitato, che ha preso parte all’iniziativa  con i suoi ragazzi al grido di ”cambiare si può” e “ ci importa, ci interessa, ci sta a cuore”;
-         Le guide d’eccezione:
·    I paleontologi Vittorio Garilli e Francesco Pollina autori della scoperta di DinoSaro, il dinosauro di Capaci vissuto circa 90 miloni di anni  fa (che ha rimesso in discussione la paleogeografia di quell’epoca);
·    Francesca Mercadante, geologa e studiosa di archeologia, autrice di diverse pubblicazioni in ambito archeologico sull’area, che ha illustrato ai partecipanti l’inquadramento in cui il sito archeologico di pizzo Muletta e delle sue grotte si iscrive in periodo preistorico;
·    Vincenzo Di Dio, direttore della R.N.O. Isola delle Femmine, che ha curato personalmente la messa a punto dei percorsi durante le fasi preparatorie ed ha condotto le visite illustrando gli aspetti naturalistici e dell’avifauna;
·    Pietro Salvino, tra i fondatori del comitato, che ha curato nelle fasi preparatorie dell’iniziativa, insieme ad altri tecnici, gli accessi agli atti presso il Corpo Regionale delle Miniere (ex Ente Minerario) e la presentazione del sito dal punto di vista dell’archeologia industriale durante la visita guidata.
Sincero e spontaneo supporto al Comitato è arrivato anche da parte di altri soggetti, tra cui:
-         Liberamente Onlus con la presenza di Francesco Costantino, socio fondatore della cooperativa che gestisce il bene confiscato alla mafia “Fiori di campo” a Cinisi;
-          Paolo Arena, presidente del circolo Naturalmente/Isola delle Femmine di Legambiente;




-Gianluigi Pirrera, vicepresidente Aipin (Associazione Italiana Per l’Ingegneria Naturalistica), che ha donato alcuni esemplari di essenze autoctone siciliane da introdurre all’interno dell’area.
- Giuseppe Leone, associazione “Totò Zangara” di Cinisi
Il grande interesse suscitato dalla manifestazione è stato confermato dalla presenza di numerosi  cittadini che si sono presentati spontaneamente nel corso della giornata, dando solidale approvazione al progetto e  firmando la petizione.



Alessandra Gambino 
                                                                 Francesca Impastato