giovedì 30 giugno 2016

Tumore alla prostata: i primi dati dello studio Pros-it




Esposti durante l’Investigators Meeting del progetto, coordinato dall’Istituto di neuroscienze del Cnr e realizzato con il grant incondizionato di Takeda Italia, i risultati finora raccolti. Il progetto mira a individuare gli aspetti sui quali lavorare per perfezionare le cure e garantire una migliore qualità di vita ai pazienti colpiti da questa forma di cancro, che interessa un quinto della popolazione maschile
Il tumore della prostata è tra i più diffusi nella popolazione maschile (20%) e conta circa 36.000 nuovi casi l’anno in Italia. Per monitorarlo in chiave epidemiologica, la sezione Invecchiamento dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) di Padova ha promosso lo studio 'Pros-It' (Prostata Italia), con il grant incondizionato di Takeda Italia. Il progetto, della durata di tre anni (da settembre 2014 a settembre 2017), vuole fotografare la situazione nel nostro Paese, attraverso il coinvolgimento di 97 centri specialistici (51 di Urologia, 39 di Radioterapia, 7 di Oncologia) su tutto il territorio nazionale e l’arruolamento di pazienti che hanno avuto diagnosi di questa forma di cancro. Per fare il punto sui risultati raggiunti e discutere delle prospettive future, si è svolto a Roma presso la sede centrale del Cnr un 'Investigators Meeting'.
“Pros-It è il primo studio epidemiologico, multicentrico e multispecialistico di monitoraggio del profilo di cura del tumore della prostata in Italia e mira a valutare caratteristiche cliniche, demografiche e protocolli di terapia, per individuare i fattori su cui lavorare per migliorare la qualità di vita del paziente”, spiega Gaetano Crepaldi, professore emerito di Medicina interna dell’Università di Padova e ricercatore associato dell’In-Cnr, responsabile scientifico del progetto. “Lo studio coinvolge complessivamente 1.714 uomini con un’età media alla prima diagnosi poco superiore ai 68 anni. Il loro stato complessivo di salute alla diagnosi è risultato buono e sostanzialmente sovrapponibile a quello della popolazione generale”.
Meno del 9% dei soggetti arruolati, in fase di diagnosi di questa forma tumorale, ha scelto una struttura ospedaliera esterna rispetto alla propria area di residenza”, precisa Marianna Noale, biostatistico dell’In-Cnr. “Tuttavia, mentre appena l’1% di pazienti in regioni del Nord Italia è stato arruolato in strutture del Sud, quasi il 14% di quelli residenti al Sud si è rivolto a strutture dell’Italia settentrionale”.
Il primo follow-up, a 6 mesi dalla diagnosi, evidenzia una buona aderenza al progetto. “Oltre l’85% dei pazienti arruolati sono stati ricontattati e rivisitati dai medici che partecipano allo studio”, continua Stefania Maggi dell’In-Cnr, coordinatore del progetto. “Inoltre, meno della metà del campione viene sottoposto a trattamento chirurgico, oltre il 40% a radioterapia, il 24% a ormonoterapia e percentuali più basse ad altri trattamenti quali costante e regolare osservazione e brachiterapia, forma di radioterapia in cui la sorgente è collocata all'interno o vicino alla zona da trattare. I risultati fin qui raggiunti evidenziando la correttezza della scelta del Cnr di coinvolgere nel progetto un team multidisciplinare, con urologi, radioterapisti e oncologi, in modo da individuare, sulla base dei dati, gli aspetti su cui lavorare per migliorare il profilo di cura e la qualità di vita del paziente”.
Anche Angelo Porreca, primario urologo del Policlinico di Abano Terme, uno tra i centri partecipanti al progetto, si sofferma sull’importanza della qualità di vita dei pazienti coinvolti nel progetto: “Pur restando primario l’obiettivo di massimizzare la sopravvivenza dei pazienti, negli ultimi anni l’attenzione degli specialisti si è rivolta sempre più alla considerazione dell’impatto di ciascuna terapia sulla qualità di vita, sia in generale, sia sulle funzioni specifiche (urinarie, intestinali e sessuali). 

Ad esempio, in caso di malattia poco aggressiva alla diagnosi, con una storia naturale lenta e facile da curare, dovremo considerare terapie che non alterino troppo il benessere del paziente”.

sabato 25 giugno 2016

CASA DI RIPOSO S.GIUSEPPE CROCETTA FIRMA IL DECRETO MA MIRODDI NON CI STA RICORRERA’ AL T.A.R.



Si è svolto ieri a Palermo alla presenza della Dr.ssa Monterosso Segretaria Generale della Regione Siciliana, del Dr.Cantone Direttore Generale dell’Assessorato alla Famiglia, dell’On Lantieri Assessore Regionale agli Enti Locali,  della Dr.ssa Garifo dell’Assessorato Regionale Lavoro e Famiglia, del Sindaco di P. Armerina Miroddi, del Dr. Notaro dei Servizi Sociali e Contenzioso del Comune e della Consigliera Comunale Terranova, un incontro per cercare di trovare una soluzione alla situazione debitoria della casa di riposo S.Giuseppe  che ne ha determinato la chiusura.
Nei giorni scorsi il Presidente della Regione Siciliana Crocetta contrariamente a quanto aveva dichiarato in un intervista rilasciata ad una testata giornalistica che opera sul Web, durante la sua visita a Piazza Armerina in occasione dell’assegnazione dei premio Rocco Chinnici, ha firmato il decreto di scioglimento addossando debiti e personale al comune di Piazza Armerina che rischierebbe il fallimento.
Durante l’incontro di ieri si è valutata una possibile soluzione al problema che eviterebbe al Comune non solo di accollarsi  debiti e personale dell’ I.P.A.B ma consentirebbe alla casa di riposo S. Giuseppe di Tornare ad operare garantendo il lavoro al personale, considerato che il passaggio al Comune richiederebbe circa un anno  durante il quale il Sindaco e la Sua Amministrazione avrebbero il tempo di stilare un piano economico- finanziario di ricapitalizzazione ed un progetto di riqualificazione dell’Ente specificando nel dettaglio come si intende operare per il riassorbimento del debito che ammonta a circa quattro milioni  di euro.
Questi due documenti sarebbero essenziali per presentare una proposta  alla Regione che dopo averne valutato la fattibilità prenderebbe in considerazione di annullare il decreto di liquidazione.
Il Sindaco Miroddi pur avendo preso atto di tale ipotesi, in considerazione che la firma del decreto di scioglimento dell’I.P.A.B firmato da Crocetta caricherebbe al Comune di Piazza Armerina un debito circa quattro milioni di euro  che immancabilmente lo porterebbero al fallimento con tutte le gravissime conseguenze che ne conseguirebbero per i dipendenti, per la Città ed i suoi cittadini che si vedrebbero caricati all’inverosimile di tributi comunali, proporrà immediatamente ricorso al T.A.R contro tale decreto e trasmetterà tutti gli atti relativi alla situazione debitoria alla Corte dei Conti per accertare eventuali responsabilità di chi ha amministrato in passato la casa di riposo S. Giuseppe, considerato che la stessa aveva un Presidente, un Consiglio di Amministrazione e dei Revisori dei Conti che dovevano accertare entrate- uscite e di conseguenza la situazione economica e patrimoniale dell’Ente.

Alla luce di quanto sopra, qualche cittadino con un pizzico di malizia, potrebbe chiedersi come mai  questo lento e gravoso indebitamento maturato negli anni e sotto diverse Amministrazioni  venga ora presentato come conto da pagare al Sindaco Miroddi ed alla sua Amministrazione?

                                                               Totò Conti

venerdì 24 giugno 2016

Lunedì 27 giugno il passaggio di consegne dal commissario Mario La Rocca



COMUNE DI CALTAGIRONE

Stamani i primi incontri del neo sindaco Gino Ioppolo

                 
Lunedì 27 giugno, alle 11, nel salone di rappresentanza “Mario Scelba” del municipio, si terrà il passaggio di consegne fra il commissario straordinario Mario La Rocca e il neo sindaco di Caltagirone, Gino Ioppolo.
Intanto stamani il primo cittadino ha incontrato il segretario generale Carolina Ferro, i dirigenti e altri dipendenti del Comune “per una prima presa di contatto con la macchina amministrativa – ha spiegato Ioppolo – e per la predisposizione di interventi prioritari e urgenti quali quelli finalizzati alla pulizia straordinaria della città, alla scerbatura e al miglioramento delle condizioni del giardino pubblico, anche in considerazione del fatto che si è a ridosso di luglio, mese dedicato alle festività di San Giacomo in cui la villa comunale diventa ancora di più, come da tradizione, il punto di riferimento per tantissimi caltagironesi e visitatori”. 

Turismo in ripresa: vale l’11,8% del Pil




Il 'XX Rapporto sul turismo italiano', curato dall’Iriss-Cnr, raccoglie dati, idee ed esperienze del settore. Il trend costante di sviluppo sul mercato internazionale (+32,2% in 10 anni) e la ripresa del mercato interno (+1,8% nel 2015) rappresentano un’occasione per il Paese. In particolare per il Mezzogiorno, dove Puglia e Basilicata sono le regioni più dinamiche. Sempre in testa tra gli stranieri i tedeschi, seguiti da francesi, statunitensi e britannici. 

Il 'caso' del turismo sommerso



Il settore turistico continua a svolgere un ruolo trainante nell’economia italiana, con un’incidenza sul Pil che è arrivata all’11,8%. Un risultato importante, dovuto soprattutto ai flussi di stranieri, che nel decennio 2004-2014 sono aumentati del 32,3% grazie ad uno sviluppo generalizzato del mercato turistico globale, che nel 2015 ha fatto registrare 1.113 milioni di arrivi e che promette di proseguire anche nei prossimi anni, fino a raggiungere 1,8 miliardi di arrivi nel 2030. È quanto emerge dal 'XX Rapporto sul Turismo Italiano', curato dall’Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo del Consiglio nazionale delle ricerche (Iriss-Cnr) di Napoli e presentato oggi a Roma, presso la sede del Cnr.

Il documento attesta che il mercato interno, dopo un periodo di crisi prolungata, ha fatto registrare nel 2015 un’inversione di tendenza con un lieve incremento delle presenze degli italiani negli esercizi ricettivi, che hanno superato i 194 milioni (+1,8% rispetto al 2014). Un primo segnale di ripresa che fa ben sperare, in quanto porta il numero complessivo delle presenze (pernottamenti) straniere e italiane a più di 384 milioni, che corrispondono a oltre 109 milioni di arrivi. Numeri che pongono l’Italia ai vertici della classifica delle destinazioni più ricercate in Europa dopo Spagna e Francia (con poco più di 400 milioni di presenze). “Si tratta probabilmente di dati sottostimati. Esiste, infatti, un turismo sommerso, che sfugge alle statistiche ufficiali, in quanto il pernottamento avviene in seconde case, presso parenti o amici o in appartamenti privati”, dichiara Alfonso Morvillo, direttore dell’Iriss-Cnr. “Questa realtà, di cui si parla poco, è tutt’altro che marginale e alimenta anzi numeri superiori a quelli ufficiali. Si stima che il numero di presenze turistiche, comprensivo anche di queste casistiche, potrebbe essere di oltre un miliardo”.

I turisti stranieri più presenti sono, come da tradizione, i tedeschi, che nel 2014 hanno pesato per il 28,1%, seguiti da francesi, statunitensi e britannici, assestati singolarmente intorno al 6,4%.

L’incidenza di questi Paesi sul totale delle presenze tende però a diminuire passando nell’ultimo decennio dal 53,9% al 47,3%, anche a causa della maggiore incidenza nello stesso periodo di turisti provenienti dalla Russia, che ha registrato un aumento dall’1,2% al 3,7%, dalla Polonia (dall’1,3% al 2,3%) e dalla Cina (dallo 0,9% all’1,9%).

Altro trend positivo, quello di alcune regioni meridionali. In particolare le più dinamiche rispetto al mercato turistico internazionale sono state la Puglia e la Basilicata, dove le presenze di turisti stranieri sono aumentate, rispettivamente, del 54,7% e del 35,9% nel quinquennio 2009-14.

La XX edizione del Rapporto, coordinato da Emilio Becheri e Giulio Maggiore, di circa 800 pagine, ha visto la partecipazione di più di sessanta tra i maggiori esperti di turismo e attività turistiche. Hanno contribuito alcune delle istituzioni più rilevanti del settore quali Istat, Ciset, Unioncamere e il Mibact, che patrocina l’iniziativa e apre il volume con una nota del ministro Dario Franceschini. Il Rapporto rappresenta da oltre un trentennio il principale documento di economia e politica del turismo in Italia.

Diverse le tematiche affrontate: la sharing economy, i cambiamenti dovuti ai social network e all’Ict, le reti d’impresa, i piani di sviluppo, la competitività delle destinazioni, le nicchie turismi emergenti, la crescente rilevanza del turismo culturale anche in periodo di crisi. Il Rapporto propone, inoltre, case history di successo da prendere come best practices modello.

“Il 'XX Rapporto sul turismo italiano' si propone di offrire un contributo di conoscenze e di strumenti utili sia attraverso un’analisi sistematica delle evidenze statistiche più significative, organizzate in modo da rendere comparabili nel tempi i fenomeni esaminati, sia attraverso la presentazione di alcune ricerche empiriche finalizzate a studiare i fenomeni emergenti di maggiore interesse”, conclude Morvillo.

Alla presentazione hanno partecipato rappresentanti delle principali categorie imprenditoriali del settore – Claudio Albonetti (Assoturismo), Nicola Ciccarelli (Confindustria Alberghi), Alberto Corti (Confturismo), il presidente di Confcultura, Patrizia Asproni, il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, il direttore esecutivo dell’Enit, Gianni Bastianelli, e il direttore generale turismo del Mibact, Francesco Palumbo.

mercoledì 22 giugno 2016

CHIUDONO DIVERSE DISCARICHE MA PIAZZA ARMERINA, CON LA DIFFERENZIATA NON HA PROBLEMI







Da più di due anni, voluta dall’Amministrazione Miroddi,  a Piazza Armerina  lo smaltimento rifiuti viene effettuato con la raccolta differenziata che ha raggiunto e superato il 50% portando ai cittadini un risparmio di oltre il 10% in bolletta.

Tuttavia nonostante i successi fin ora ottenuti, si vedono ancora soprattutto in periferia,  punti in cui troneggiano montagne di spazzatura che spesso vengono fotografate e poste sui social network dagli oppositori del Sindaco Miroddi e della Sua Amministrazione per cercare di screditarne l’operato.

A tale proposito ho intervistato il Vice Sindaco Giuseppe Mattia che ha dichiarato: “ Nonostante i successi  fin ora ottenuti, non siamo pienamente soddisfatti dell’attuale servizio della Tekra, tuttavia debbo evidenziare che negli altri Comuni,  c’è allo stato attuale una vera e propria montagna di rifiuti(Vedi le foto allegate all’Articolo), mentre a Piazza Armerina il servizio della differenziata continua tranquillamente garantendo il servizio, questo lo dico alla luce della chiusura di diverse discariche, noi ricicliamo tutto plastica, vetro, cartone, alluminio ecc. tranne il secco non riciclabile, mentre gli altri Comuni debbono smaltire enormi quantità di rifiuti; il nostro obiettivo è quello di migliorare l’attuale situazione al fine di rendere la Città più pulita soprattutto nelle zone periferiche dove ancora una minoranza di cittadini si ostinano a non fare la differenziata e dove sono state installate telecamere che stanno consentendo di sanzionare pesantemente i contravventori”.

                                                           Totò Conti

martedì 21 giugno 2016

cnr- mid-winter 2016 Antartide




Il 21 giugno è la celebrazione principale dell'anno in Antartide, il Midwinter (giorno di pieno inverno). Si tratta del giorno più corto dell'anno nell’emisfero Australe, nel circolo polare Antartico e il punto di svolta del periodo di oscurità, anche se all'interno del continente ci vorranno ancora circa 50 giorni prima che il sole riappaia sopra l'orizzonte, ma le ore di crepuscolo a mezzogiorno iniziano a crescere fino a quando il 12 Agosto si avrà la prima alba.
Midwinter rappresenta anche il momento in cui, simbolicamente, tutte le stazioni scientifiche presenti in Antartide si riuniscono per festeggiare. Il continente è isolato a causa della cintura di ghiaccio che raddoppia attorno alla costa, l’oscurità e le temperature estreme fanno sì che sia impossibile raggiungerlo via aerea. Il personale delle basi è confinato nelle stazioni o nelle aree limitrofe ad esse. Questo è il momento di estremo isolamento ed è stigmatizzato con la Festa di Midwinter. I dati meteo di oggi sono: temperatura -64.9; temperatura percepita -82.3; velocità del vento 3.3m/s (metro al secondo).

In questo momento stiamo viviamo con partecipazione l’esito della difficile operazione di evacuazione medica (medevac) di un membro del team della Base Americana Amundsen Scott detta South Pole.
Conosciamo bene le difficolta nell’organizzare una tale operazione di soccorso da parte di chi è in base, siamo in pieno inverno australe, con temperature estreme: le medie del periodo sono di circa -65°C con picchi di -80°C, siamo in piena notte polare e il buio regna sovrano per 24h/24h. Molto dell’intervento di salvataggio dipende dai piloti esperti i 'Bush Pilot' che operano nel nord del Canada, Artide ed Antartide attraverso i 'TwinOtter', velivoli bimotori non pressurizzati equipaggiati con tanks interni per aumentare l’autonomia di volo ed equipaggiati con sci per atterrare sulla neve.
Per far fronte ad eventuali emergenze mediche la base Concordia è dotata di ospedale attrezzato con ambulatorio, sala degenza, laboratorio di diagnost


ica clinica e per immagini, una camera operatoria equipaggiata anche di sistema video ed audio per la telemedicina.
Del team invernale DC12 fa parte un medico chirurgo del SSN, di grande esperienza professionale, un medico del ESA che assiste assieme ad altri tre componenti del team, precedentemente formati, in caso di intervento chirurgico.  Quindi, durante l’inverno l’evacuazione medica è richiesta solo in casi estremamente necessari nei quali non è possibile gestire in base l’emergenza, vista la pericolosità ed il rischio della missione di medevac.

lunedì 20 giugno 2016

Comunicato Stampa



In merito all'articolo apparso sul giornale "La Sicilia" del 17.06.2016, si rende necessario fornire un’esatta chiave di lettura dell’Ordinanza Sindacale n°30 del 14.06.2016.

Intanto, appare evidente l’interesse “critico” che ha destato l’argomento del divieto di vessazione nei confronti dei turisti e degli avventori in genere, nei confronti di alcuni consiglieri dell’opposizione.

Ma è necessario chiarire che l’ordinanza in questione, sollecitata da più parti, non si limita soltanto a ristoratori e gestori di pubblici esercizi che somministrano alimenti e bevande, riferendosi, invece, a tutte le attività commerciali in genere insistenti sul territorio di Piazza Armerina, comprese quelle all’interno dell’area commerciale della Villa Romana del Casale. 

Definire, poi, “ridicolo provvedimento” un atto che, invece, tutela la legalità se pur nella libera e leale concorrenza, senza ledere la libertà di scelta, in un paese dove il libero arbitrio dovrebbe essere garantito, appare assolutamente grave.

Finalmente, invece, nella città dei “Mosaici”, meta di numerosi turisti provenienti da ogni parte del mondo, è stato adottato dal Sindaco un provvedimento che regolamenta le modalità di accoglienza ed il rispetto dei potenziali clienti, vietandone l’adescamento, che spesso nel recente passato è stato motivo di scontro tra gli esercenti con reiterati episodi di malcostume e soprattutto problemi di ordine pubblico anche in presenza dei turisti.


Questi episodi non devono più ripetersi e l’ordinanza in questo, è precipuamente mirata a salvaguardare l’immagine della città. 

 Sindaco Miroddi

venerdì 17 giugno 2016

Dimostrato il legame tra sviluppo cerebrale e comportamenti antisociali




Uno studio internazionale condotto in collaborazione da Università degli Studi di Roma 'Tor Vergata' e Cnr, pubblicato sul Journal of Child Psychology and Psychiatry, sottolinea l’importanza dello sviluppo cerebrale nel disturbo della condotta sociale attraverso una mappa delle anomalie nell’intero cervello degli adolescenti affetti da tale disturbo

Il cervello degli adolescenti con gravi comportamenti antisociali è molto differente dal punto di vista anatomico rispetto a quello degli adolescenti che non mostrano tali comportamenti. A dimostrarlo, una nuova ricerca internazionale condotta in collaborazione da l’Università degli Studi di Roma 'Tor Vergata' e il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Nello studio 'Mapping the structural organization of the brain in conduct disorder: replication of findings in two independent samples' delle Università di Cambridge e Southampton, pubblicato sulla rivista internazionale Journal of Child Psychology and Psychiatry, gli scienziati italiani e inglesi hanno utilizzato metodiche di risonanza magnetica per visualizzare la struttura cerebrale di adolescenti maschi con diagnosi di disturbo della condotta sociale, un grave problema neuropsichiatrico caratterizzato da estrema aggressività, uso ripetuto di armi e droghe e comportamenti menzogneri e fraudolenti.

“Nello specifico, abbiamo studiato lo sviluppo coordinato di numerose regioni del cervello, prendendo in riferimento in particolare lo spessore della corteccia cerebrale”, dice Luca Passamonti dell’Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr (Ibfm-Cnr), attualmente in forza all’Università di Cambridge. “L’idea alla base dello studio è che le regioni cerebrali che si sviluppano in modo simile abbiano spessori corticali di livello comparabile. Studi precedenti, nostri e di altri gruppi di ricerca, avevano già dimostrato che l’amigdala degli adolescenti con gravi disturbi della condotta sociale presenta anomalie rispetto a quella di soggetti di pari età che non dimostrano tali comportamenti. Tuttavia, ritenevamo troppo semplicistico ricondurre problematiche della condotta così complesse ad anomalie in una singola regione cerebrale, ancorché importante come l’amigdala, e infatti i nostri ultimi dati hanno chiaramente mostrato che il disturbo della condotta sociale coinvolge moltissime regioni del cervello che presentano cambiamenti anatomici di natura complessa e sfaccettata”.

Lo studio è stato promosso e finanziato dal Wellcome Trust e Medical Research Council nel Regno Unito. I ricercatori hanno reclutato 58 adolescenti maschi con disturbo della condotta sociale (33 partecipanti nella forma che emerge nella fanciullezza, 25 nella forma che compare durante la fase adolescenziale) e 25 individui non affetti da malattie neuropsichiatriche, di età compresa tra 16 e 21 anni. I ricercatori hanno trovato che le persone con il disturbo del primo tipo, rispetto ai soggetti di controllo, mostravano un elevato numero di correlazioni nella corteccia cerebrale che potrebbe dipendere da anomalie dello sviluppo, cioè da una ridotta perdita di spessore della corteccia che normalmente si osserva con gli anni. I giovani con disturbo che emerge durante l’adolescenza presentavano un minor numero di tali correlazioni e questo potrebbe riflettere uno specifico problema di sviluppo, ad esempio l’incapacità di selezionare le connessioni simpatiche più forti e durature. I risultati ottenuti sono stati replicati e confermati in un altro campione di 37 individui con disturbo e 32 individui di controllo, tutti maschi di età tra 13 e 18 anni, reclutato all’Università di Southampton.

“Le differenze che abbiamo riscontrato dimostrano che gran parte del cervello è coinvolto in questa malattia neuropsichiatrica - commenta Graeme Fairchild del Dipartimento di psicologia dell’Università di Southampton -. Il disturbo della condotta sociale è un reale problema cerebrale e non, come alcuni ancora sostengono, semplicemente una forma di esagerata ribellione alle regole della società. I risultati dimostrano anche che ci sono differenze cerebrali molto significative tra gli individui che sviluppano tale disturbo nella fanciullezza o durante l’adolescenza”.

“Non c’è stato mai alcun dubbio che malattie come l’Alzheimer siano dipendenti da gravi disturbi del cervello soprattutto perché le metodiche di risonanza magnetica ci hanno sempre permesso di visualizzare tali danni, anche nei singoli pazienti”, aggiunge Nicola Toschi, docente in fisica applicata all’Università di Roma 'Tor Vergata'. “Tuttavia, prima del nostro studio, non eravamo stati mai in grado di visualizzare in modo chiaro le diffuse anomalie anatomiche che sono presenti nel cervello degli adolescenti con il disturbo della condotta sociale”.

Rimane ancora da stabilire la combinazione di fattori genetici ed ambientali che possa portare alle anomalie cerebrali osservate. I ricercatori confidano che i risultati ottenuti possano portare allo sviluppo di marcatori oggettivi che consentano di monitorare in modo preciso l’andamento dei disturbi della condotta sociale e soprattutto l’efficacia dei trattamenti disponibili.

“Ora che siamo capaci di produrre una mappa delle anomalie nell’intero cervello degli adolescenti con disturbo della condotta sociale potremmo, in un futuro non troppo lontano, vedere se le terapie disponibili siano capaci di influenzare la maturazione del cervello e di ridurre tali comportamenti”, conclude Ian Goodyer del Dipartimento di psichiatria dell’Università di Cambridge.

mercoledì 15 giugno 2016

Acireale. Domani si presenta CTAinCLOUD la piattaforma in cloud fra l’Asp di Catania e le CTA della Provincia




Giammanco: «Un eccellente esempio di collaborazione pubblico/privato
ad esclusivo interesse del cittadino».

ACIREALE - CTAinCLOUD è la piattaforma per il monitoraggio in tempo reale delle Comunità terapeutiche e la dematerializzazione dei documenti, che sarà presentata domani, alle ore 10.00, presso l’Ospedale “Santa Marta e Santa Venera”.
Sarà presente il direttore generale dell’Asp di Catania, dr. Giuseppe Giammanco, che a conclusione dei lavori firmerà il protocollo di accettazione della piattaforma CTAinCLOUD con le Comunità terapeutiche assistite convenzionate della Città metropolitana.
Parteciperanno inoltre, il dr. Giuseppe Fichera, direttore del DSM dell’Asp di Catania, e il dr. Salvatore Zerbo, responsabile dell’UO Nucleo flussi informativi e verifica percorsi clinici del medesimo dipartimento, i legali rappresentanti delle CTA convenzionate e l’ing. Lucio Fusco, progettista della piattaforma.
«Il protocollo che verrà siglato - afferma il dr. Giammanco - rappresenta il punto di arrivo di un lungo e consolidato lavoro, svolto negli anni con le CTA, e il punto di inizio di un progetto che porterà con sé nuove sperimentazioni e nuovi obiettivi, e che costituisce già un eccellente esempio di collaborazione pubblico/privato ad esclusivo interesse del cittadino».
La piattaforma ha lo scopo di facilitare lo scambio di informazioni sanitarie e amministrative tra le CTA e l’Asp di Catania, attraverso la completa dematerializzazione della documentazione di ricoveri e dimissioni, delle comunicazioni delle presenze, delle rendicontazioni economiche mensili e annuali oltre che produrre tutti i flussi informativi previsti dalla Regione Sicilia e dal Ministero della Salute.
CTAinCLOUD, finanziata interamente dalle CTA, opera direttamente in ambiente cloud, permettendo la firma elettronica della documentazione trasmessa e la relativa conservazione, nel rispetto della normativa vigente e delle più avanzate tecniche informatiche.
L'utilizzo dell’ambiente cloud consente sia di ottenere, in tempo reale, informazioni sulla disponibilità di posti nelle singole strutture, attraverso un semplice ed efficace planning interattivo, sia di snellire la gestione amministrativa delle CTA e il controllo sanitario e amministrativo del DSM dell’Asp di Catania.
«L'adozione della piattaforma CTAinCLOUD - spiega il dr. Fichera - consentirà di velocizzare le procedure, consentendo alle strutture sanitarie pubbliche e private di liberare ulteriori risorse da dedicare alle attività di cura, migliorando quindi il servizio senza aggravio di spesa».
Non sono da sottovalutare le potenzialità della piattaforma nella gestione clinica dei pazienti.
«Questo ambiente virtuale - aggiunge il dr. Zerbo - ci darà la possibilità di interfacciarci direttamente con i software attualmente in uso presso l’Asp, permettendo ulteriori sinergie nella gestione clinica e amministrativa dei pazienti. Le utili indicazioni fornite dall’ing. Salvo Garozzo, direttore dell’UOC Informatica dell’Asp, hanno permesso di perseguire il pieno rispetto della privacy del paziente e di adottare i più ampi criteri di sicurezza come tecniche di disaster recovery e business continuity».


Massimo Cappellano


Distretto di Palagonia. Sottoscritto un protocollo d’intesa con i sindaci per il decentramento dei servizi di anagrafe assistiti



Giammanco: «Con questo protocollo d’intesa intendiamo valorizzare appieno il principio di cooperazione applicativa fra Amministrazioni e offrire ai cittadini servizi semplici, agili e prossimi ai luoghi di residenza».

CATANIA – Questa mattina, presso la Direzione generale dell’Asp di Catania, il manager dell’azienda catanese, dr. Giuseppe Giammanco, e i sindaci di Palagonia (Valerio Marletta), Castel di Iudica (Giuseppe Grasso), Militello V.C. (Giuseppe Fucile), Ramacca (Giuseppe Limoli) e Raddusa (Cosimo Marotta), hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per il decentramento dell’attività amministrativa di gestione dell’anagrafe assistiti nei Comuni del Distretto sanitario di Palagonia.
Presenti, oltre al direttore generale dell’Asp di Catania e i sindaci, il direttore amministrativo dell’azienda sanitaria, dott.ssa Daniela Faraoni; il direttore del Distretto sanitario di Palagonia, dott.ssa Renata Governali; Mariella Turrisi, assessore alla sanità del Comune di Castel di Iudica; la dr.ssa Angela Fiumara, direttore dell’UO Assistenza sanitaria di base del Distretto sanitario di Palagonia; il dott. Santo Messina, dirigente responsabile dell’UO Affari generali dell’Asp di Catania.
«Con questo protocollo d’intesa - afferma il dr. Giammanco - intendiamo valorizzare appieno il principio di cooperazione applicativa fra Amministrazioni, introdotto di recente dalla normativa nazionale, per snellire le procedure e offrire ai cittadini servizi semplici, agili e prossimi ai luoghi di residenza».
Grazie al protocollo siglato, cha ha durata fino al 31.12.2018, i cittadini potranno accedere ad una serie di servizi dell’Asp di Catania direttamente dagli uffici del proprio Comune di residenza, con personale e risorse tecnico-logistiche individuate dai Comuni, senza la necessità di recarsi presso gli uffici del Distretto sanitario.
Sarà possibile, nello specifico, eseguire le seguenti operazioni di gestione dell’anagrafe sanitaria:
a) iscrizione e cancellazione al S.S.N., scelta/revoca/cambio del medico di medicina generale e pediatra di libera scelta;
b) richiesta ed emissione del libretto sanitario;
c) operazione di verifica per l’emissione della tessera sanitaria;
d) esenzione da reddito.
In attuazione del protocollo, l’Asp di Catania aggiornerà il personale comunale dedicato in ordine alla normativa, lo addestrerà per il corretto utilizzo del software applicativo e fornirà assistenza continua per la corretta applicazione delle procedure. 



Massimo Cappellano

Dalla Toscana la valvola aortica di nuova generazione




Dr. Giorgio Soldani – Coordinatore del Progetto ValveTech

Polimerica, impiantabile mediante piattaforma robotizzata con tecniche di chirurgia mininvasiva, è realizzata con una tecnologia spray attraverso modellizzazione CAD e stampa 3D. Il Team proponente degli autori è quello del Laboratorio di Biomateriali, dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Massa

Una valvola aortica polimerica di nuova generazione, impiantabile con tecniche di chirurgia mininvasiva attraverso un braccio robotico, è in corso di realizzazione nell’ambito del progetto ValveTech, di cui è Coordinatore Giorgio Soldani, dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR) di Massa.
“ValveTech mira a superare l’intervento a torace aperto e guarda alla chirurgia mini-invasiva e alla realizzazione di una valvola personalizzata (custom-made) in base all’anatomia valvolare specifica del paziente”, spiega Giorgio Soldani. “La valvola polimerica a corpo unico che abbiamo brevettato prevede ancora una protesi (stent) di supporto, come quelle tradizionali, ma è allo studio una nuova valvola dotata di uno stent flessibile, ripiegabile ed espandibile. Dal confronto tra i biologi esperti di biomateriali di IFC-CNR di Massa, gli ingegneri della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, del gruppo EndoCAS-Centro per la Chirurgia Assistita dal Calcolatore dell’Università di Pisa e i cardiochirurghi della Fondazione Toscana G. Monasterio di Massa, è nata l’idea di sviluppare un braccio robotico in grado di raggiungere il sito di intervento e posizionare la valvola in modo sicuro, veloce ed efficace. La nuova valvola, in sostanza, dovrà autosostenersi, attraverso l’espansione di una ‘gabbia’ di cromo-cobalto, che dovrà garantire l’impianto della protesi senza punti di sutura e senza deterioramento dei lembi durante la fase di ripiegatura”.
“L’universo di riferimento è quello delle valvole polimeriche di nuova concezione, pensate per ovviare a tutti i limiti e a le criticità dei dispositivi cardiovascolari attualmente in uso”, prosegue Giorgio Soldani, Responsabile del Laboratorio di Biomateriali di IFC-CNR. “Parliamo principalmente di condizioni di flusso non fisiologiche e obbligo di terapie anticoagulanti per le valvole meccaniche, di problemi di calcificazione e durata per le biologiche. E poi c’è il costo, considerevole, che il progetto ValveTech mira a contenere attraverso sia il materiale di impiego, un mix di policarbonato uretano e silicone, sia la tecnica di fabbricazione, che parte da calchi e prototipi attraverso la tecnologia spray”. ValveTech ha vinto un bando Fas Salute della Regione Toscana ed è il prosieguo di un altro progetto, 3D valve, con cui è già stata realizzata una valvola cardiaca polimerica (vpc) a corpo unico utilizzando un materiale innovativo e una tecnologia spray-robotizzata, in grado di ricoprire con precisione un calco generato attraverso modellizzazione CAD e stampa 3D.
“Una volta selezionato e messo a punto il materiale lo abbiamo sottoposto a test di degradazione idrolitica, calcificazione, bio ed emocompatibilità, ottenendo ottimi risultati. Poi abbiamo proseguito lavorando sulle geometrie dei foglietti valvolari, per renderle simili a quella della valvola aortica naturale e ridurre così al minimo Ie complicazioni trombo emboliche. Sulla valvola polimerica a corpo unico c’è già una domanda di brevetto italiano da poco esteso a livello internazionale, contitolari CNR e Istituto Humanitas di Milano”, spiega il direttore dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, Giorgio Iervasi.
“Le vpc sono state sottoposte a test idrodinamici e di fatica in apposite macchine di prova. Alcuni campioni hanno superato i 50 milioni di cicli in un test accelerato (1000 bpm), corrispondenti a circa 17 mesi di impianto in vivo. La sperimentazione in vivo è in corso da gennaio presso il Centro di cardio-chirurgia sperimentale dell'Università di Leuven in Belgio. Il monitoraggio eco-doppler della valvola ha dimostrato un buon funzionamento senza somministrazione di farmaci anticoagulanti”, conclude Soldani. “L’interesse concreto di imprese o fondi di venture capital potrebbe essere cruciale per arrivare con successo alla sperimentazione clinica. Il progetto prevede un significativo investimento iniziale in tecnologia, che potrebbe essere ampiamente ripagato dai minori costi dei dispositivi realizzati, dalla minore invasività dell’intervento chirurgico e quindi dalla riduzione della morbilità postoperatoria. Il futuro va nella direzione di dispositivi biomedici sempre più personalizzati ed applicabili”.











Cnr: 82 posti per giovani di eccellenza



Partono le procedure per assumere entro l’anno ricercatori nelle aree scientifiche di competenza dell’Ente e identificate dalla ricerca europea come strategiche. 
La selezione sarà celere e con standard di eccellenza adeguati ai criteri internazionali. 
Il presidente Inguscio: “Non basta ma è un significativo segnale di un’inversione di tendenza”

82 posti per ricercatori giovani e di eccellenza sono stati banditi dal Consiglio nazionale delle ricerche. Il Cda dell’Ente ha deliberato, ai sensi del Decreto del ministro dell’Istruzione, università e ricerca scientifica Stefania Giannini, i criteri dei concorsi per poter assumere entro l’anno 82 ricercatori, che andranno a coprire tutte le aree disciplinari strategiche dell’Ente e della ricerca italiana ed europea.
“Il primo aspetto positivo”, sottolinea il presidente del Cnr, Massimo Inguscio, “è proprio l’ampiezza e varietà delle aree che questi posti vanno a toccare e che risponde da un lato alla multidisciplinarietà dell’Ente e dall’altro ai settori di ricerca dell’European research council, cioè agli indirizzi individuati dall’Europa come strategici per il nostro futuro”. Le 24 aree dei bandi vanno dalla biomedicina ai cambiamenti climatici, dalla chimica verde all’agro-food, dalla genetica all’informatica e Itc, dall’innovazione socio-culturale al cervello umano, dai nuovi materiali alle tecnologie quantistiche. “Questa ampiezza è essenziale, in particolare per il Cnr che nella possibilità di mettere in sinergia competenze diverse trova la sua caratteristica principale, ma più in generale perché le grandi sfide del nostro futuro si giocano in campi che travalicano gli steccati in cui per troppo tempo abbiamo ingabbiato la conoscenza”, prosegue Inguscio.
Le procedure saranno estremamente celeri: il provvedimento ministeriale recepito nella Legge di stabilità precisa infatti che le assunzioni devono essere effettuate entro il 2016. “Come ho già avuto modo di dire”, conclude il presidente Cnr, “il Decreto 105 del Miur non ha certo risolto dal punto di vista quantitativo il problema dell’insufficienza di risorse umane che affligge la ricerca italiana, ma afferma un principio qualitativo essenziale e che costituisce una significativa inversione di tendenza: dà agli Enti la possibilità di assumere senza i lacci burocratici tipici della pubblica amministrazione da cui sono vincolati. E consente di attrarre le risorse migliori, selezionate secondo gli standard internazionali, e più giovani: perché solo dai giovani, dalla loro fantasia e mancanza di stratificazioni culturali pregresse, possono arrivare le risposte per il nostro domani. 
La politica della ricerca è prima di tutto politica del reclutamento”.

Svolgimento virtuale per i papiri di Ercolano



Una tecnologia all’avanguardia di tomografia a raggi X a contrasto di fase, messa a punto da due istituti del Consiglio nazionale delle ricerche: Nanotec-Cnr e Iliesi-Cnr, presso l’Esrf di Grenoble, permette di accedere ai testi contenuti negli antichi rotoli ercolanesi senza svolgerli, così da preservare la loro integrità. 

I risultati sono pubblicati su Scientific Reports

Aprire e leggere virtualmente i famosi papiri di Ercolano. È quanto è riuscito a compiere un team internazionale di ricercatori, guidato dagli istituti del Cnr Istituto di nanotecnologia (Nanotec-Cnr) e Istituto per il lessico intellettuale europeo e storia delle idee (Iliesi-Cnr), unendo varie competenze provenienti dall’ambito della fisica, della matematica, dell’ingegneria, della papirologia fino ad arrivare alla paleografia e alla filologia classica. La ricerca, pubblicata su Scientific Reports, ha coinvolto diverse strutture, tra cui l’European Synchrotron Radiation Facility (Esrf) di Grenoble (Francia), il laboratorio di tomografia del Nanotec-Cnr di Roma, i laboratori di fisica dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Università della Calabria.
La collezione dei circa 1.800 rotoli papiracei di Ercolano, preservata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C, si trova in gran parte conservata nella Biblioteca Nazionale di Napoli, ed è ritenuta l’unica biblioteca antica in nostro possesso. “Abbiamo analizzato due rotoli ercolanesi della collezione con una tecnica avanzata di tomografia a raggi X, solitamente utilizzata in ambito medico, e applicato una serie di algoritmi di analisi dei dati, sviluppati ad-hoc per lo svolgimento virtuale. Questa tecnica che utilizza luce di sincrotrone ha la caratteristica di amplificare il contrasto tra la scrittura e il papiro, così da individuare e distinguere al meglio il testo al suo interno”, spiega Alessia Cedola, ricercatrice di Nanotec-Cnr. “Ciò ha permesso un’accurata indagine della struttura interna e della scrittura. Già un altro gruppo del Cnr guidato da Vito Mocella dell’Istituto per la microelettronica e microsistemi ha recentemente applicato la stessa tecnica per lo studio di papiri di Ercolano, ma i risultati ottenuti ora imprimono un impulso significativo allo stato dell’arte attuale, poiché finalmente si è riusciti a svolgere virtualmente i papiri rivelando così una parte significativa del testo, scritto esclusivamente in lingua greca, e nascosto all’interno”.
“La lettura del testo greco, decifrato grazie alle competenze presenti presso l’Iliesi-Cnr”, “aggiunge Graziano Ranocchia di Iliesi-Cnr, “ha dato voce a illustri filosofi greci della scuola di Epicuro e alle loro opere inedite, finora solo in parte riportate alla luce. Tali scoperte potrebbero essere in grado di rivoluzionare le nostre conoscenze nel campo della storia della filosofia antica e della letteratura classica”.
Oltre al contenuto dei testi, l’analisi ha permesso di acquisire altre informazioni preziose. “Lo svolgimento dei due rotoli ne ha svelato la storia, portando alla luce elementi interessanti a noi prima ignoti, come tipologie scrittorie diverse, un’erronea associazione di un papiro ad una porzione già scoperta in passato e la presenza di sabbia e piccoli sassi all’interno, probabilmente provenienti dagli eventi catastrofici che precedettero l’eruzione pliniana. Le molteplici competenze accumulate in questo campo dal Cnr lasciano sperare in una svolta sostanziale nella nostra conoscenza della biblioteca che appartenne al proprietario della ‘Villa dei papiri’”, concludono i direttori degli Istituti Iliesi e Nanotec, rispettivamente Antonio Lamarra e Giuseppe Gigli.