martedì 17 maggio 2016

RESTITUITO ALLA CITTA’ UN NUOVO GIOIELLO ARCHITETTONICO





Sabato 14 Maggio è stato inaugurato, alla presenza delle autorità civili militari e religiose ed un numerosissimo pubblico, il convento dei Frati Minori Riformati, adiacente alla chiesa di S. Pietro.

Il progetto, di oltre tre milioni di euro, finanziato dalla Comunità Europea, era stato avviato dalla precedente Amministrazione,   poi per una serie di vicissitudini burocratiche era rimasto bloccato, fin quando nell’Ottobre del 2014 veniva comunicato all’attuale Amministrazione  che  i fondi sarebbero stati ritirati qualora i lavori di restauro non fossero stati conclusi entro il termine perentorio di un anno e che, se tale termine non fosse stato rispettato, l’Amministrazione avrebbe dovuto restituire in proprio l’intera somma.

Il Sindaco Miroddi e la sua Giunta accettarono  il rischio e grazie  alla serietà della ditta aggiudicataria dei lavori ed alla competenza e professionalità del proprio Ufficio Tecnico sono riusciti ad ultimare e rendicontare l’opera nei tempi previsti, restituendo alla Città un gioiello di architettura che va ad aggiungersi a quelli già posseduti.

L’inaugurazione con il taglio del nastro è stata fatta dal sindaco di Catania Enzo Bianco che, oltre a complimentarsi con tutti coloro che a vario titolo hanno contribuito al recupero di questa favolosa struttura, si è riservato di intervenire personalmente affinché la Regione rispetti gli impegni presi e la volontà dei cittadini di Piazza Armerina, Gela e Niscemi di aderire alla Città Metropolitana di Catania.

Dopo il taglio del nastro e la benedizione impartita dal Vescovo Mons. Gisana, hanno preso la parola, alternandosi al tavolo della conferenza, il Sindaco Miroddi visibilmente commosso, le autorità, i tecnici e due studiosi locali, illustrando le varie fasi  dei lavori e la storia del Convento.

Al piano superiore, con ingresso gratuito, sarà possibile visitare fino al 22 Maggio la mostra “Figurazione e trasfigurazione”, con fotografie di Kiki Clienti, sculture di Gesualdo Prestipino e quadri di Angelo Scroppo.


Una menzione particolare va fatta allo storico Salvatore Lo Re, che ha relazionato sugli affreschi ritrovati e restaurati sul lato sud del chiostro, attiguo alla chiesa di S. Pietro, uno dei quali, in posizione centrale, rappresenta la condanna di Gesù decretata dal Sinedrio e dal sommo sacerdote Caifa, alla presenza di Ponzio Pilato, mentre uno scrivano è intento a redigere la Sentenza. Un’iconografia insolita, questa, diffusasi a partire dai paesi del Nord Europa dalla fine del ‘500.

Oltre a moderare i lavori, la dott.ssa Angela Malvina L’Episcopo ha presentato nel pomeriggio la mostra che riunisce gli splendidi lavori dei tre artisti, sposandosi perfettamente con la magnificenza dei locali restituiti alla fruizione collettiva e che ha visto già grande affluenza di pubblico.

                                      

                                               Totò Conti