giovedì 29 dicembre 2016

Con il grafene i superbatteri hanno preso un granchio




Una nuova superficie a base di ossido di grafene che si ispira alle rugosità tipiche del granchio fornisce una soluzione economica ed efficace contro le infezioni batteriche più resistenti. 

L’approccio, sviluppato dall’Isc-Cnr in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore, Sapienza e Università dell’Aquila, è stato illustrato su Scientific Reports
La tecnica imita la natura. Per contrastare i rischi di infezione in sala operatoria, i medici potrebbero presto avere a disposizione strumenti rivestiti di ossido di grafene ispirati alle rugosità tipiche del granchio che, grazie alla struttura del suo carapace, non viene attaccato dai batteri. L’idea è di un gruppo di ricercatori dell’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (Isc-Cnr), dell’Istituto di fisica e microbiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Ucsc) di Roma, del Dipartimento di fisica dell’Università Sapienza di Roma e del Dipartimento di scienze chimiche dell’Università degli Studi dell’Aquila, con un lavoro pubblicato sulla rivista Scientific Reports. La ricerca è stata finanziata dal Consiglio di ricerche europeo (Erc).
“L’European Center for Diseases Prevention and Control (Ecdc) ha dichiarato che dal 2009, in Europa, oltre 400.000 persone hanno sviluppato infezioni batteriche resistenti agli antibiotici. Abbiamo quindi l’esigenza di maturare nuove strategie per la difesa di superfici sensibili come quelle delle protesi e dell’attrezzatura chirurgica”, afferma Claudio Conti, direttore dell’Isc-Cnr, professore presso il Dipartimento di fisica della Sapienza e coautore dello studio. “Per farlo siamo partiti dalle soluzioni offerte dalla natura, imitando, per il rivestimento di questi strumenti, l’involucro esterno del granchio, che grazie alla sua rugosità respinge i batteri”.
I ricercatori hanno potenziato l’efficacia di questo approccio impiegando il grafene, di cui sono già note le proprietà antimicrobiche. “Abbiamo realizzato un rivestimento con un idrogel a base di ossido di grafene”, prosegue Massimiliano Papi, professore presso l’Istituto di fisica e microbiologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e coautore della ricerca. “L’azione antibatterica è dovuta alla struttura in fogli, delle dimensioni di qualche nanometro, dell’ossido di grafene, in grado di tagliare la membrana della cellula batterica o di avvolgerne la superficie, contrastando così lo sviluppo di batteri resistenti ai farmaci” (vedi figura).
Tale meccanismo di base, di natura meccanica, è amplificato da una tecnica di laser printing scoperta dal team di ricerca: la supercavitazione laser. “L’azione del laser permette di massimizzare l’esposizione dei fogli di grafene secondo un pattern progettato proprio sulla rugosità tipiche del carapace del granchio. Analisi morfologiche e del rilascio degli acidi nucleici da parte di cellule di Staphylococcus aureus, Escherichia coli e Candida albicans hanno evidenziato che l’azione del rivestimento è sia batteriostatica che battericida, ossia blocca e uccide, arrivando a sopprimere il 90% dei batteri: un risultato rilevante, una svolta nel campo delle tecnologie dei materiali biomedici, perché la soluzione fornita è versatile, economica e a basso impatto tossicologico”, conclude Conti.

mercoledì 21 dicembre 2016

L'Assemblea dei Delegati ICCN assegna alla Sicilia l'Ufficio Euromediterraneo



Si è conclusa il 18 dicembre  ad Agrigento la VI Assemblea Generale dei delegati ICCN che ha segnato importati decisioni nella vita dell'Organismo Internazionale riconosciuto dall'UNESCO sin dal 2012.

Quella di maggior rilievo riguarda l'affidamento alla Sicilia della gestione dell'Ufficio Regionale per l'area Euromediterranea, di cui sarà Segretario incaricato Natale Giordano, Manager della IV Commissione del Coppem, che coordina le attività della nutrita compagine siciliana dell'ICCN.

Monrealese, 50 anni, Natale Giordano opera da oltre vent'anni nell'ambito della cooperazione culturale internazionale, gestendo progetti complessi nella promozione del Patrimonio Culturale come strumento di Sviluppo sostenibile e di Dialogo tra le Culture.

Ad Agrigento le Delegazioni di oltre venti Paesi hanno dichiarato il loro pieno sostegno alla decisione di impegnarsi per rilanciare le Eredità Immateriali come strumento di Dialogo e di Pace, oltre che di crescita socioeconomica e di coesione sociale.

Ma è anche una grande responsabilità. A nessuno infatti sfugge il fortissimo clima di tensione in atto nella Regione Euromediterranea, sopratutto all'indomani del vile attentato a Berlino e dell'uccisione dell'Ambasciatore Russo in Turchia. Tutto questo mentre in Siria, in Libia, in Iraq migliaia di persone sono sotto terrore e molti civili periscono quotidianamente.

Questo è inaccettabile. L'odio e la paura non devono prevalere sulla forza del Dialogo e il nuovo Ufficio che nasce in Sicilia darà tutto il proprio contributo affinché i valori UNESCO prevalgano e il Mediterraneo diventi un'area di Pace, Sicurezza e Prosperità condivisa - ha concluso il neo Segretario".

La Sicilia dal 15 al 18 dicembre sarà il centro delle attività di promozione e valorizzazione del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO.

In Sicilia  infatti si è tenuta la VI Assemblea Generale ICCN, Inter City Cultural Network, rete di Città e di Organizzazioni della Società Civile che ha sede a Gangneung, Corea del Sud, che tra l'altro sarà anche la sede delle prossime Olimpiadi Invernali del 2018.

Oltre cinquanta delegati provenienti da numerosi Paesi, come l'Iran, la Corea del Sud, l'India, l'Egitto, l'Algeria, la Francia e altri ancora sono stati a Palermo il 15 dicembre per inaugurare il Palermo Street Food Fest e successivamente ospiti del Consiglio Comunale di Palermo, prima di inaugurare la Mostra "Amor Sacro, Amor Profano" a Palazzo Bonocore, promossa nell'ambito del progetto "Le Oasi dell'Identità".

Il giorno successivo la Delegazione si è spostata ad Agrigento, dove, nella suggestiva cornice della Valle dei Templi si sono svolti i lavori assembleari dell'Organizzazione, la Conferenza Internazionale sul tema "Le Eredità Immateriali e i processi di sviluppo partecipato e sostenibile" ed è stata presentata la prossima edizione del "Festival del Mandorlo in fiore", che si terrà nel febbraio del 2017 sotto la cura del Parco Archeologico della Valle dei Templi.

In tale contesto è intervenuto il nostro Sindaco Filippo Miroddi in qualità di Vice Presidente CUNES  che ha ampiamente parlato del Palio dei Normanni come “ REALTA’ IMMATERIALE,” descrivendone la longevità e l’importanza per il suo contenuto storico, culturale e religioso.
Un occasione ed una vetrina, quella di Agrigento,  irripetibili  per poter pubblicizzare in un contesto internazionale la nostra Manifestazione.
Infatti quasi certamente una delegazione del Palio sarà presente ad Agrigento in occasione del “Mandorlo in Fiore”.

Il programma è stato arricchito da spettacoli dell'Opera dei Pupi Siciliani messi in scena dai Maestri Pupari Fratelli Napoli di Catania e da altre performance a rappresentazione delle Eredità Immateriali di Sicilia.

L'iniziativa è stata promossa dal Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, rappresentato dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e dal Comune di Agrigento e con l'assistenza del Coppem, del CUNES e dell'ICCN.

                                                                         Totò Conti

IL MESTIERE DEL SARTO


 
Prima dell’ avvento dell’istruzione obbligatoria molte famiglie soprattutto numerose e meno abbienti mandavano i propri figli  in tenera età presso le botteghe degli artigiani per imparare un mestiere, così si aveva un rinnovo ed una continuità artigianale (Sarti, Calzolai, Falegnami ecc.)

Fatta questa doverosa e necessaria premessa, oggi ci accorgiamo di vivere in una società industrializzata e consumistica dove non si ripara quasi nulla perché conviene di più ricomprare, una società dove i giovani  certamente più acculturati sono meno propensi ad esercitare quelle attività artigianali che certamente non rendevano ricchi ma che assicuravano il pane giornaliero.

In questi contesto allora nasce “L’ASSOCIAZIONE CREATIVA” che propone a tanti giovani acculturati ma disoccupati:

L’arte del fare”


“Conosco la bontà dell’arte del fare e, se me lo permettete, voglio farvi entrare nel mondo del tagliare, modellare, del cucire, del trasformare, del riciclare, del “ tutto si può fare” con la fantasia ma, soprattutto , con la passione e con le mani”.

L’Associazione nasce con la voglia ed il preciso intento di rendere omaggio alla manualità tutta e, in particolare, a quella manualità di grande valore storico e culturale, esclusiva, precisa ed elegante, che pone in essere un’arte antica e preziosa, oggi forse sottovalutata dalle nuove generazioni, poco conosciuta ed insegnata, quale l’Arte Sartoriale.

Ecco, questo è l’obiettivo primario dell’Associazione: promuovere l’apprendimento teorico e la messa in pratica  di tecniche artigianali di taglio e cucito, stimolare la creatività e  la “possibilità” di far nascere , con la giusta conoscenza, la passione per quest’arte antica e preziosa che, oggi più che mai ,in un momento in cui si torna a dare valore al “ fatto a mano”, al genuino fatto in casa, può rappresentare un valore aggiunto, una ricchezza da riscoprire ed utilizzare per se  e per gli altri, un modo per mettere in atto la propria creatività e ridare valore al tempo, quello lento e necessario alla cura dei dettagli.

L’Associazione “l’Arte del fare” organizza corsi di modellistica, taglio, cucito e confezione, apprendimento dell’arte del cucito sartoriale, arte che ai giorni nostri per tanti giovani in attesa di un occupazione può rappresentare un valore aggiunto, una ricchezza da riscoprire per se e per gli altri.

In questi giorni natalizi l’Associazione espone i propri manufatti nel mercatino  di Piazza Semini(Teatro)  per ulteriori informazioni rivolgersi al seguente indirizzo di posta elettronica: lartedelfare@gmail.com



           Totò Conti
RADIO MOSAICI

lunedì 19 dicembre 2016

PIAZZA MEDIOEVALE INAUGURA LA PROPRIA SEDE





Mercoledì 21 Dicembre alle ore 20,00 verrà inaugurata in via E. De Pietra la nuova sede dell’Associazione Piazza Medioevale.


L’Associazione - no profit - costituita nel 2003 con statuto notarile, da allora ed ancor prima dal 1999 con le Guardie D’onore (Scorta del Conte Ruggero) ed i suoi bravissimi musici che spesso vengono chiamati ad esibirsi in molte località siciliane, partecipa al Palio dei Normanni.
La sede di Via E. De Pietra oltre ad essere un punto di riferimento per i soci, vuol essere un qualcosa in più per pubblicizzare il palio e  mostrarlo ai turisti.
In essa infatti, inquadrata in locali perfettamente idonei all’epoca, è stata ricostruita con dei manichini la scena della “Consegna delle chiavi”, inoltre è possibile vedere video, fotografie e manifesti del palio  di vari anni e la ricostruzione  di una particolare taverna medioevale.
Il ripristino e l’allestimento dei locali comunali in comodato d’uso non gratuito è stato fatto a totale carico dei soci con autotassazione.
Giorno 21 Dicembre alle ore 19,00 presso la chiesa dei Cavalieri di Malta, meglio conosciuta come Commenda, le Guardie D’Onore alla presenza del Gran Magistrato e della Gran Dama di Plutia deporranno un mazzo di fiori ai piedi dell SS. Crocifisso.
Seguirà nella piazzetta antistante una breve esibizione dei musici di Piazza Medioevale.
Infine il corteo percorrerà un tratto della via Garibaldi fino alla via E. De Pietra(traversa del cinema Plutia) dove il Sindaco Miroddi inaugurerà la sede con il taglio del nastro e padre Dario impartirà la benedizione ai locali.
Socio Onorario e padrino della Sede Sarà il Vice Sindaco Giuseppe Mattia, sede, che contrariamente a quanto erroneamente pubblicato nei manifesti affissi  verrà intitolata a Nino Vullo Direttore della allora Pro Loco, oggi Azienda di Soggiorno e turismo, che per tutti gli anni sessanta organizzò il palio dandogli la possibilità di giungere ai giorni nostri.

                                               Totò Conti

venerdì 16 dicembre 2016

INAUGURATA IERI A PALAZZO TRIGONA LA MOSTRA FOTOGRAFICA INTERNAZIONALE “SONY WORD PHOTOGRAPHY AWARDS EXHIBITION”






Ieri alle ore 17 presso il Palazzo Trigona di Piazza Armerina  si è tenuta l’inaugurazione della mostra fotografica “Sony World Photography Awards Exhibition”, con 60 fotografie provenienti da tutto il mondo, tutte shortlisted della famosa competizione internazionale “Sony World Photography Awards”.

Il Sony World Photography Awards è una delle competizioni fotografiche più prestigiose a livello globale. A partecipazione gratuita, il Premio riconosce e  celebra il talento fotografico a tutti i livelli e in ogni area di expertise. La competizione è promossa annualmente dalla World Photography Organisation (WPO) e supportata dalla Sony, con la convinzione che ogni fotografo dovrebbe avere l’opportunità di essere scoperto ed essere parte di una comunità fotografica globale. La piattaforma fotografica creata annualmente dal Sony World Photography Awards permettere ai fotografi di esprimersi ed essere riconosciuti. I programmi di WPO offrono un’esposizione internazionale annuale senza precedenti per i fotografi vincitori e per quelli selezionati nelle shortlist. Il Premio comprende una vasta gamma di generi e soggetti fotografici: dal paesaggio al ritratto al reportage. I vincitori e i fotografi selezionati nelle shortlist comprendono alcuni tra I migliori talenti fotografici mondiali e l’exhibition riflette di anno in anno il meglio della fotografia contemporanea. Le iscrizioni sono aperte per la competizione 2017.

All’Inaugurazione erano presenti il Sindaco Dr. Filippo Miroddi, l’Assessore allo Sport e Turismo Carmelo Gagliano, la Preside Lucia Giunta, la Dr.ssa Giovanna Susan e l’imprenditore turistico Ettore Messina, nei loro interventi hanno messo in evidenza l’importanza di questa mostra fotografica che viene esposta solo  in poche e selezionate capitali europee, e che con questo evento si è fatto un primo passo per l’apertura del Museo rendendo visitabile ai turisti il Palazzo Trigona con le sue stupende sale, cosa che fino ad aggi non era possibile.

A chiusura della conferenza stampa la Preside Lucia Giunta ha consegnato alla Dr.ssa Susan il Gogol un pupazzetto che non si compra e non si vende ma si dà a chi si adopera fattivamente per incrementare il turismo, infatti l’evento,  è stato fortemente voluto dalla direttrice del “Polo Regionale di Piazza Armerina, Aidone ed Enna per i siti culturali, Parchi Archeologici di Villa del Casale e Morgantina” Giovanna Susan, ed è stato possibile grazie anche alla Suite d’Autore, hotel galleria d’arte che, nella figura dell’imprenditore turistico Ettore Messina, detiene l’esclusiva nazionale dell’exhibition per l’anno 2016, ed al contributo economico per la promozione dell’evento fornito dal Sicilia Outlet Village e da Confcommercio.

L’organizzazione della “Sony World Photography Awards Exhibition”, evento di respiro internazionale, è anche un’occasione per collegare la fruizione della Villa Romana del Casale alla visita della città di Piazza Armerina, e per rendere finalmente visitabile, come già detto, il meraviglioso Palazzo Trigona, Museo del Territorio e della Città.

Palazzo Trigona è la sede operativa del “Polo Regionale di Piazza Armerina, Aidone ed Enna per i siti culturali. Parchi Archeologici di Villa del Casale e Morgantina”, che comprende la Villa Romana del Casale, la polis greca di Morgantina e il Museo Archeologico di Aidone, che ospita la famosa dea di Morgantina e che il 21 dicembre vedrà l’atteso rientro della “Testa di Ade”.

­­­­­­­­­Palazzo Trigona è appartenuto all’omonimo casato nobile, il più importante e longevo di Piazza Armerina, i cui possedimenti erano sparsi per tutta la Sicilia. Dal 1500 fino alla prima metà del 1800 la dinastia dei Trigona, infatti, è cresciuta conquistando nuovi possedimenti e raggiungendo un ruolo importante all’interno dell’aristocrazia dell’Isola. La maestosità del Palazzo, costruito sul lato est della piazza del Duomo, ne è la testimonianza concreta .I lavori di costruzione iniziarono verso la fine del XVII sec. e furono ultimati nella prima metà del XVIII. La pianta è rettangolare, con corte interna, si sviluppa su tre piani oltre l’ampio sottotetto. Costruito in mattoni di terracotta e pietra arenaria locale, il palazzo presenta il prospetto nord, quello sulla piazza Duomo, delimitato da lesene e al centro un ampio portale, balconi dotati ringhiere di pregio, e finestre. La composizione architettonica comprende un basamento, nel quale è inserito il Piano Mezzano, il paramento che compone il Piano Nobile e il coronamento con il Piano Cadetto. Al centro, sull’architrave del balcone centrale, campeggia il fregio simbolo del casato: l’aquila reale caratterizzata da uno scudo con sfondo azzurro, un triangolo, sullo spigolo basso sinistro, ed una cometa, in alto a destra. L’androne immette nel cortile interno, ai locali  sotterranei e ad una ampia scalinata che conduce al piano nobile, il piano terra era adibito a magazzini e stalle. Il piano nobile in era origine pavimentato con preziose maioliche di Caltagirone, andate perse, oggi sapientemente riprodotte sulla base di frammenti originali, mentre i soffitti sono coperti a volta sia a botte che a crociera, tutti affrescati con motivi floreali e paesaggi di stile neoclassico, oggi completamente restaurati.


La mostra sarà aperta al pubblico fino al 5 Gennaio con i seguenti orari:


Lunedì, martedì e giovedì ore 10 – 13.30


Mercoledì, venerdì, sabato ore 10 - 18


Giorni di chiusura: la domenica e nelle giornate del 24, 25, 26 dicembre e 1 gennaio.
  
                                                                                                           
 TOTO’ CONTI­



martedì 13 dicembre 2016

Il miele siciliano non contiene pesticidi e metalli pesanti




Istituto Zooprofilattico della Sicilia, il veterinario Vella: “Mangiatelo, è sicuro”
È il risultato di un monitoraggio regionale, effettuato su 330 campioni di api, miele e favo

Palermo. Il miele siciliano non contiene pesticidi e metalli pesanti. I risultati delle analisi di laboratorio sono contenuti in un piano monitoraggio regionale, effettuato dai ricercatori dell’area Chimica e Tecnologie alimentari dell’Istituto Zooprofilattico della Sicilia e concordato con l’assessorato regionale alla Salute. Le aree monitorate sono rappresentative delle nove province e delle Isole minori. Su un totale di 619 esami e 330 campioni - distinti in 110 di api, 130 di miele e 90 di favo-covata e prelevati da 80 centraline - solo 4 esami (nel territorio della provincia di Palermo) sono risultati positivi ai pesticidi (neonicotinoidi) - nei limiti, comunque, consentiti dalla legge - mentre 41 esami hanno rilevato la presenza di tracce di metalli pesanti (piombo e cadmio) negli alveari istallati in prossimità delle aree industriali di Gela, Priolo e Milazzo e di insediamenti urbani molto popolosi (Palermo e Agrigento). Infine, 476 esami sono risultati negativi e 102 non eseguibili.
Il piano di monitoraggio nasce dalla considerazione che l’inquinamento può essere valutato sia con metodologie strumentali, sia attraverso bioindicatori animali e vegetali. In quest’ambito, l’ape, essendo un “sensore viaggiante”, riveste in Italia da più di vent’anni un ruolo primario ed è considerata un ottimo bioindicatore. L’ape, infatti, volando e impollinando i fiori, può prelevare sostanze inquinanti, si contamina a sua volta e torna nella sua nicchia, diventando un possibile campione da sottoporre alle analisi di laboratorio. Considerato, poi, che anche gli alimenti possono avere sostanze indesiderate al loro interno, come residui di pesticidi  e che il miele può subire contaminazioni di tipo ambientale, a causa di un’elevata presenza di attività industriali, per verificarne la purezza i ricercatori hanno raccolto vari campioni provenienti da 80 centraline istallate in varie aree agricole.
Ogni stazione di monitoraggio è formata da due arnie munite di una gabbia di raccolta delle api morte. Il campionamento è stato effettuato una volta ogni quindici giorni: è stato controllato lo stato generale di salute dell'alveare, accertato e registrato su apposite schede il numero delle api morte nelle gabbie. Una volta al mese, invece, è stato controllato il miele e il favo.
Una delle contaminazioni più frequenti nel miele è quella generata dall’uso di prodotti chimici per la lotta agli infestanti in particolare nelle produzioni frutticole. In tutti i campioni analizzati, i valori sono risultati conformi alla norma, sebbene in alcuni campioni si è registrata la presenza di contaminanti ambientali, quali metalli pesanti e pesticidi e Pcb (policlorobifenili). In particolare, la ricerca ha messo in evidenza la presenza di Clothianidin (pesticida) in soli 4 campioni di api in provincia di Palermo. Gli altri 108 campioni analizzati per la presenza Pcb hanno riportato tenori inferiori al limite di rilevabilità degli strumenti utilizzati. Inoltre, su 79 campioni esaminati sono state riscontrate tracce di piombo in 12 campioni di miele, 17 campioni di api e 13 campioni di favo, mentre il cadmio è stato trovato in 2 campioni di favo, 8 campioni di api e in 2 di miele. “Si tratta di livelli inquinanti bassi, che non devono preoccupare l’opinione pubblica, in quanto notevolmente inferiori ai limiti di legge consentiti – spiega Antonio Vella, dirigente responsabile del laboratorio Residui dell'area Chimica e Tecnologie Alimentari –. Parametri che non possono far parlare del rischio di tossicità acuta, ma che senz’altro bisogna tenere sotto controllo per evitare che queste sostanze si possano accumulare nell’organismo e generare una tossicità cronica, che predispone a malattie cancerogene e/o neurodegenerative”. 
Alla luce dei risultati ottenuti, il commissario straordinario dello Zooprofilattico, Salvatore Seminara, spiega che “i dati dell’indagine si sono rilevati un ottimo strumento per la costruzione di una mappa del rischio del territorio siciliano, utile per attuare un piano di mitigazione delle attività agricole in quelle aree ritenute più a rischio e preservare gli esemplari di questa specie – dice -. Ci auguriamo di continuare il monitoraggio, grazie a nuovi fondi europei dalla prossima programmazione, al fine di installare più centraline e potere analizzare un maggiore numero di campioni”. 

 

Giuseppina Varsalona

venerdì 9 dicembre 2016

Artico: ecco cosa è accaduto 14 mila anni fa



Uno studio dell’Ismar-Cnr pubblicato su Nature Communication analizza per la prima volta, grazie agli archivi paleoclimatici in Artico, lo scioglimento del permafrost durante l’ultima deglaciazione, evidenziando un sensibile aumento di anidride carbonica e metano. 
Processi che, secondo gli studiosi, potrebbero verificarsi in maniera simile in futuro  
Finora erano ipotesi di alcuni studiosi, ora c’è la prova. Esiste una corrispondenza tra lo scioglimento massiccio del permafrost in Artico e l’aumento dei gas serra in atmosfera. La notizia arriva dall’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Ismar-Cnr) che ha coordinato uno studio internazionale pubblicato su Nature Communication, prendendo in esame carote di sedimento dell’ultima deglaciazione.
“È noto che oltre un terzo del carbonio della Terra si trova in Artico in uno stato congelato noto come permafrost. Negli ultimi trent’anni questi suoli stanno subendo un progressivo riscaldamento e sono quindi a rischio di destabilizzazione termica, ossia di scioglimento”, spiega Tommaso Tesi, ricercatore Ismar-Cnr e primo autore del lavoro. “Tale processo trasforma materiale virtualmente inerte in un substrato nuovamente disponibile per la decomposizione batterica con il conseguente rilascio in atmosfera di carbonio e metano, due gas serra coinvolti nel riscaldamento globale”. Prima di questo studio però non esistevano evidenze dirette di un reale scioglimento del permafrost. “Per la prima volta abbiamo analizzato la destabilizzazione termica del permafrost durante il riscaldamento post-glaciale, risalente dai 14.000 mila ai 7 mila anni fa, quando la concentrazione di anidride carbonica passò da 190 a 270 ppm (parti per milione) e la temperatura globale media aumentò di circa 4 gradi”, prosegue Tesi. “Considerando che il permafrost contiene oltre due volte la quantità di carbonio presente in atmosfera prima della rivoluzione industriale, il processo di scioglimento e il successivo rilascio dei gas serra rappresentano un significativo riscontro al contemporaneo riscaldamento globale”.
Il gruppo di ricerca internazionale si è concentrato sul Mare di Laptev, margine siberiano del Mar Glaciale Artico. “Nel 2014, durante la campagna oceanografica Swerus-C3 a bordo della rompighiaccio svedese Oden, abbiamo prelevato delle carote di sedimento, un archivio unico per la ricostruzione storica del permafrost durante l’ultima deglaciazione”, racconta Tesi. “Usando le informazioni contenute nel sedimento, abbiamo rivelato che la quantità di carbonio terrestre trasferito dal permafrost all’ambiente marino durante la fine della deglaciazione è stata accelerata, con un flusso medio annuale di carbonio rilasciato pari ad oltre sette volte il contemporaneo apporto da parte dei fiumi”.
Sulla base di questi risultati, gli autori hanno ricostruito l’evoluzione del permafrost durante il passaggio glaciale-interglaciale. “Durante l’ultima deglaciazione, circa 21.000 anni fa, il nord della Siberia era dominato da un permafrost spesso e molto più esteso rispetto alle condizioni moderne”, conclude il ricercatore dell’Ismar-Cnr. “Con il progressivo inspessimento di questo strato del suolo superficiale nella fase post-glaciale, è prevalso lo scioglimento, favorendo l’erosione del materiale terrestre e quindi il rilascio di permafrost nell’ambiente marino, che ha implicato come conseguenza anche un aumento sensibile nella produzione di anidride carbonica e, potenzialmente, di metano durante il riscaldamento post-glaciale. È credibile che quanto descritto nel nostro lavoro possa rappresentare una prefigurazione del paventato futuro cambiamento climatico e che quindi questi processi possano manifestarsi nuovamente in uno scenario di riscaldamento antropico”.

giovedì 8 dicembre 2016

RITORNA AL COMUNE L’EX AREA SIACE





L’ex Area SIACE ritorna nella disponibilità del Comune di Piazza Armerina dopo che da diversi anni, e prima che si insediasse il sindaco Miroddi, ne aveva perduto il possesso e con esso la fiera del bestiame.

Il percorso amministrativo e burocratico che ha portato alla riappropriazione, ci dice il Vice Sindaco Mattia, è stato irto di  impedimenti e difficoltà ed è senza dubbio  uno degli atti più importanti e caparbi voluti dell’ Amministrazione Miroddi.

In una prima fase, continua Mattia, si è dovuto collaborare e supportare il liquidatore dell’area, poi dopo lunghe trattative si è riusciti a far trasferire il bene dal liquidatore alla Regione,  infine avendo come interlocutore la Regione e precisamente l’Assessorato al Patrimonio, grazie anche qualche amico in Assessorato ed ad un assiduo ed assillante lavoro di marcamento stretto, come si direbbe in gergo calcistico, si è riusciti a riottenerne il possesso.

Ieri infatti è stata protocollata la lettera  con la quale l’Assessorato Regionale all’Economia assegna l’area al Comune di Piazza Armerina che potrà utilizzarla esentando la Regione da qualsiasi spesa e responsabilità ivi compresa la custodia.

L’area ex SIACE era stata richiesta dall’Amministrazione Comunale con una delibera di Giunta la n°113 del 20 Giugno 2016, con essa si richiedeva alla Regione l’utilizzo di questa area che negli anni passati è stata sede dell’importantissima fiera zootecnica e di altre fiere.

 Nei giorni scorsi infatti, il Vice Sindaco Giuseppe Mattia si era recato a Palermo in Assessorato per sollecitare l’invio del provvedimento.

Gli obiettivi che si pone ora il Sindaco Miroddi ed il suo Assessore alle Attività Produttive Rita Marotta  sono due: Contattare Il Servizio Veterinario dell’ASP di Enna per riattivare in tempi brevi la fiera zootecnica; cercare di acquisire l’area definitivamente comperandola dalla Regione ad un prezzo politico e pagandola a scomputo.

Qualora questi obiettivi venissero raggiunti, tale area che può essere utilizzata in molti modi, sarebbe sicuramente un bene importante e  fonte di guadagno per la nostra Città.

                                            
 Totò Conti






mercoledì 7 dicembre 2016

AL SINDACO FABIO VENEZIA IL PREMIO NAZIONALE “ANGELO VASSALLO 2016”

COMUNICATO STAMPA 
 
Martedì 13 dicembre prossimo alla Camera dei Deputati la consegna del riconoscimento conferito ai sindaci italiani virtuosi

Sarà conferito al sindaco Fabio Venezia martedì 13 dicembre prossimo, alla cerimonia che si svolgerà alle ore 13.00 alla Camera dei Deputati di Palazzo Montecitorio, il premio nazionale “Angelo Vassallo 2016”, riservato agli amministratori italiani che, attraverso la loro attività, hanno saputo raccogliere e incarnare l’eredità politica e morale del primo cittadino di Pollica,  ucciso barbaramente nel settembre del 2010.

L’evento promosso da ANCI e Legambiente in collaborazione con Libera, Slowfood, FederParchi, ANCI Campania, Comune di Pollica e Enel - , ideato con l’obiettivo di valorizzare le
buone pratiche e le esperienze amministrative migliori concretizzate dai Comuni con popolazione inferiore ai 15 mila abitanti che favoriscano altresì il rispetto dell’ambiente e della trasparenza e la legalità, quest’anno sarà consegnato al primo cittadino troinese per l’impegno dimostrato sul fronte
della legalità, per le originali e innovative iniziative messe in campo contro la cementificazione del territorio, per la valorizzazione del centro storico e per l’attività di rilancio culturale e turistico della città.

“È per me un grande onore ricevere questo prestigiosissimo premio dedicato al collega sindaco Angelo Vassallo dichiara soddisfatto il primo cittadino Venezia.
 
La sua onestà e l’amore per la sua terra costituiscono un valido esempio per tutti gli amministratori che hanno a cuore il bene comune e che si impegnano quotidianamente,
esponendosi spesso anche a notevoli rischi, per il suo perseguimento”. 
La consegna della targa in memoria del sindaco pescatore della “Bella Politica”, giunge per il primo cittadino troinese, che vive sotto scorta dal dicembre 2014, a poco più di un mese di distanza dal conferimento del prestigioso “Riconoscimento Italia” da parte della Fondazione Foedus di Roma e dei due premi “Rosario Livatino – Antonino Saetta  Gaetano Costa” e “Rocco Chinnici”, ricevuti rispettivamente nel maggio 2016 e nel maggio 2014, sempre per l’impegno e l’attività politico  amministrativa svolta
sul fronte della legalità.


Doriana Graziano

ENEL,A PIAZZA ARMERINA NUOVO PUNTO DI CONTATTO CLIENTI



Continua a crescere in Sicilia la rete dei punti di contatto Enel a disposizione dei cittadini.
E’ stato infatti inaugurato ieri a Piazza Armerina in via Alessandro Manzoni 54, il nuovo Punto Enel Negozio Partner, in collaborazione con l’azienda Catalano Marco.
Al taglio del nastro erano presenti il Sindaco Filippo Miroddi, l’Assessore Carmelo Gagliano, alcuni Consiglieri Comunali, Marco Catalano titolare Dell’Azienda, Giovanni Delmonte Responsabile Enel Mercato – Area Sicilia -, Carlo Di Blasi Responsabile Enel  - Negozi Partner Sicilia ed Alfonso Sonsini, Channel Manager Enel.
I punti Negozi Partner ampliano la rete dei punti Enel, già presenti in tutte le provincie della Sicilia e costituiscono un’ulteriore opportunità di contatto sul territorio per tutti i clienti di Enel Energia, sul mercato libero e di Enel Servizio Elettrico, sul mercato di maggior tutela.
Il nuovo punto Enel è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 19,00 .
Assistiti da consulenti appositamente formati da ENEL, i cittadini potranno svolgere tutte le operazioni sulle proprie forniture, scegliere le offerte ed i vantaggi che Enel Energia propone ai clienti del mercato libero, elettrico e gas, nonché le soluzioni per l’efficienza energetica.
Sarà inoltre possibile attivare o modificare il contratto, comunicare la lettura del contatore, dimostrare il pagamento della bolletta, verificare la situazione dei consumi e dei pagamenti, domiciliare il pagamento delle bollette su cc bancario o su carta di credito, richiedere forniture straordinarie o di cantiere.
L’apertura del nuovo punto Enel “ha dichiarato Giovanni Delmonte, Responsabile ENEL Area Mercato Sicilia, conferma la volontà dell’azienda di attenzionare il cliente e le sue esigenze”.
Nel Negozio di Piazza Armerina come  per i 2 milioni ed 800 mila clienti della Sicilia si potrà conoscere ed aderire a tutte le offerte Enel Energia, ricevere assistenza, aderire alle offerte di efficienza per ottenere risparmi economici.
                                                                      

Totò Conti