giovedì 8 ottobre 2015

LETTERA APERTA




Leggo sul Web un articolo pubblicato da una testata giornalistica che anziché collaborare nel cercare di scuotere in tutti i modi possibili ed immaginabili  l’opinione pubblica  per salvare il Chiello non sa fare di meglio che attaccare politicamente le iniziative che il Sindaco sta ponendo in essere per salvarlo.

Vorrei ricordare all’autore dell’articolo che molto prima che Miroddi venisse eletto sindaco, già da parte di Enna era iniziato un graduale smantellamento del nostro ospedale e che nessuno dei sindaci di allora aveva mosso un dito per salvarlo, anzi dirò di più vi fu un sindaco che come faceva Penelope con la famosa tela, di giorno lo difendeva a spada tratta  e di notte si incontrava con l’allora Direttore Generale per depotenziarlo.

La creazione su Facebook di un gruppo o di un eventuale incatenamento definite banali ripetitive ed inutili  forse non salveranno l’ospedale, ma senza ombra di dubbio sono strumenti attuali per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e della stampa  che condizionano fortemente le decisioni politiche.

Infine sulla la battuta, che vorrei definire “spiritosa”, con la quale si afferma che la nostra adesione alla Città Metropolitana di Catania tra qualche mese salverà l’ospedale, vorrei far presenze che purtroppo la Legge (Pessima) di Istituzione dei Liberi Consorzi e delle Città Metropolitane non ha ancora definite le competenze specifiche di queste nuove entità geografiche, sanità compresa.

Tuttavia se una volta tanto per il benessere della Città si mettessero di lato le divergenze politiche  e si collaborasse, potremmo  far resistere  il Chiello fin quando Catania sarà in grado non solo di potenziarlo ma di renderlo competitivo a quello di Enna, che (stavolta Cassandra la faccio io) avrà applicato da Caltanissetta il principio evangelico che recita:” non fare ad altri quel che vuoi non venga fatto a te.



                                                TOTO’ CONTI