
Anche stavolta Aidone c’era, doverosamente. In occasione del bicentenario dalla nascita di Filippo Cordova (1° maggio 1811 – 1° maggio 2011), il più illustre figlio di Aidone, a Firenze, al Cimitero delle Porte Sante a San Miniato al Monte, davanti alla tomba del grande statista, il Comune ha chiamato alcuni Aidonesi di prestigio, con una condivisa passione per la storia del Risorgimento Italiano, in generale, e per quella di Filippo Cordova, in particolare. A commemorare l’illustre concittadino sono stati il prof. Augusto Antonio Barbera, eminente Costituzionalista, il dr Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino nonché vice presidente del Comitato Organizzatore degli eventi per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il giudice Francesco Paolo Giordano, Procuratore della Repubblica a Caltagirone, il giudice Silvio Raffiotta, già Procuratore della Repubblica a Enna, il Presidente del Consiglio Comunale di Firenze Eugenio Giani, con fascia tricolore, in rappresentanza del Sindaco del capoluogo toscano Matteo Renzi, un drappello di “chiarine” di accompagnamento del Gonfalone di Firenze, guidato da Luca Palandri, dell’Ufficio del Cerimoniale del Sindaco, evidente omaggio a Filippo Cordova che era stato Ministro dell’Agricoltura e del Commercio nel primo governo presieduto dal fiorentino Bettino Ricasoli e, ovviamente, una piccola delegazione del Comune di Aidone, con il Sindaco Filippo Gangi, il vice presidente del Consiglio Comunale Pino Calcagno Spataro e il responsabile dell’archivio storico Umberto Digrazia. Altri due importanti cittadini aidonesi, il Sen. Enzo Bianco e il Sen. Francesco Rutelli hanno dovuto rinunciare a pochi giorni dall’appuntamento commemorativo. Davanti alla tomba, tutti in piedi, si è svolto, praticamente, un convegno sulla figura di Filippo Cordova. Il Presidente del Consiglio Comunale di Firenze, Eugenio Giani, ha riconosciuto il valore di Cordova che, a suo avviso, avrebbe ben potuto guidare il governo post unitario, dopo l’improvvisa morte di Cavour. Il Sindaco Filippo Gangi ha sottolineato l’appartenenza di Filippo Cordova alla stessa famiglia del Sen. Gaetano Scovazzo e del Sen. Vincenzo Cordova, cosa che conferisce ad Aidone il privilegio di aver avuto un ruolo degno di nota nel panorama del Risorgimento Italiano. Il prof. Augusto Antonio Barbera si è soffermato sul ruolo di Cordova come modernizzatore, già da Ministro delle Finanze nel Governo della Sicilia Libera nel 1848, cui era approdato come membro della Camera dei Comuni, in rappresentanza di Aidone, favorendo, in particolare, l’abbandono della pratica latifondistica, a favore dei ceti meno abbienti, e mostrando interesse verso il sistema inglese, retto dalla camera dei Lord e da quella dei Comuni. Il giudice Silvio Raffiotta ha sottolineato la damnatio memoriae che afflisse Cordova, risultato personaggio scomodo per i poteri forti, da Ministro, in riferimento alla mancata regolare realizzazione dei “canali Cavour”, per la bonifica delle paludi piemontesi, e da Presidente della “Commissione parlamentare mista sul corso forzoso”, contrastando l’operato truffaldino delle banche che, in violazione di legge, abusavano del loro potere, emettendo cartamoneta senza la corrispondente copertura di “riserva aurea”. Il Procuratore della Repubblica Francesco Paolo Giordano ha enfatizzato il profilo etico dello Statista, al servizio della collettività, senza mire personali di potere, il suo impegno a favorire l’immediata annessione plebiscitaria della Sicilia al Regno del Piemonte e l’importanza per Cavour della sua conoscenza della “quistione meridionale”. Il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta ha ulteriormente posto l’accento sulla stretta collaborazione tra Cavour e Cordova nel decennio precedente l’Unità. In quel periodo, infatti, a Cordova era stata affidata da Cavour la direzione de “Il Risorgimento” e si era realizzato, ispirato da Cordova, il cosiddetto “connubbio”, ossia l’alleanza politica tra la destra liberale-sociale e la sinistra moderata di Ratazzi.
Alla fine, la soddisfazione di tutti è stata palpabile, nella consapevolezza di aver reso omaggio a un grande Italiano.