"Fra tante ovvietà scritte, Miccichè tradisce una memoria corta: i suoi fedelissimi hanno ricoperto incarichi determinanti nel governo Lombardo da lui convintamente sostenuto nel momento della rottura con il Pdl. Peraltro il governo nazionale era amico e proprio da lui garantito il rapporto privilegiato, data la sua carica di sottosegretario con delega al CIPE e ai fondi Fas. Ma è servito a nulla sia il governo amico che il suo ruolo, purtroppo per la Sicilia. Che ora ci riproponga questa lezioncina morale appare incredibile, se non fosse che rischieremmo di dover pensare che fino a questa estate anche lui sotto sotto remasse contro. In effetti, da neo sedicente meridionalista dimentica che i cosiddetti governi amici
(Berlusconi compreso) da sessant'anni tradiscono i siciliani e che essere davvero meridionalista presuppone indipendenza proprio dai governi amici cui mai bisogna affidare le proprie sorti e con i quali governi nazionali,
tutti, occorre trattare su un piano di coerente autonomia e di forze(Berlusconi compreso) da sessant'anni tradiscono i siciliani e che essere davvero meridionalista presuppone indipendenza proprio dai governi amici cui mai bisogna affidare le proprie sorti e con i quali governi nazionali,
in campo. Miccichè purtroppo ha scelto un comodo campo dove coltivare
serenamente le proprie ambizioni, dimostrando nessun coraggio al richiamo del padrone. I veri siciliani pretendono di più e di meglio".
On Nicola D'Agostino.