Piero Messina
giovedì 1 ottobre 2009
FIERA MEDITERRANEO: TASK FORCE AL LAVORO PER SALVARE L’ENTE
Piero Messina
RICERCA: FIRMATO ACCORDO PER ARRESTARE FUGA DEI CERVELLI
L’accordo si prefigge di rafforzare il potenziale di ricerca e innovazione degli attori regionali pubblici e privati operanti in ambiti scientifico-tecnologici di valenza strategica per l’economia della Sicilia; di irrobustire il potenziale innovativo delle aree territoriali caratterizzate dalla presenza di università, centri di ricerca e imprese medio - grandi e piccole; di promuovere iniziative integrate e organiche di attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, che contemplano la partecipazione congiunta di università, imprese ed enti pubblici, finalizzate alla creazione di nuovi laboratori; di potenziare la infrastrutturazione dei Campus delle Università siciliane attraverso lo sviluppo di strutture scientifiche pubbliche e private di elevato valore e di valorizzare le buone pratiche sviluppate nelle Regioni e regolamentate da accordi di collaborazione. I destinatari delle risorse che si muovono lungo 4 linee di intervento saranno gli Enti di Ricerca, le Università e le Imprese.
Gli interventi contemplati in questa linea mirano, in coerenza con la strategia complessiva del PON e con i contenuti e le finalità dell’Asse 4 del POR FESR 2007-2013, a rafforzare il potenziale di ricerca e innovazione degli attori regionali pubblici e privati operanti in ambiti scientifico-tecnologici di valenza strategica per l’economia della Sicilia, così come individuati nella SRI. Tale linea, il cui costo massimo PON previsto è pari a 90 milioni di euro, interviene prioritariamente nei seguenti settori/ambiti:
• “ambiente marino”
• “ICT”
• “materiali avanzati”
• “risparmio energetico”
• “salute dell’uomo e biotecnologie”
• “sistema agroalimentare”
OBIETTIVO OPERATIVO: RETI PER IL RAFFORZAMENTO DEL POTENZIALE SCIENTIFICO-TECNOLOGICO DELLE REGIONI DELLA CONVERGENZA
Questa linea mira, in coerenza con quanto definito dalla strategia regionale della ricerca e dell’innovazione, a rafforzare il potenziale innovativo delle aree territoriali caratterizzate da fenomeni agglomerativi di università, centri di ricerca e imprese medio-grandi e piccole, promuovendo lo sviluppo di filiere scientifico-tecnologiche di eccellenza pubblico-private, il potenziamento e/o sviluppo di Distretti di alta Tecnologia e relative reti nei settori strategici per la regione Siciliana. Inoltre, nell’ottica di promuovere nuove reti orizzontali e verticali sul modello delle Piattaforme Tecnologiche Europee in grado di rafforzare il potenziale scientifico-tecnologico presente sul territorio locale e di aggregare un’ampia gamma di soggetti pubblici e privati nell’ambito di medesimi obiettivi di ricerca e sviluppo, nella Linea di intervento in esame potranno trovare altresì sostegno iniziative che integrano e valorizzano azioni intraprese a livello regionale in ordine ai Distretti di Alta Tecnologia. Sono previsti, altresì, interventi per la creazione, potenziamento e sviluppo di laboratori pubblico-privati e relative reti nei settori strategici per la regione Siciliana, tramite la realizzazione di iniziative integrate e organiche di attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale che contemplano la partecipazione congiunta di università, imprese ed enti pubblici di ricerca. Tale linea, il cui costo massimo PON previsto è pari a 240 milioni di euro, interviene prioritariamente nei seguenti settori/ambiti:
• “ambiente marino”
• “ICT”
• “nanotecnologie”
• “salute dell’uomo e biotecnologie”
• “sistema agroalimentare”
• “sistemi avanzati di manifattura”
• “trasporti e logistica avanzata”
OBIETTIVO OPERATIVO: POTENZIAMENTO DELLE STRUTTURE E DELLE DOTAZIONI SCIENTIFICHE E TECNOLOGICHE
Le iniziative che verranno avviate attraverso questa linea di intervento riguarderanno il potenziamento di strutture scientifico-tecnologiche ad elevata qualificazione, di valenza sovra regionale, e saranno rispondenti alle esigenze di riposizionamento strategico e di innovazione del settore imprenditoriale nonché correlate alla realizzazione di programmi/progetti di ricerca. Tale linea è destinata al finanziamento di interventi per il potenziamento coordinato di laboratori di Università, Campus universitari, Enti pubblici di Ricerca e attori privati in settori strategici, anche di carattere multidisciplinare. Il costo massimo PON previsto per questa linea d’intervento è pari a 85 milioni di euro.
OBIETTIVO OPERATIVO: INTEGRAZIONI PROGRAMMATICHE PER IL PERSEGUIMENTO DI EFFETTI DI SISTEMA
Gli interventi contemplati in questa linea sono imperniati sul principio dell’integrazione sia di natura istituzionale sia di natura territoriale o tematica e sono finalizzati alla valorizzazione in ambito siciliano di best practice sviluppate sia nelle Regioni della Competitività sia in quelle della Convergenza. Tale linea, il cui costo massimo PON previsto è pari a 10 milioni di euro, comprende interventi per lo sviluppo e la diffusione dell’innovazione, mediante la promozione e rafforzamento di servizi a rete per l'innovazione (consulenza, sensibilizzazione, tutoraggio) coinvolgenti attori regionali sia pubblici che privati e raccordati con network innovativi ad elevata qualificazione operanti a livello nazionale. I singoli progetti afferenti agli interventi di cui sopra saranno selezionati attraverso procedure di evidenza pubblica.
Santina Scolaro
SCUOLA: DOMANI IN GAZZETTA IL BANDO PER DOCENTI E PERSONALE SOSTEGNO
Lo ha annunciato oggi l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Nicola Leanza, nel corso di un incontro con i sindacati del mondo della scuola. Erano presenti anche il dirigente generale del Dipartimento regionale della Pubblica Istruzione, Patrizia Monterosso, e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano.
Le risorse finanziarie, valide per i prossimi due anni, comprendono 15 milioni di euro a carico dello Stato sui fondi Pon Fesr 2007-2013 mentre la Regione ha messo in campo 40 milioni di euro.
“E’ un progetto sperimentale – ha detto l’assessore Leanza – che vede la Sicilia protagonista a livello nazionale. In un momento di tagli e di difficoltà economiche, la Regione ha messo la scuola al primo posto e soprattutto ha posto l’attenzione sulla questione della disabilità, che rischiava di essere dimenticata, mettendo in campo le migliori professionalità. Il percorso per il reinserimento di 1700 tra docenti e personale oggi è partito ed in breve tempo daremo una risposta concreta ad un settore che in Sicilia è stato fortemente penalizzato”.
Leanza ha anche lanciato la prossima conferenza regionale della scuola: “La faremo – ha concluso l’assessore – il mese prossimo e inviteremo il ministro Gelmini. Sarà un momento importante in cui tutte le componenti potranno esprimere le proprie proposte e confrontarsi sui problemi sottolineando però che anche in Sicilia c’è una buona scuola da mettere in vetrina”.
Fabio Geraci
AMBIENTE. OLTRE 100 MILIONI DI EURO PER LA BONIFICA DELL’AREA INDUSTRIALE DI PRIOLO. MILONE FIRMA DUE CONVENZIONI CON IL MINISTERO

Enzo Fricano
UNESCO: APPROVATO PROGETTO PER TUTELA E FRUIZIONE SITI SICILIANI
Alla riunione erano presenti Mariella Muti, soprintendente per i Beni Culturali di Siracusa, per Pantalica e Siracusa; l’assessore ai beni culturali di Lipari, Mimma Sparacino, per i comuni delle isole eolie; il dirigente del museo archeologico della Villa del Casale di piazza Armerina, Costanza Lentini; il sindaco di Noto, Corrado Valvo, in rappresentanza dell’associazione Distretto Sud-est e Rosalia Camerata Scovazzo per l’ente parco archeologico di Agrigento.
Il progetto si propone di avviare una serie di interventi per la migliore conoscenza e fruibilità dei siti Unesco siciliani. Sarà realizzata una carta servizi che, attraverso un circuito di esercenti commerciali, artigiani e sfruttando anche la rete alberghiera e di ristorazione locale, intende creare un sistema di offerta turistica di qualità per una migliore promozione del territorio. Allo stesso tempo saranno anche acquistate bici elettriche, dotate di Gps, rastrelliere e box di deposito che saranno messe a disposizione dei visitatori per una migliore fruizione e saranno attivati una serie di servizi online per rendere ancora più approfondita la conoscenza dei siti. “Sono molto soddisfatto – ha spiegato l’assessore Leanza – perché è un progetto pilota che completa e rafforza quello che presentammo nel 2007 e che venne finanziato dal ministero Beni culturali con più risorse in assoluto rispetto alle altre regioni italiane. Il progetto, indirizzato verso una politica di miglioramento della qualità e dell’eco-sostenibilità della fruizione dei siti Unesco siciliani, anticipa nel metodo i contenuti dei bandi che verranno a breve emanati con le risorse del Por Fesr 2007-2013”.
RIMBORSATE TASSE A FUORI CORSO MERITEVOLI
Quali regole per la rete?


L'Internet Governance Forum Italia (Igf) si terrà dal 5 al 7 ottobre presso la sede dell'Iit-Cnr di Pisa. Università e ricerca, p.a., tecnici, industrie ed esponenti di ong, società civile e politica dibatteranno dell'assetto futuro di Internet. Tra i temi affrontati, libertà di espressione,
sicurezza, anonimato, diritto d'autore e reti sociali.
Chi gestirà Internet? Mentre il Dipartimento del commercio americano rinegozia con Icann (l’organismo internazionale che sovrintende ai domini) l’accordo che fino a ieri sanciva il controllo Usa sulla Rete, il dibattito sull’assetto futuro di Internet si accende anche in Italia. A Pisa, nella sede dell’Istituto di Informatica e Telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, è in programma dal 5 al 7 ottobre prossimi il secondo appuntamento con l’Internet Governance Forum Italia (Igf): amministrazioni pubbliche, università e mondo della ricerca, comunità tecniche, industrie e organizzazioni non governative, esponenti della società civile e della politica sono chiamati a raccolta per definire un quadro di regole di massima che definiscano diritti e doveri degli utenti della Rete. Libertà di espressione, sicurezza, anonimato, diritto d’autore, reti sociali sono alcune delle tematiche che affronterà l’assemblea, i cui lavori saranno introdotti dal professor Luciano Maiani, presidente del Cnr: le proposte più significative che emergeranno dal dibattito saranno presentate alla prossima riunione dell'Internet Governance Forum mondiale che si terrà a Sharm El Sheikh nel novembre prossimo su iniziativa dal governo egiziano e sotto l’egida delle Nazioni Unite. In assenza di un sistema regolatore, dicono gli esperti, Internet rischia il collasso, sul modello di quanto è già avvenuto per l’economia mondiale. “Attraverso Internet passa lo sviluppo delle società future”, osserva l’ingegner Stefano Trumpy, dirigente di ricerca all’Istituto di Informatica e Telematica (Iit-Cnr). “La governance della Rete italiana e l’individuazione di regole comuni e condivise sono obiettivi primari posti dalla stessa Unione Europea: il Dipartimento delle tecnologie dell'Informazione e delle comunicazioni del Cnr, diretto dal professor Francesco Beltrame, ne ha fatto una linea di ricerca scientifica primaria. I laboratori di ricerca di tutto il mondo sono oggi al lavoro per realizzare l’Internet del Futuro, la ragnatela di servizi di nuova generazione che promette di rivoluzionare in modo ancor più radicale il rapporto tra utenti e informazioni. Ma la nuova rete chiede fina da subito che sia definito un adeguato sistema di governance”. I numeri confermano l’entità del fenomeno e il suo impatto sulla popolazione. Secondo i dati dell’Unione Europea, oggi gli utenti della Rete nel mondo sono oltre un miliardo e 600 milioni (erano “appena” 360 milioni nel 2000). A proliferare a macchia d’olio è soprattutto la fruizione di Internet tramite cellulari e dispositivi mobili, tanto che i ricercatori associano senza esitazione l’Internet del Futuro ai cellulari: oggi i telefonini capaci di connettersi a Internet sono 570 milioni, e il numero dei navigatori mobili è raddoppiato dal 2006; nel volgere di tre anni, le connessioni alla rete via cellulare e wi-fi supereranno quelle tramite rete cablata. A margine dell’Internet Governance Forum di Pisa, gli organizzatori hanno riservato una cerimonia di commemorazione in memoria del professor Giuseppe Biorci, già vicepresidente del Consiglio nazionale delle Ricerche e docente di fama internazionale. Il professor Biorci fu presidente del Comitato nazionale di consulenza per le Scienze d’Ingegneria e di Architettura del Cnr nel momento decisivo per la connessione dell'Italia alla rete Internet, e tra i primi a mettere in evidenza le problematiche della governance di Internet. All’Igf sono stati invitati i ministri Mariastella Gelmini e Renato Brunetta, il viceministro Paolo Romani e alcuni parlamentari impegnati su questi temi, tra i quali Antonio Palmieri, Luigi Vimercati e Vincenzo Vita. La partecipazione è aperta a tutte le organizzazioni, le istituzioni e i privati cittadini. I partecipanti al Forum di Pisa sono invitati a proporsi per contribuire nelle sessioni tematiche e nei confronti di esperienze previsti nel programma. La manifestazione sarà trasmessa anche in diretta video-streaming via Internet all’indirizzo http://reti4.iit.cnr.it/live/live.jsp. Il programma dettagliato è disponibile sul sito www.igf-italia.it.
Roma, 1 ottobre 2009
Sicilia, Di Mauro: riordineremo società ed enti pubblici
“La possibilità di costituire nuove società pubbliche - dice Di Mauro - è soltanto l’epilogo di un percorso logico e necessario che passa dalla drastica riduzione del numero di enti, che sono decine e che non hanno garantito l’efficienza e la economicità della gestione dei servizi resi. Il governo ha già disposto le prime liquidazioni e, nel contempo, ha provveduto a ridurre il numero dei componenti dei consigli di amministrazione e i loro compensi”.
“Il ricorso a nuove strutture, in settori strategici per la pubblica amministrazione – chiarisce l’assessore – è dovuta all’esigenza di garantire una gestione meno frazionata e frammentaria, e di maggiore incisività degli interventi attraverso la concentrazione di compiti e funzioni, introducendo il principio della regia unica in settori chiave della nostra economia, come richiesto anche dalle norme comunitarie. Gli obiettivi che perseguiamo sono il contenimento della spesa, l’innalzamento della qualità dei servizi, un migliore utilizzo del personale e la capacità di utilizzare le risorse extraregionali, in modo da liberare risorse del bilancio della Regione. Devono essere società pubbliche, viste le loro finalità connesse a servizi da rendere alla collettività. Ma, la rottura con il passato è netta, perché il principio di efficienza sarebbe garantito dalla responsabilizzazione dei vertici attraverso un rigido controllo sul raggiungimento degli obiettivi e degli equilibri di bilancio, per come ribadito nella manovra correttiva che estende l’obbligo del rispetto del patto di stabilità anche per gli enti e le società regionali”.
Di Mauro cita un esempio su tutti: “il comparto agricolo-forestale, nel quale operano una pletora di enti e società, con duplicazione di competenze e attività, che possono essere accorpate in un unico soggetto che svolga in house tutti i servizi, con un considerevole risparmio per il bilancio regionale”.
“L’onorevole Gianni – conclude Di Mauro - cade nello stesso errore dell’onorevole Caputo: a termini di regolamento dell’Ars, la competenza sul Dpef è della commissione Bilancio; le altre commissioni, possono esprimere osservazioni e proposte da inviare alla seconda commissione”.
Progetto "Monitor 2"


Città di Piazza Armerina
Provincia Regionale di Enna
Il Sindaco
Pubblicato sul sito del Ministero dell’Ambiente il progetto “Monitor 2” realizzato dall’Ufficio Ambiente del Comune di Piazza “ipotesi di realizzazione di un impianto fotovoltaico presso tutti gli edifici comunali e utilizzazione di biciclette elettriche per la valorizzazione del centro storico.
L’Amministrazione di Piazza ha aderito a marzo scorso al progetto “Monitor 2” che, a cura di Ancitel, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, si prefigge lo scopo di monitorare gli interventi in campo ambientale, attraverso la pubblicazione di progetti cartografici dedicati.
Il progetto è stato realizzato dall’Ing. Procaccianti e dal Dott. Mirci dell’Ufficio Ambiente del Comune, con la supervisione dell’Ing. Filippo Gagliano consulente di Ancitel.
Tale progetto, già visibile all’indirizzo http://cart.ancitel.it, si prefigge la realizzazione un impianto a pannelli fotovoltaici per tutti gli edifici di proprietà comunale e l’utilizzazione di biciclette elettriche da parte di turisti e cittadini attraverso percorsi dedicati per visitare palazzi di pregio, musei, e altre attrazioni turistiche e culturali.
Il Comune di Piazza parteciperà al progetto “monitor 3” che rappresenta la naturale continuità di “monitor 2” ed ha come principale obiettivo la realizzazione del sistema informativo territoriale gratuito per i comuni.
Staff Del Sindaco
COMMERCIO: CIRCOLARE DELLA REGIONE PER AVVIO ATTIVITA’
Con una nuova circolare dell’assessorato regionale alla Cooperazione, Commercio e Pesca, vengono precisate le regole per l’avvio delle attività commerciali. Il documento, siglato dall’assessore Titti Bufardeci, stabilisce che per l’avvio di nuove attività, sia nel settore alimentare, sia nelle altre categorie merceologiche, è sufficiente il certificato di denuncia inizio nuova attività. “In ossequio ai principi della semplificazione amministrativa – ha spiegato Bufardeci – abbiamo provveduto a rendere uniformi le regole del commercio in Sicilia”. La precedente disposizione prevedeva che per l’avvio di nuove attività commerciali non alimentari, oltre alla “d.i.a” era necessario attendere trenta giorni. Prescrizione che viene ora rimossa da questa nuova circolare.Piero Messina
SANITA’: MORTE LI GAMBI, PRESENTATA LA RELAZIONE FINALE DEGLI ISPETTORI
Guido Monastra
TURISMO: STRANO IN VISITA A NICOLOSI A AGLI IMPIANTI DELL'ETNA

Vito Orlando
"Città ed inciviltà". Riprendiamoci Piazza Armerina
“Città ed inciviltà”
Riprendiamoci Piazza Armerina
Di
Sociologo e Criminologo
Parte prima
Sustentat ne cadat!E’ una frase latina che fa mostra di sé in una delle più belle chiese di Piazza Armerina, ai curiosi il suggerimento di scoprire dove si trova la didascalia.
Quello, comunque, che più importa è l’immagine di sostegno alla quale la massima è legata.
E’ arrivato, infatti, il momento che le forze positive del paese riprendano in mano la situazione: che sostengano appunto l’impianto delle regole della convivenza civile che hanno sempre contraddistinto la nostra storica città normanna. Inciviltà e maleducazione imperversano?!
Questo sembra diventato il paese de “ Il mio diritto è mio e quello degli altri è pure mio!”; è questo quel filo rosso che collega in maniera poco apparente, ma sostanziale la mentalità balorda e criminogena di bulli, maleducati, delinquenti, incivili; tutte quelle persone, insomma, che credono di essere titolari solo di diritti e vedono gli altri titolari solo di doveri, quali altri? Gli altri: gli anziani, i disabili,i più deboli, le persone più educate, la brava gente, la società civile per l’appunto.
Da criminologo normocentrico ( La scuola criminologica del Prof. G.V. Pisapia n.d.r.) comincio ad allarmarmi dell’andazzo ir-regolare della convivenza sociale; tant’è che uno sparuto manipolo di devianti, una sparuta minoranza di gente problematica o vaistasa ( termine baariuoto n.d.a.) riescono a rendere fastidiosa la vita alla maggioranza dei cittadini.
Non ci si nasconda come gli struzzi poiché le cronache dei giornali non vanno dimenticate: l’attacco a luoghi e a persone simboliche dell’organizzazione sociale e a parti di essa non va sottovalutata, così come lo stato disordinato degli spazi collettivi della città.
Il senso della sregolatezza nel sistema della città tende ad aumentare il senso dell’insicurezza individuale e per conseguenza la temperatura dell’aggressività collettiva, e con questa frase abbiamo citato l’analisi sociologica sulle città di un grande antropologo come Corradini: sic!
La politica ed i politici li ho visti silenti,rispetto a questo subdolo sgretolarsi della convivenza civile, salvo che qualche nota mi sia sfuggita, essendo spesso per motivi di lavoro fuori sede, e in tale ipotesi mi scuso anticipatamente con cotali persone, associazioni, partiti, etc.
Ciò che non mi è sfuggito sicuramente è invece la grande sensibilità dimostrata, sul campo dell’ordine sociale, dagli uomini delle forze dell’ordine operanti nel territorio della città e dai loro Dirigenti, a questi va dato il merito di avere capito, forse più di altri deputati a farlo, il pericolo subdolo di questo modus vivendi che rischia di avvolgere la città in un bozzolo da cui non nascerà sicuramente una farfalla, ma un mostro collettivo. Il punto è che il loro impegno rischia di diventare quasi vano se li lasciamo soli, senza il grazie “espresso” della cosiddetta società civile e l’esercizio da parte di questa del controllo civico.
Grazie al Cielo sempre importante è il ruolo della Chiesa rispetto all’Etica della convivenza sociale,in forza della capillare presenza nel territorio con le Sue Parrocchie, gli oratori, i gruppi scouts, la Caritas, l’Azione Cattolica ed i suoi Catechisti, la presenza del Clero, ma è sforzo non bastevole, specie in questa fase della vita della città! Necessario diventa l’impegno sinergico di laici e di cristiani nel sociale.
Occorre un grande progetto educativo, collettivo, condiviso e sinergico che lavori per il recupero di condotte civili e comportamenti eterocentrici; non possiamo lasciare questo compito titanico solo sulle spalle della Chiesa, delle Forze dell’Ordine e della Stampa. Sveglia: Sustentat ne cadat!
Parte seconda
Avevamo concluso la parte prima con l’auspicio di un coinvolgimento della Società attorno al tema della convivenza civile: è successo! VIS UNITA FORTIOR, infatti nei giorni scorsi tante persone : Madri e Padri di famiglia, Appartenenti alle Forze dell’Ordine, Sacerdoti, Giovani Anziani, Operai e Commercianti, Professionisti..., mi hanno confermato come sia stato positivo e necessario mettere i riflettori sull’imbarbarimento dei comportamenti individuali e collettivi palpabili nella nostra cittadina.
Ho anche avuto il piacere di essere invitato, nelle vesti di Sociologo e redattore dell’appello ad una convivenza più civile, da Giuseppe Mattia il quale mi dato la possibilità di illustrare ai componenti il Laboratorio di politica sociale ( vicino al Movimento per l’Autonomia. n.d.a.) il senso dell’articolo “ Riprendiamoci la città!”.(Parte prima .Pubblicato su questo stesso sito.)
Devo confessare che ho accettato con piacere e che l’accoglienza è stata al livello delle persone che fanno parte di questo gruppo di lavoro composto da noti professionisti , studenti, lavoratori e dirigenti sportivi i quali hanno manifestato un grande interesse nei confronti del mio editoriale apparso sullo scorso numero e non solo lo hanno pienamente condiviso, ma lo hanno arricchito con considerazioni e note utilissime anche per chi scrive. Mi è stata data la possibilità, grazie alle loro domande, di chiarire come l’essenza dell’articolo pubblicato precedentemente non parlava dei grandi eventi, dei grandi crimini, ma di piccoli comportamenti devianti, di pillole di quotidiana inciviltà, di squarci nel tessuto ordinato della convivenza, di maleducazione la quale è molto più contagiosa dell’influenza A!
Gli squarci non vanno mai sottovalutati; lo squarcio nella vela va ricucito, lo squarcio nella chiglia può procurare un affondamento, uno squarcio nelle indagini può capovolgere il piano investigativo,insomma nel bene e nel male uno squarcio va sempre accuratamente valutato. Anche gli squarci nelle norme dei comportamenti collettivi non vanno sottovalutati, anzi, proprio questi, vanno attentamente tenuti sotto osservazione.
Gli squarci di cui mi voglio occupare in questo numero sono quelli provocati nella convivenza quotidiana del paese da quattro vastasi ( termine in uso nella città dò liotru) all’assalto delle regole della buona educazione e del rispetto del prossimo loro. In verità la categoria della vastaseria è diffusa su tutto il territorio nazionale, ma qui vogliamo occuparci dei vastasi autoctoni o d’importazione, che rischiano di diventare un modello di comportamenti, specie tra i giovani!!!
Chi sono i vastasiani?
Uno dei segnali di riconoscimento del vastasiano è il suo modo di parcheggiare, infatti per l’imbecille la sua auto è come una supposta: la deve avere sempre a portata di …., sicchè se la parcheggia sempre a portata, diciamo,…. di mano: dovunque a destra o a sinistra, anche nelle strade strette; per gli altri automobilisti difficoltà di manovra? Ma che gliene frega, il territorio è suo, è segnato come fanno i cani di cantunera, lui il vastaso parcheggia dove gli pare e come gli pare. E la Gente che aspetta l’ambulanza, il mezzo di soccorso? Si arrangino: troveranno loro una soluzione!
Diversa è la storia se un altro vastaso ha osato parcheggiare come lui fa normalmente, perché il vastaso 1 si ricorda immediatamente di essere titolare del diritto di passare con la sua supposta (.. pardon! Con la sua auto!) senza il rischio di aver danni o di faticare nella manovra a causa del vastaso 2.
Altro modo di parcheggio del vastaso 1/2 o della vastasa xx è quello di bloccare l’uscita di altre auto ferme in sosta, ma mossi sempre da motivi nobilissimi: come quello di comprare le sigarette, prendere un caffè “veloce” di venti minuti, comprare la scalora, salutare un amico che non vedeva da un sacco di tempo (.. almeno almeno da 2/3ore), comprare un gratta e vinci o ricaricare il telefonino per far buttare giù la pasta, e basta con gli esempi., anche perché chi legge potrebbe aggiungerne a iosa di motivazioni vastasiane udite con le proprie orecchie.
In sintesi il maleducato non parcheggia, ma… porcheggia! Tutti hanno presenti code interminabili di madri e padri di famiglia imbottigliati nelle auto a causa del maleducato/a di turno. Ma la cosa di sapore faunistico dei beoti 1 e 2 è il sorriso ebete e la voce garrula con i quali tornano sul luogo del misfatto, spinti da quel solo neurone che all’interno della scatola cranica si è attivato, e che grida sconsolato, come fa la particella di sodio della nota pubblicità dell’acqua minerale,:
“ Scùùsaaatiii……!”
A parte va analizzato il comportamento del/la supervastaso/a il/la quale non si degna neanche di scusarsi con una stupidaggine, ma ti guarda come a dire: “ MaTU non sai chi sono io? …e noi? Ne conosciamo la risposta: “Sì, lo so chi è LEI… un/a maleducato/a!” Certo per evitare il comportamento scorretto di questi pochissimi vastasi dal parcheggio selvaggio un grande aiuto sarebbero le strisce (..spero non solo di colore blu, ma anche tante bianche, e che non scompaiano dopo pochi mesi dalla messa in opera..),il prevedere zone di sosta consentite per il carico e lo scarico per chi ha delle attività,passi e zone di sosta per i residenti, le strisce per il passaggio pedonale non solo in centro, ma anche nelle periferie: un grande e non affrettato piano di mobilità cittadina.
Insomma, per mettere i parcheggiatori maleducati in riga, ci vogliono anche le strisce!!
Ah… dimenticavo, ci sono anche alcuni giovani già apprendisti vastasi che scorazzano o parcheggiano sui marciapiedi i loro motorini, costringendo anziani, signore con le carrozzine ed i loro bimbi a scendere con grave rischio per la pubblica incolumità; ma sìì!!! Loro possono: hanno imparato che in branco possono: sporcare, offendere gli adulti, schiamazzare a qualsiasi ora ed altro…!
A… proposito suggerisco di partire PRIMA con una campagna di sensibilizzazione civica e solo POI… con il rigore!!
E’ più efficace un’azione morbida, ma rigorosa e costante nel tempo che azioni episodiche e drastiche, anche perché l’influenza di tipo M…(…aleducazione) a quanto pare è stata molto contagiosa e non ha discriminato né l’età né la condizione sociale, purtroppo!!
Non sono Dottore in Medicina, ma dottore in Sociologia, eppure vi posso assicurare che UNA CITTA’ PIU’ SERENA, PIU’ ORDINATA, PIU’ EDUCATA E TRANQUILLA FAREBBE BENE ALLA SALUTE DELLA CITTA’ E DI TUTTI!!!
Terza parte
Circolare a Piazza Armerina è diventata un’impresa non facile: code, imbottigliamenti, transito difficoltoso, confuso e quant’altro; forse manca un piano efficace per la mobilità veicolare, ma altresì il ruolo dei maleducati al volante è decisivo.
Infatti, quando la squadraccia dei maleducati al volante si muove, la prima regola che seguono è quella che la precedenza è sempre la loro, comunque.
Quando il/la bullo/a è al volante,ed ha fretta per le ragioni più diverse, guai a chi si frappone tra lui e la sua destinazione: bambini che attraversano la strada, anziani che si attardano sulla carreggiata, turisti rompiscatole che ammirano la città, gente che si attarda nella manovra di parcheggio, guai a loro perché, come minimo, il bullo si attacca al clacson come le mosche si attaccano sulla m….armellata.
Quando ad un incrocio, gentilmente, cedi la precedenza al/alla vastasiano/a questi non ti ringrazia mai, insomma per lui/lei hai fatto il tuo dovere, perché al/alla vastasiano/a gli tocca e basta, sempre!
L’altro giorno ho assistito ad una scena singolare!
Siamo in esterno giorno, in una delle vie del centro, primo pomeriggio; un gruppo di turisti spagnoli ammirano i segni della nostra città normanna, dall’altra parte della via si sente un rumore assordante che la testa vuota che era alla guida dell’auto, probabilmente, riteneva “musica”, degna di essere ascoltata da tutto il paese, così da spararla a non so quante centinaia di Watt dentro la sua auto e le sue orecchie, sicuramente protette da un robusto strato di cerume. Quando Testa Vacante, alias Testa Léggia, si è avvicinato al gruppo dei Turisti, è successo un mezzo miracolo, poiché il conduttore della discoteca ambulante, vista l’espressione sbigottita degli ospiti spagnoli, ha abbassato di colpo il volume!! Ma il mezzo miracolo è durato poco, infatti poco dopo l’assordante defecata pentagrammata ha ripreso vigore, accompagnata dall’espressione pensierosa di Testa Vacante che si sarà chiesto, senza,peraltro, riuscire a darsi una risposta: “ Ma perché ho abbassato il volume? Perché questi stranieri mi guardavano? Come si sono permessi a farmi quella taliata di rimprovero? Loro che sono di fuori… a me…un paesano: il paese è mio non è loro!”.
Non oso riportare i commenti fatti dal gruppo dei turisti spagnoli: non farebbero piacere a nessun cittadino sentirli. Insomma, una grandissima malafiura!
Un “Bravoo!!” a Testa Vacante da parte di tutti i cittadini della Città dei Mosaici!
CIMINO PRESENTA ALLA STAMPA “DOMENICA D’ECCELLENZA”
La manifestazione, che vede la partecipazione di circa 200 aziende siciliane d’“eccellenza”, è promossa dall’assessorato all’Agricoltura e organizzata dalla Vat Business Enterprisee.
Stefania Sgarlata
Lavori Strada Statale 192
Ufficio territoriale del Governo di Enna
Comunicato Stampa
Lavori Strada Statale 192
A seguito delle intense precipitazioni atmosferiche che hanno interessato il territorio di questa Provincia negli ultimi giorni e che hanno acuito le problematiche connesse al sistema idro-geologico del territorio, si è tenuta in data odierna presso la Prefettura-UTG di Enna, presieduta dal Prefetto dr.ssa. Perrotta, una riunione per fare il punto sulla situazione della viabilità provinciale, con particolare riferimento ad alcune arterie stradali, quale la SS192, interessata, allo stato, da un provvedimento di chiusura disposto dall’ANAS.
Hanno partecipato, il Sindaco di Enna Dott. Agnello, l’Assessore della Provincia Regionale ai Lavori Pubblici dott. Filippo Faraci, i rappresentanti del Compartimento dell’ANAS di Catania l’Ing. Savoia, l’ing. Romano e l’ing. Gueli, l’Ing. Capo del Genio Civile dott. Di Rosa, il Direttore dell’Area di Sviluppo Industriale, Avv. Alloro, il rappresentante del Comando dei Vigili del Fuoco Geom. Donzuso, il Dirigente del Locale Servizio del Dipartimento di Protezione Civile Architetto Conte e il Comandante della Polstrada, dott. Lo Iacono.
Nel corso dell’incontro i presenti hanno concordato sull’importanza strategica che la SS 192 riveste e che la disposta chiusura ha comportato gravi disagi per le aziende dell’area industriale del Dittaino, essendo l’unica arteria di collegamento con la grande viabilità, e per frazioni di Comuni ricadenti in altre province.
L’ANAS ha assicurato che in tempi bervi verranno affidati alcuni lavori che permetteranno di superare le criticità emergenti con la conseguente riapertura del tratto di strada chiusa al transito.
Il Prefetto ha chiesto che venisse attivata la procedura d’urgenza per la consegna dei lavori.
Le problematiche connesse all’alveo del torrente Dittaino, che in alcuni tratti affianca la SS192 verranno segnalati, su esplicita sollecitazione del Prefetto, dal locale genio Civile all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente per l’individuazione di urgenti interventi di manutenzione straordinaria.
Enna 30 settembre 2009
NASCE A Piazza ARmerina IL “LABORATORIO CIVICO”
ANGELA L’EPISCOPO
Falcone,Commento alla relazione Annuale
Signor Presidente, colleghi Consiglieri, sig. Sindaco,
non è facile, anzi è persino angosciante, per chi come noi ha una visione moderata della democrazia, commentare le menzogne che il Sindaco ha divulgato pur di coprire un anno di fallimento politico e amministrativo.
Ancora più difficile e rischiosa diventa questa operazione quando, come nella fattispecie, si rischia di attirare l’odio di quel pericoloso gruppo di potere che sta occupando militarmente il Comune, e di cui lo stesso Nigrelli è succube.
E tuttavia, quali che siano le conseguenze per noi stessi e per gli altri, troviamo comunque la forza di contrastare queste azioni, perché, ne siamo sicuri, alla lunga non saranno vincenti nella storia di questa comunità.
E valga il vero.
Seguendo un ordine diverso dal suo, ed incominciando ad affrontare una delle tematiche che più ci sta a cuore, quella delle politiche del personale, non possiamo non registrare che proprio lei ha affossato definitivamente il Comune di Piazza Armerina per i prossimi 15 anni.
Nel continuare le progressioni verticali scadenti del precedente piano triennale, lei ha consegnato alla città una schiera enorme di dipendenti apicali e ha omesso di rafforzare quei settori che- come
Non vogliamo dilungarci sulle palesi illegittimità che furono costruite nella precedente dotazione organica; basti pensare all’assenza di quel congruo numero di posti dall’esterno che dovevano essere obbligatori per legge, e che invece sono mancati, ovvero alla selezione a mezzo del corso – concorso, che numerose sentenze del TAR hanno dichiarato illegittima.
Ma anche aldilà di questi profili, lo sforzo per dotare l’ente di numerosi dipendenti apicali non mi sembra che sia stato coronato da un successo in termini di efficienza amministrativa.
Alcuni di questi soggetti apicali, infatti, non mi sembra che in un anno di attività abbiano inciso in maniera significativa nell’organizzazione dell’ente, tanto che anzi si può dire che alcune delle difficoltà che lei ha incontrato sono in parte riconducibili anche a questa carenza professionale.
La prova di quello che noi diciamo la si ritrae dal corposo mazzo di consulenze che la sua Giunta continua ad assegnare, e che spaziano dagli incarichi legali fino ad arrivare all’incarico per il consulente del bilancio.
Ma come, mi chiedo: se le progressioni verticali ci hanno dato dei responsabili di servizio così bravi, perché si continuano ad assegnare tutti questi incarichi all’esterno?
Per non parlare poi delle conseguenze di queste iniziative, rispetto alle quali è assurdo affermare, come lei sostiene, e citiamo testualmente che “….sono state portate a compimento le progressioni verticali che – promesse da anni e già avviate – rischiavano di concludersi ancora una volta con un “nulla di fatto” ingenerando ulteriori frustrazioni nel personale.”.
Da quello che invece abbiamo avuto modo di osservare, sono state quelle progressioni verticali che hanno fortemente demotivato il personale, proprio perché in seguito ai criteri iniqui fissati da certi pseudo sindacalisti, sono stati esclusi dei dipendenti capaci e preparati, di cui preferiamo tacere i nomi.
Queste ingiuste esclusioni non saranno senza conseguenze, e – ne stia certo – se ne accorgerà anche lei, così come se ne accorgeranno gli utenti piazzesi nei prossimi anni.
E come non citare poi, il caso scandaloso del contratto decentrato integrativo, divenuto obsoleto senza che questa Amministrazione abbia mosso un dito per rinnovarlo, oltre che per attuare degli istituti essenziali per i lavoratori?
Ci chiediamo anche perché di queste cose non si siano interessati i componenti del nucleo di valutazione, viste le corpose prebende, pari a circa 7.000,00 euro lordi, che ogni anno ricevono per riscaldare il banco.
In un altro passo della sua relazione annuale si legge, cito testualmente, che “….queste iniziative hanno sollevato opposizioni sia da parte di alcune sigle sindacali che di singoli dipendenti. Si tratta di opposizioni fisiologiche quando si ha a che fare con le legittime aspettative e aspirazioni di chi lavora in un ente, ma, finora, non è stata sconfessata la legittimità di quanto portato avanti dal Comune.”.
Per provare quanto questa affermazione sia falsa, basterà richiamare la vicenda promossa dalla CISL che si è conclusa con una doppia condanna a suo carico per condotta antisindacale.
Quella vicenda fa riflettere perché è la prova di come si possano moltiplicare le posizioni organizzative, che in un piccolo Comune come il nostro sono diventate 10, con un costo che ammonta ad oltre 12.000,00 euro ciascuna.
Di questo passo ci saranno più dirigenti che dipendenti comunali; più generali che soldati.
L’unico fine che riusciamo a vedere in questa vicenda, è quello di alimentare quella che nel nostro bellissimo dialetto si dice “a’ mangiugghia”.
Ma continuando nell’elenco dello scempio da lei compiuto contro la pubblica amministrazione, non possiamo non citare lo scandalo vergognoso del concorso di ragioniere capo.
In quella occasione, la signoria vostra diede vita al peggior esempio di politica crisafulliana, costruendo una procedura concorsuale per pochi intimi, e negando a decine di giovani e preparati professionisti un diritto fondamentale nella vita di ogni individuo: il diritto di vincere.
E’ vero, purtroppo quel bando non è stato annullato, a causa della mancata impugnazione presso il TAR da parte di un effettivo contro interessato.
Ma a prescindere dall’esito del contenzioso, una cosa è sicura: in quella occasione lei ha gettato definitivamente la maschera ammantata di buonismo che si era costruita, e ha rilevato la sua intima essenza di politico crisafulliano.
Ma ancora, sempre sulle politiche del personale, come non dire che la sua amministrazione è in vergognoso ritardo rispetto ad altre realtà, dove il percorso per la definitiva sistemazione dei precari nella dotazione organica è già stato addirittura completato.
Se a Piazza Armerina i dipendenti precari del Comune continuano a vivere nell’incertezza, lo devono ad un Sindaco che non conosce nulla delle loro problematiche, preferendo delegarle a qualche dipendente comunale che forse farebbe meglio a nominare assessore.
Ma l’aspetto più esilarante di quella sua relazione annuale riguarda le politiche dei servizi, in particolare la problematica dei rifiuti, rispetto alla quale lei ha affermato, cito testualmente, che la crisi che si è generata “……ha colpito pesantemente la provincia di Enna per la situazione di crisi finanziaria che riguarda l’ATO Ennaeuno e la società Siciliambiente anche a seguito della sconsiderata decisione del 70% dei cittadini di non pagare
Questa affermazione è di una gravità senza precedenti e dimostra quale visione totalitaria lei abbia della democrazia.
Questa visione aberrante oggi io mi permetto di censurare fortemente, e sono convinto in questo di avere la piena solidarietà di tutte le persone di buon senso.
Preferisco continuare a credere che ricorrere alla autorità giudiziaria, quando si ravvisi la lesione di una posizione giuridica, sia un diritto inalienabile ed indisponibile, che non può essere calpestato o limitato, se non si vuole distruggere la democrazia.
Con queste affermazioni lei si mette chiaramente dalla stessa parte del suo maestro Crisafulli, che aveva avviato per primo questo giocattolo clientelare chiamato ATO, facendo pagare alla collettività i costi di quella struttura occupazionale.
Ma ancora più pesante lei, gentile Sindaco, si mostra quando definisce i cittadini che hanno ricorso contro il caro bollette “sconsiderati” e quando afferma che i promotori del ricorso contro il caro bollette sono “irresponsabili”.
Irresponsabile invece si mostra lei, quando omette di considerare che il suo ruolo le imporrebbe di difendere la comunità, e di esigere dei servizi all’altezza del costo dei tributi pagati.
In questo senso, la corretta valutazione delle attività da lei compiute in questo anno, mostra che più che essere parte attiva dei processi dei miglioramento dei servizi in seno alle ATO, la signoria vostra si è limitata a ratificare le scelte compiute a livelli di governo più alti in danno dei cittadini.
Abbiamo assistito, infatti, nel mese di Luglio del corrente anno, all’aumento del servizio di fornitura dell’acqua potabile senza che il Consiglio comunale sia stato minimamente informato, con grave danno per i contribuenti, già vessati e tartassati.
Non abbiamo assistito, invece, sul fronte dei rifiuti, a nessun miglioramento dei servizi, con delle zone della città ancora asservite male, con una raccolta differenziata che ancora non parte, con l’assenza di un valido piano finanziario per superare la fase dell’emergenza, ecc.
In che modo la sua persona ha inciso in seno all’ATO per affrontare queste tematiche?
Non lo sappiamo, e forse non è dato saperlo.
Ma ancora, continuiamo ad assistere a veri e proprio abusi perpetrati dall’ATO rifiuti in danno dei cittadini, come l’imposizione dell’IVA sulla TIA, la quale, dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 16/07/2009, non è più dovuta.
Cosa ha fatto, in questo caso, il nostro Sindaco per chiedere all’ATO di restituire ai cittadini un tributo assolutamente non dovuto?
Niente, proprio niente!
Ed è tutta qui la differenza fra un Sindaco che tutela veramente i cittadini ed un Sindaco fantasma, che invece è indifferente alle sorti della sua comunità.
Incomprensibile peraltro, sempre sulla tematica dei servizi, si mostra questa sua relazione, quando lei ricorda che in alcuni quartieri l’acqua arriva adesso con una certa regolarità, grazie ai lavori di manutenzione compiuti da ACQUAENNA, sperando forse di attirare a sé i meriti delle operazioni di sistemazione dell’acquedotto nel centro storico.
Ma vede, caro Sindaco, con quei lavori lei non c’entra assolutamente nulla, appurato che, in questo senso, lo diciamo per correttezza, alcuni dei meriti di quegli interventi sono riconducibili alle richieste politiche della precedente Giunta.
In ogni caso, nelle somme spese per i predetti lavori, non c’è nessun finanziamento che afferisca alle casse del Comune o riconducibile comunque ad attività da lei compiute.
Piuttosto, non possiamo non censurare i gravi disagi che per diversi mesi lei ha fatto vivere ai cittadini, mostrando in tal modo di non capire nulla di viabilità, il che è molto grave per chi afferma di essere un grande esperto dell’urbanistica.
Ed infatti, come non ricordare i sensi vietati che sbucavano da un giorno all’altro, i mezzi di cantiere privi di targa che giravano indisturbati per la città – documentati dagli scatti di fotografie su alcuni siti internet - ma anche i gravi danni compiuti in alcune zone del centro storico, per non parlare di altre vicende sulle quali stendiamo un velo pietoso!
Sempre in un’altro passo della sua relazione lei ha rammentato di avere potenziato il servizio informatico del Comune, e che, cito testualmente “Per la prima volta nella Storia del Comune, chiunque, in qualunque parte del mondo, può prendere visione di tutti gli atti (delibere, ordinanze, determine) non per estratto o per riassunto, ma in forma integrale.”.
Ora, è in primo luogo molto discutibile l’affermazione secondo cui tutti gli atti sono accessibili dall’esterno, vista la farraginosità del sito e talora l’inadempienza palese alle sue direttive da parte dei suoi stessi dipendenti, i quali non sempre hanno divulgato correttamente gli atti amministrativi.
Ma a prescindere da questo profilo, non possiamo non ricordare i gravissimi episodi di violazione della privacy che si sono consumati - e di cui le chiediamo conto - proprio per la dilettantistica modalità di pubblicazione integrale degli atti amministrativi.
Mi riferisco alla pubblicazione di alcune delibere che riguardavano l’assistenza delle persone indigenti di questa comunità, e di cui il sito del Comune ha voluto rendere pubblici anche i nomi, riuscendo così a fare sapere in favore di chi erano stati compiuti gli interventi assistenziali.
Vergogna, Nigrelli, vergogna!!!
Ma alla sua vergogna si aggiunge anche la nostra indignazione, quando siamo costretti a commentare le tristi iniziative sul piano commerciale che la sua amministrazione ha intrapreso per affossare l’artigianato e il commercio.
In questo senso non ci sentiamo di attribuirle una responsabilità esclusiva, dovendo lei condividere questa perniciosa attività con un Assessore il quale, malgrado i buoni propositi, opera per ammazzare il commercio, piuttosto che per alimentarne lo sviluppo.
Mi riferisco, in particolare, a quell’obbrobrio di fiera dell’artigianato, compiuta in Piazza Generale Cascino, con la quale, oltre a fare scempio della stessa Piazza, sono stati danneggiati per alcuni giorni i commercianti a posto fisso.
Ma ancora, come non ricordare il caso delle giostre che furono inviate a montare senza il parere della Commissione Provinciale, e subirono dei danni quando il Commissariato di Piazza Armerina si accorse di quello che avevano combinato il Sindaco ed il suo Assessore.
Se fosse vivo Corrado Mantoni, sono sicuro che lei e l’Assessore Ribilotta ricevereste un invito alla corrida, quali dilettanti allo sbaraglio, anzi allo sbadiglio, visto che spesso i vostri interventi su questa materia hanno un contenuto soporifero.
Ma purtroppo le conseguenze nefaste della vostra azione di governo non si sono limitate solo a questo.
E difatti, sempre sul piano commerciale, a parte la confusa iniziativa del centro commerciale naturale, non avete saputo fare altro che combinare imbrogli.
Ed in questo senso, uno degli errori più evidenti, è stato l’approvazione del regolamento comunale per la fiera zootecnica, che era ispirato a quella che è una vostra ossessione: tassare tutto, anche l’aria che si respira!
Come è oramai ampiamente constatato, questo esoso carico fiscale in danno dei commercianti ha progressivamente disincentivato molti di loro, tanto che ad un certo punto, ed in violazione di numerose disposizioni di legge, lo stesso Assessore Ribilotta è stato costretto ad eliminare parte di questa tassazione eccessiva, violando tuttavia la sfera di competenza del civico consesso.
In relazione a questa vicenda, ci riserviamo di verificare se ciò abbia determinato anche un danno contabile per l’ente.
In altre parole, in questa fattispecie si è cercato di rimediare ad un imbroglio con un altro imbroglio!
Ma forse i commercianti non sono particolarmente amati da questa amministrazione, anche perché il Sindaco è consapevole che essi non fanno parte del corpo elettorale che lo ha votato.
E difatti il primo cittadino, in questo anno di attuazione confusa di questo programma già di per sé confuso, ha non poche volte tenuto nei loro confronti degli atteggiamenti incomprensibili.
In una occasione li ha addirittura accusati di violare ripetutamente, e senza alcuna fondata prova, l’ordinanza che disciplina l’orario per buttare i rifiuti nei cassonetti.
Ma sotto un altro versante, quello della viabilità urbana, lei, evanescente Sindaco, nel suo programma elettorale aveva promesso che avrebbe lavorato per riuscire a realizzare una città avente, cito testualmente, un “…traffico ordinato e senza inquinamento…”.
Ad oltre un anno da suo insediamento, basta fare un giro per le strade per rendersi conto di quanto sia stata falsa e bugiarda questa promessa.
Ancora oggi, nelle ore di punta, in diversi tratti della città si rimane incolonnati per decine di minuti, con le soste in doppia o in tripla fila, con percorsi stradali che andrebbero rivisti, con una segnaletica obsoleta ed illegittima, con le principali arterie stradali rimpicciolite da transenne apposte in prossimità di buche che sembrano voragini.
Ci sono dei casi nei quali le strade sono addirittura un continuo attentato all’incolumità dei cittadini!
Mi riferisco, in particolare, alla via Sotto Giardino Garibaldi, nella quale sarebbero necessari dei lavori di sistemazione urgente, per eliminare i disagi ed i pericoli che corrono ogni giorno decine di utenti.
Le ricordo che alcuni mesi or sono, un comitato di cittadini le chiese di effettuare dei lavori di sistemazione immediati, non ricevendo nessuna risposta, alla faccia dell’efficienza degli uffici che lei dice di avere assicurato con le progressioni verticali!
Ma a proposito di strade pericolose, di buche e di voragini, chi non ricorda, peraltro, quando il Sindaco, in una pubblica dichiarazione dello scorso anno, disse che entro il mese di Dicembre avrebbe provveduto a riparare le nostre strade?
È bene dire che il primo cittadino, indicando il mese di Dicembre, fece intendere che si trattava di quello dell’anno 2008, senza tuttavia dirlo apertamente, forse perché sapeva di avere detto una menzogna.
Ci sia consentita a questo punto una metafora: dopo tutte le bugie raccontate, se il Sindaco fosse Pinocchio, con il suo naso avremmo già costruito il ponte di Messina!!!
Certo, non nascondiamo ogni tanto che siamo tentati di consigliare agli utenti di comprasi dei carri armati invece che delle automobili, ma più realisticamente, un modo per alleviare i disagi dei cittadini ci sarebbe.
Basterebbe potenziare
Con la presenza di più operatori della Polizia Muncipale per le strade, e con il riconoscimento a questi lavoratori di alcuni diritti fondamentali (35 ore settimanali e banca delle ore, integrazione oraria per i dipendenti precari, ecc.) tutto il personale di quell’area sarebbe fortemente incentivato a lavorare, producendo per questa città sensibili benefici.
Basterebbe, in altri termini, dare corretta applicazione a quel verbale del 03/08/2009 che l’Assessore Grillo ha sottoscritto per suo conto con il SULPM, il sindacato di categoria di quei lavoratori, e che ha scongiurato le conseguenze pesantissime di uno sciopero proclamato nel mese di Luglio.
Ma abbiamo già saputo, purtroppo, che il suo Assessore al Personale “in pectore” sta remando contro quello stesso accordo che avete sottoscritto, in questo modo alimentando il giusto malcontento di quei dipendenti, con delle conseguenze che saranno gravi per la viabilità e per i cittadini.
Ma ancora, caro Sindaco, ci ha molto stupito leggere la sua relazione, anche perché non siamo riusciti a comprendere in che parte della città siano stati realizzate, citiamo testualmente, quelle “…….politiche volte non solo alla realizzazione degli spazi verdi…”di cui si parla nel suo programma.
Lei stesso, non a caso, nel commentare l’attuazione di questa parte delle sue promesse elettorali, ha affermato, citiamo testualmente, di dovere “… riconoscere che dobbiamo registrare un certo ritardo rispetto alla tabella di marcia che ci eravamo dati.”.
Ma più che il ritardo, che lei, come al solito, addebita alla Regione Sicilia, in realtà è alla sua incompetenza e all’inesperienza dell’Assessore al Ramo che dovrebbe imputare il disastro di quest’ultimo anno, tanto da dovere chiamare l’incarico dell’Assessore Di Prima non delega al “verde pubblico” ma delega al “degrado urbano”.
Non possiamo non menzionare con rammarico i numerosi luoghi nei quali è fin troppo evidente l’incuria e la superficialità con la quale si sta gestendo il verde pubblico, luoghi che sono da tempo sporchi e abbandonati.
Basti vedere in che condizioni sono, ancora oggi, i principali giardini della città!
Ma non possiamo non citare, ancora, quei casi nei quali si sono persino compiute delle potature fuori stagione, nel mese di Maggio, con grave danno per la stessa vegetazione.
Certo, in effetti ci sono delle zone di questa città dove la vegetazione cresce invece rigogliosa, ma in questo caso lo fa in maniera spontanea, e portando peraltro con sé delle agguerrite schiere di zecche, che ci auguriamo non si infilino mai nei vestiti dei nostri amministratori locali.
In altre realtà, e persino in piccoli paesini, che confessiamo di invidiare, il verde pubblico è invece parte integrante della ricettività turistica, anzi, persino un elemento che attesta una superiorità culturale e morale di quelle civiltà sulla nostra.
Speriamo in un inversione di rotta nei prossimi mesi, anche se siamo sfiduciati.
Chiudiamo l’elenco delle nostre proteste censurando anche il contegno tenuto in occasione della ripartizione dei contributi per le attività sportive.
Ho avuto modo di constatare che ancora oggi questi contributi non sono ripartiti e distribuiti con criteri di correttezza e trasparenza, tanto e vero che alcuni istituti scolastici ne sono stati esclusi in maniera arbitraria, malgrado vadano a rappresentare con grande impegno la nostra comunità al di fuori della stessa Piazza Armerina.
Ci auguriamo che anche su questo versante si possa registrare una inversione di tendenza.
Ma mi permetto infine questa sede, e qui mi scuso per la parentesi, di censurare quel passo della sua relazione nel quale lei, riferendosi ad un collegio giudicante, in relazione all’esito parzialmente negativo di un processo di fronte al TAR, ha affermato un pensiero che noi riteniamo gravissimo.
Mi riferisco a quella battaglia per la difesa dei posti letto dell’Ospedale, di cui io condivido le finalità, ma non i maldestri strumenti di azione sin qui usati, e commentando la quale lei ha sostenuto che, cito testualmente “La sospensione decisa in un primo momento dal Presidente del TAR del decreto assessoriale che assegna alla provincia di Enna un numero di posti letto inferiore in percentuale a quello degli altri territori (poi negata dal Collegio) nasceva dal ricorso fatto dal comune di Enna e dal comune di Piazza.
L’esito, sul quale è lecito pensare a pressioni politiche, dimostra che la guerra è ancora lunga.”
Che cosa intende lei per “pressioni politiche”?
Se, come sembra desumersi dal testo delle sue affermazioni, lei ritiene che si siano consumati dei reati, ha l’obbligo di farne denunzia all’autorità giudiziaria, fornendo tutti gli elementi in suo possesso.
Diversamente, se si tratta solo di sue illazioni, in questo caso lei ha perso, ancora una volta, una buona occasione per starsene zitto.
In ogni caso, noi non crediamo che le decisioni degli organi giudiziari, anche quando sono state negative per noi, siano prese a seguito di pressioni politiche, e la invitiamo a scusarsi pubblicamente con i magistrati e con la città intera per avere affermato una cosa così grave, ricordandole che lei rappresenta la comunità piazzese che questi pensieri non li condivide affatto.
Per tutto quanto in precedenza espresso, noi riteniamo questo suo anno di governo sia stato insoddisfacente e velleitario, e che l’attuazione del suo stesso programma è stata in realtà fallimentare e si rivelerà dannosa alla lunga per l’economia di questa città.
Quel programma, che lei, impropriamente richiamando un bel film di Rossellini, ha presuntuosamente chiamato “PIAZZA CITTA’ APERTA”, meriterebbe invece di essere ribattezzato “PIAZZA CITTA’ INCERTA”, per le numerose esitazioni interpretative ed applicative che sono seguite alla sua attuazione, e per le distorsioni concettuali che non mancherà di cagionare.
O forse dovrebbe chiamarlo “PIAZZA CITTA’ ALLERTA”, perché i cittadini debbono sempre stare attenti alle conseguenze personali e patrimoniali dalla sua azione amministrativa, ovvero “PIAZZA CITTA’ SCOPERTA”, perché grazie a lei siamo privi di ogni copertura istituzionale, e nell’isolamento politico più totale.
O forse, ancora meglio, dovrebbe essere ridefinito “PIAZZA CITTA’ DESERTA”, perché alla fine porterà come unico esito la fuga dei nostri giovani dal nostro territorio, già avvenuta ed ancora in corso di svolgimento.
Proprio per questo esprimiamo un forte giudizio negativo su tutte le attività da lei compiute in questo anno, sperando che questi tre anni e mezzo passino veloci, per provare a restituire a questa comunità un organo di governo che ne tuteli le legittime aspettative.
Piazza Armerina, 29/09/2009
Giuseppe Falcone
