martedì 1 settembre 2009

CACCIA, CIMINO FIRMA DECRETO CALENDARIO VENATORIO. IL VIA GIOVEDI'

L’assessore regionale all’Agricoltura e Foreste, Michele Cimino, ha firmato il decreto che dà il via, per il 3 settembre prossimo, con alcune modifiche, al calendario venatorio della stagione 2009/2010, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 18 del 24 aprile scorso . “Nell'attesa che diventino operativi i piani di gestione dei 'Siti siciliani Natura 2000', già approvati dell'assessorato regionale al Territorio e Ambiente - ha spiegato l'assessore all'Agricoltura, Michele Cimino - abbiamo trovato il giusto compromesso, con le associazioni ed i comuni coinvolti, per la definizione del calendario. Le modifiche al precedente decreto rispondono alla necessità di salvaguardare ulteriormente alcune specie”. Rispetto al precedente provvedimento, in adempimento dell'ordinanza del Tar di Palermo, l'attività venatoria 2009-2010, lungo le rotte di migrazione è vietata nelle aree dei parchi, riserve, oasi naturali, oasi di protezione e rifugio della fauna, nelle aree demaniali e fondi chiusi (indicati nel calendario venatorio pubblicato nella gurs). Nell'attesa dell'adozione dei piani di gestione, secondo le disposizioni ministeriali, nelle zone di protezione speciale (Zps) che ricadono nelle rotte di migrazione, la caccia sarà consentita a partire dall'1 ottobre. Altre modifiche sono state stabilite in alcuni dei 23 ambiti territoriali di caccia siciliani: nell'ambito dell'area Palermo3 (Ustica) si potrà cacciare dal 20 settembre (fermo restando le limitazioni ministeriali previste per le aree Zps; anche nell'ambito di Trapani4 (Pantelleria) l'attività sarà consentita dal 20 settembre; nell'ambito di Trapani3 (Isole Egadi) sarà possibile cacciare, invece, a partire dall'1 ottobre. Nei territori dei comuni di Valledolmo (Palermo) e Mazzarino (Caltanissetta) è vietato l'uso del furetto. Stefania Sgarlata


Il testo completo del calendario sarà pubblicato domani nel sito www.regione.sicilia.it/agricolturaeforeste.

CINEMA: LEANZA E CUCINOTTA INAUGURANO STAND CINESICILIA A VENEZIA

VENEZIA – Con un lungo bacio virtuale alla Sicilia di Maria Grazia Cucinotta, l'assessore regionale ai Beni Culturali, Nicola Leanza, ha inaugurato lo stand di Cinesicilia alla 66^ Mostra internazionale del cinema di Venezia. “Sono orgogliosa di essere stata scelta come madrina di questo festival – ha detto la Cucinotta - e credo che la scelta sia un riconoscimento alla sicilianità, visto anche che la mostra sarà inugurata dal film di Tornatore”. “A differenza di quanto sta accadendo a livello nazionale con i tagli al cinema – ha detto l'assessore siciliano ai Beni culturali Nicola Leanza – la Sicilia partecipa attivamente al trend degli investimenti in questo, con strumenti legislativi, programmazione, risorse, maestranze e le sue uniche location. Gli investimenti devono essere però realizzati in Sicilia: aiuteremo le produzioni che presentano un progetto di qualità e avranno tutto il sostegno della Regione”.

Fabio Geraci

SCUOLA: LEANZA, “MARTEDÌ PROSSIMO INCONTRERÒ I SINDACATI”

L'assessore regionale alla Pubblica istruzione, Nicola Leanza, ha convocato i sindacati della scuola per martedì prossimo, 8 settembre, alle ore 9,30, nei locali del Dipartimento della Pubblica Istruzione di via Ausonia, a Palermo. Tema dell'incontro il protocollo d'intesa firmato con il ministro Mariastella Gelmini. “Nei giorni successivi – ha spiegato Leanza - ci sarà al Ministero, a Roma, la riunione della commissione paritetica per rendere operativo il protocollo d'intesa”.

Fabio Geraci

Incendi sotto controllo con le spie satellitari







Il telerilevamento offre nuove opportunità per la gestione dell’emergenza incendi, fornendo informazioni prima, durante e dopo gli eventi. Sul tema, di estrema attualità, si confronta la comunità scientifica nel corso di un convegno internazionale organizzato dall’Imaa-Cnr.


Ogni anno gli incendi colpiscono a livello mondiale circa 350 milioni di ettari di territorio, con danni a proprietà e mezzi di sostentamento, senza tralasciare che gli incendi boschivi contribuiscono al riscaldamento globale, all'inquinamento, alla desertificazione ed alla perdita di bio-diversità. Il controllo degli incendi risulta quindi un fattore cruciale per la nostra salute e la salvaguardia ambientale e, in tal senso, il telerilevamento da satellite offre nuove opportunità per la gestione di questo tipo di emergenza. Sull’argomento, ricercatori e studiosi del settore si confronteranno nel corso del workshop internazionale sulle ‘tecnologie di remote sensing per il controllo degli incendi’, organizzato a Matera, dal 2 al 5 settembre 2009, dall’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) del Consiglio nazionale delle ricerche di Potenza, in collaborazione con l’università spagnola di Alcalá e l’ Agenzia spaziale europea (Esa). “Le sessioni previste nell’ambito del workshop saranno dedicate alla pianificazione e gestione antincendio, alla stima del rischio, al monitoraggio del fuoco in tempo reale, alla valutazione dei danni per il ripristino della vegetazione post-incendio”, dice Rosa Lasaponara, ricercatrice Imaa-Cnr e chair del workshop. Tra i progetti di maggiore interesse a livello nazionale, sarà presentata una mappa delle aree percorse dal fuoco nei Parchi nazionali in Italia, realizzata dall’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Cnr (Irea-Cnr). “Nel quadro di un progetto del Ministero dell’ambiente (Direzione protezione natura) è stata costruita una base-dati dei perimetri delle aree bruciate nei Parchi nazionali italiani”, spiega Pietro Alessandro Brivio, ricercatore Irea-Cnr e coordinatore del progetto. “Per il periodo 2001-2005 sono state acquisite ed elaborate circa 500 immagini satellitari Aster e Spot. In questo quinquennio le aree bruciate mappate coprono più di 5000 ettari e i parchi più colpiti sono quelli dell’Italia meridionale. Le mappe delle aree bruciate sono state messe a disposizione attraverso un Web map service (Wms) sul geo-portale dell’Irea e sul portale cartografico nazionale del Ministero dell’ambiente”. “L’Imaa-Cnr è impegnato da diversi anni nell’utilizzo della tecnologia satellitare per l’identificazione delle aree più suscettibili al fuoco, con particolare attenzione ai siti archeologici in aree verdi”, prosegue Lasaponara. “ Il convegno sarà l’occasione per presentare alcune mappe di ‘rischio incendio’ che riguardano la città di Matera, patrimonio dell’Unesco”. La conferenza, che ha avuto il patrocinio del Consiglio dei ministri, prevede la partecipazione di studiosi e ricercatori dei principali organismi scientifici internazionali come dei maggiori esperti della protezione civile nazionale e del corpo forestale nazionale italiano.


Roma, 1 settembre 2009

VITICOLTURA: CIMINO, “SERVE ORIENTARE IL MERCATO DEL VINO”


PALERMO - Sono iniziati stamattina, presso l’assessorato regionale all’Agricoltura e Foreste, i lavori propedeutici all’insediamento del tavolo tecnico convocato dal presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e dall’assessore al ramo Michele Cimino, per adottare le misure anticrisi della vitivinicoltura siciliana e, in particolare, del mercato del vino. Il tavolo tecnico, che si insedierà lunedì 7 settembre, “sarà permanente, da vendemmia a vendemmia - ha detto l’assessore Cimino - in modo da avere un riscontro reale delle linee d’intervento che saranno attivate ”. L’assessore ha sottolineato che “la crisi del settore è congiunturale e strutturale. Arriva, tra l’altro, in modo più pesante in un’annata vendemmiale particolarmente favorevole, in termini di qualità e quantità. Una sorta di crisi senza crisi”. “Oggi - ha aggiunto Cimino - abbiamo messo a fuoco le disfunzioni della filiera che da anni producono effetti negativi al reddito dei produttori. Il governo intende intervenire in modo radicale, anche facendo scelte che potrebbero risultare impopolari. Ma l’intervento dovrà essere risolutivo. Continuare l’agonia di una iperproduzione che non troverà poi mercato e, di conseguenza, non potrà produrre reddito alle aziende, è un insuccesso annunciato”. “Al centro ci sarà innanzitutto il produttore e la stabilità del suo reddito, che, differentemente dal passato, non deve e non dovrà contare in futuro solo sugli aiuti pubblici. Non esiste più - precisa Cimino - il ripianamento bancario delle esposizioni debitorie delle imprese agricole perché il credito d’imposta, secondo la nuova normativa europea, è concesso solo per nuovi investimenti e, in ogni caso, per le aziende che assicurano il rientro dalle passività. ”. “D’ora in poi - ha sottolineato ancora Cimino - si dovrà parlare in Sicilia non di aiuti a sostegno ma di aiuti allo sviluppo. Tutte le risorse che saranno messe in campo oggi per fronteggiare l’emergenza dovranno servire a dare stabilità al settore domani. La crisi è forte, servono grandi sostegni, oltre a quelli che abbiamo già individuato, e di questo mi farò portavoce anche in sede dei tavoli tecnici nazionali di palazzo Chigi e della Conferenza Stato-Regione. Inviterò il ministro Zaia, oggi a Pantelleria per la vendemmia di Donnafugata, a prendere atto personalmente della situazione vinicola siciliana, visto il suo interesse per la nostra terra”. “Il fatturato del vitivinicolo regionale è di circa 700 milioni di euro prodotto - ha affermato l’assessore - quello delle cantine è di circa 250 milioni (100 di vino sfuso, 150 di vino imbottigliato) prodotto però solo dal 10-15% delle 78 cantine esistenti. Un dato chiaro. A partire dal quale, l’obiettivo, a lungo termine, sarà creare filiere virtuose, diminuendo la produzione in eccesso e orientando la produzione verso altri mercati attraverso il controllo dell’offerta”. “Tre saranno le direttrici - precisa ancora Cimino -: l’orientamento verso destinazioni certe di mercato prodotto da un 25% di vigneti eccedenti; il riposizionamento dei 119 mila ettari vitati, facendo un reale programma organico di risanamento; e la razionalizzazione delle cantine sociali.” “Nell’immediato - ha concluso Cimino - renderemo disponibili circa 21 milioni di euro che abbiamo già individuato, e riposizioneremo alcune misure del programma di sviluppo rurale 2007-2013”. All’incontro hanno partecipato, oltre al presidente e al direttore dell’Istituto della Vite e del Vino, rispettivamente Leonardo Agueci e Dario Caltabellotta, anche rappresentanti dei dipartimenti regionali al Bilancio e Tesoro, alle Finanze e Credito, alla Programmazione, alla Cooperazione; delegati dell’Ircac e della commissione regionale dell’Abi.

Stefania Sgarlata


(15,45 g.a.)

Salemi, atti vandalici al Castello Normanno Svevo

Nei giorni scorsi, presumibilmente nella notte tra il 28 e il 29 agosto, ignoti hanno danneggiato la recinzione esterna del Castello Normanno Svevo di Salemi.


In particolare hanno divelto buona parte dei tondini di acciaio che costituiscono la protezione della recinzione, e danneggiato i paletti di delimitazione degli scavi archeologici innanzi all’ingresso del castello.

Da una prima sommaria stima, effettuata dai tecnici del Comune, i danni ammonterebbero a circa cinque mila euro. L’amministrazione comunale ha presentato una denuncia all’autorità giudiziaria.

Sull’episodio il vice sindaco Antonella Favuzza osserva:
"E’ un gesto inqualificabile, per il quale mi auguro che gli investigatori possano presto risalire agli autori. Non è la prima volta che vengono danneggiati immobili di proprietà comunale.
Spiace constatare come siano sempre più diffusi gesti di questo genere, che denotano mancanza di senso civico.

Ritengo opportuno appellarmi alle famiglie di Salemi perché sensibilizzino i loro figli al rispetto del cosiddetto “bene pubblico”. Va da sé che i costi di questi danneggiamenti ricadono sulla collettività attraverso il pagamento delle tasse.

Invito chiunque fosse a conoscenza di elementi che possano far risalire agli autori dei danni vandalici a rivolgersi ai Carabinieri.

L’amministrazione ha comunque già disposto con una specifica direttiva la realizzazione di un sistema di videosorveglianza all’esterno del castello".




BENI CULTURALI: GLI AUGURI DI LOMBARDO PER IL PENSIONAMENTO DI GIANFILIPPO VILLARI

“Gianfilippo Villari ha dimostrato, nei suoi quaranta di attività lavorativa, come sia possibile coniugare professionalità e amore al lavoro, senza soggiacere a condizionamenti sia interni che esterni all'amministrazione. La Regione non potrà più contare sulla sua indiscussa competenza e sulla sua dedizione che ha saputo esprimere in tutte le sedi in cui ha lavorato e che rimarranno da esempio anche per quanti ne proseguiranno l'opera”. Questo il commento del Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, alla notizia del pensionamento di Gianfiliuppo Villari, attuale soprintendente dei Beni culturali a Messina. “Di Villari - ha aggiunto il Presidente - occorre ricordare anche le sue indiscusse qualità e competenze culturali, oltre che i meriti scientifici e accademici conseguiti durante la sua lunga carriera. A lui i miei più sinceri ringraziamenti ed auguri”.

Francesco Inguanti

Sicurezza stradale, disciplinato l'uso degli autovelox

Stop alla gestione degli autovelox a società private; mai più pattuglie nascoste per la rilevazione della velocità; massima tutela della privacy.
Garantire un’azione coordinata di prevenzione e contrasto dell’eccesso di velocità sulle strade e mirare a disciplinare l'utilizzo degli strumenti di controllo della velocita' ispirandosi a criteri di efficienza e trasparenza. Sono questi i contenuti principali della direttiva che il ministro dell’ Interno Roberto Maroni ha inviato – alla vigilia del controesodo estivo – ai Prefetti e agli organi di Polizia stradale.

L’obiettivo è la prevenzione sulle strade, in vista del traguardo fissato dalla Commissione Europea di dimezzare entro il 2010 il numero delle vittime per incidenti stradali. Ed a tal proposito si intitola proprio ''Autovelox'' il cortometraggio presentato lo scorso 31 luglio dal ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, al Giffoni Film Festival, per diffondere il tema della sicurezza stradale.

La direttiva affida ai Prefetti il compito di monitorare sul territorio il fenomeno della velocità - causa della maggior parte degli incidenti stradali - e di pianificare le attività di controllo in modo che rappresentino uno strumento reale di prevenzione, avvalendosi del contributo delle Conferenze Provinciali Permanenti, dove sono rappresentati tutti i soggetti pubblici interessati alla materia.

Spetta quindi ai Prefetti e agli organi di polizia il compito di disciplinare l'utilizzo degli autovelox.
In particolare, dovranno essere individuati i punti critici per la circolazione dove si registrano più incidenti (con riferimento al biennio precedente) e dovrà essere previsto il diffuso impiego della tecnologia di controllo remoto, che consente il controllo di tutti i conducenti che passano in un determinato tratto di strada con contestazione successiva della violazione. Alla Polizia Stradale, compete il coordinamento operativo dei servizi con il compito anche di monitorare i risultati dell’attività di controllo svolta da tutte le forze di polizia e dalle polizie locali.

Altra novità di rilievo è che la gestione delle apparecchiature è affidata solo agli operatori di Polizia, viene quindi escluso l’appalto dei servizi di accertamento a società private. Il controllo della velocità costituisce un 'servizio di polizia' che non può essere delegato ad imprese che noleggiano gli apparecchi.

La direttiva prevede inoltre che vengano effettuati controlli periodici di funzionalità degli autovelox e stabilisce le modalità di segnalazione della presenza delle postazioni di controllo; non saranno più possibili, quindi, appostamenti di pattuglie nascoste.
Per una maggiore tutela della riservatezza, fotografie o riprese video saranno trattate solo da personale degli organi di polizia incaricati al trattamento e alla gestione, evitando accessi non autorizzati ai dati e alle immagini.

In aggiunta alla direttiva è stato sottoscritto dal Capo della Polizia e dal Capo del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, un protocollo operativo che indicando le disposizioni nel dettaglio, fa chiarezza sulle questioni che, in passato, sono state oggetto di controversia.
Una volta per tutte è chiarito che non è sempre richiesto il fermo del veicolo per contestare la violazione.

Fonte: Ministero dell'interno

Innovazione e investimenti, agevolazioni alle imprese


Le piccole e medie imprese che realizzeranno investimenti produttivi innovativi riceveranno nuove agevolazioni, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del nostro sistema industriale.

Le risorse impegnate saranno di circa 700 milioni di euro come prima dotazione, ha affermato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola nel presentare il Decreto del 23 luglio 2009, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Gli investimenti, riguardanti le aree tecnologiche dell'efficienza energetica, della mobilità sostenibile, delle nuove tecnologie della vita, delle nuove tecnologie per il made in Italy e delle tecnologie innovative per i beni e le attività culturali, devono essere finalizzati a:


* sviluppo di piccole imprese di nuova costituzione, cioè costituite non prima di 24 mesi dalla data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;
* industrializzazione dei risultati di programmi qualificati di ricerca o di sviluppo sperimentale;
* realizzazione di programmi di investimento volti al risparmio energetico o alla riduzione dell’impatto ambientale;
* perseguimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale, che saranno precisati dal ministero dello Sviluppo economico con un successivo decreto.

Programmi ammissibili

Il decreto elenca, al Titolo II, i programmi d’investimento che possono essere realizzati unicamente nelle aree ammesse alla deroga rispetto al regime degli aiuti di Stato, previste dalla Carta di aiuti a finalità regionale approvata dalla Commissione europea per il periodo 2007 – 2013.

I programmi devono essere relativi a:

* realizzazione di nuove attività produttive
* ampliamento di unità produttive esistenti
* diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi
* cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un’unità produttiva già esistente

Possono accedere alle agevolazioni relative alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli anche le imprese di grandi dimensioni, purchè abbiano meno di 750 dipendenti o un fatturato inferiore a 200 milioni di euro.

Il Titolo III riguarda le stesse attività, ma con programmi relativi ad investimenti proposti dalle PMI in aree del territorio nazionale diverse da quelle ammesse alla deroga.

Le modalità e i termini di presentazione delle domande saranno specificate dal ministero dello Sviluppo economico con successivi decreti.

Fonte: ministero dello Sviluppo economico

Azioni e risultati nel settore sicurezza e lotta alla criminalità

Un Piano operativo straordinario di contrasto alla criminalità organizzata per i prossimi 4 anni. È questo il progetto del governo lanciato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al termine della riunione del Comitato Nazionale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, che ha presenziato con i capi delle Forze dell'ordine e dei servizi di intelligence.

Al vertice sulla sicurezza, convocato dal ministro dell'interno Roberto Maroni, in occasione del tradizionale appuntamento di ferragosto, erano presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

Sotto l'aspetto dell'aumento della sicurezza dei cittadini e in particolare nella lotta alla criminalità organizzata, il ministro dell'interno Maroni ha presentato i risultati ottenuti del Governo Berlusconi nei suoi 14 mesi di attività.

Sono le misure legislative adottate dal Governo che hanno portato, per quanto riguarda la lotta alla criminalità organizzata, all'arresto di 29 latitanti tra i 100 più pericolosi ed al sequestro di beni alla mafia per un valore superiore a 4 miliardi e mezzo (+31%), e un miliardo per quelli confiscati (+179%).
In particolare, con la costituzione del Fondo Unico di Giustizia è stato creato un nuovo strumento che consente di aggredire le somme liquide giacenti in attesa di confisca, con il risultato che per la prima volta i soldi tolti alla mafia vengono subito reimpiegati contro di essa. Solo al 31 luglio le somme recuperate ammontano a più di 617 milioni di euro. I risultati positivi su questo fronte giungono dall'adozione del "modello Caserta": un modello che funziona, da esportare in aree a forte intensità mafiosa.

La delittuosità generale è diminuita del 13,95%. In calo: gli omicidi (-3,7%), le violenze sessuali (sono state 5.556 contro 6.022, con un -7,7%); i furti (-18,6%), le rapine (-20,4%), le estorsioni (-15,1%) e i reati di usura (-16,1%).

Secondo i dati del Viminale anche gli stadi oggi sono più sicuri: è dimezzato il numero dei feriti civili durante il campionato di calcio 2008-2009 (-52%, rispetto a quello precedente) ed anche il numero dei tifosi arrestati dalle forze dell'ordine (-27,5%). A partire dal primo gennaio, gli appassionati di calcio potranno seguire la loro squadra in trasferta solo se muniti della tessera del tifoso.
Proprio nel giorno di Ferragosto il Ministro dell'interno ha firmato una direttiva indirizzata a prefetti e questori che contiene disposizioni per la stagione calcistica 2009/2010. A partire dal prossimo campionato tutte le società dovranno garantire il rilascio della tessera del tifoso a chi la richiede. Entro il 31 dicembre, in ciascun settore dello stadio dovranno essere attivate corsie più veloci, una sorta di telepass, per chi ha la tessera. Per chi non la possiede i controlli saranno più rigorosi.

Altro fronte sul quale - scorrendo i dati diffusi dal Viminale - si registra un sensibile miglioramento è quello della sicurezza stradale: dall'inizio di gennaio al 31 luglio di quest'anno si è avuto un calo delle persone morte in incidenti stradali (1.419, in calo del 20%) e dei feriti (-11%).

Fonte: Ministero dell'interno

Piano nazionale di edilizia abitativa



Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 191 del 19 agosto 2009 diventa operativo il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che approva il “Piano nazionale di edilizia abitativa”, previsto dalla Manovra finanziaria 2009 (art. 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133).

Obiettivo, garantire su tutto il territorio nazionale il rispetto dei livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo per il pieno sviluppo della persona umana.

Il Piano infatti, attraverso la costruzione di nuove abitazioni o il recupero di quelle esistenti, mira a incrementare l’offerta di abitazioni, da destinare prioritariamente alle categorie sociali svantaggiate; gli alloggi saranno realizzati nel rispetto dei criteri di efficienza energetica e di riduzione delle emissioni inquinanti, con il coinvolgimento di capitali pubblici e privati.

Destinatari delle abitazioni:
a) i nuclei familiari a basso reddito, anche monoparentali o monoreddito;
b) le giovani coppie a basso reddito;
c) gli anziani in condizioni sociali o economiche svantaggiate;
d) gli studenti fuori sede;
e) i soggetti sottoposti a procedure esecutive di rilascio;
f) altri soggetti in possesso dei requisiti di cui all'articolo 1 della legge n. 9 del 2007;
g) gli immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni nel territorio nazionale o da almeno cinque anni nella medesima regione.

Gli alloggi saranno realizzati con contributi statali, il cui onere potrà raggiungere il 30% del costo di realizzazione, acquisizione o recupero se offerti in locazione a canone sostenibile, anche trasformabile in riscatto, per una durata di 25 anni, e il 50% del costo per quelli locati per una durata superiore ai 25 anni. Nel caso invece di alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale l'onere a carico dello Stato potrà essere pari al costo di realizzazione.

Le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione del Piano, individuate dal decreto legge 112, saranno ripartite con decreto del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, di concerto con il ministero dell’Economia, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del DPCM.


Redazione - Maddalena Baldi

La regolarizzazione di colf e badanti


Dal primo settembre è possibile regolarizzare la posizione lavorativa di colf e badanti che prestano servizio a domicilio in assenza di permesso e con rapporto di lavoro non conforme alle norme del nostro paese.

La procedura per l’emersione del lavoro irregolare che interessa i lavoratori extracomunitari addetti all’attività di assistenza alla persona o al lavoro domestico, è esclusivamente on-line, gratuita e disponibile sul sito del ministero dell’Interno.

La scelta della procedura informatica, se da un lato assicura rapidità, trasparenza e rispetto delle regole e dei diritti, dall’altro necessita di essere accompagnata da un sostegno per i cittadini meno preparati all’utilizzo del computer.

E’ in questo quadro che s’inserisce l’intesa - firmata oggi dal Ministro dell’Interno Maroni, dal sottosegretario al Welfare Roccella e dal Presidente dell’ANCI Chiamparino - sulle attività di collaborazione ed assistenza che i comuni forniranno ai cittadini interessati alle procedure telematiche per l’emersione dal lavoro irregolare.

La regolarizzazione: chi interessa e in cosa consiste
I datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea, o extracomunitari in possesso del titolo di soggiorno che alla data del 30 giugno 2009 occupavano irregolarmente alle proprie dipendenze, da almeno tre mesi, lavoratori italiani o cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea o lavoratori extracomunitari per:
a) attività di assistenza;
b) lavoro domestico
possono regolarizzarne la posizione lavorativa presentando una dichiarazione dal primo al 30 settembre 2009.

Questi datori di lavoro possono dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro:
a) all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) per il lavoratore italiano o per il cittadino di uno Stato membro dell'Unione europea, mediante apposito modulo;
b) allo sportello unico per l'immigrazione per il lavoratore extracomunitario, mediante apposita dichiarazione.

La dichiarazione è presentata previo pagamento di un contributo forfetario di 500 euro per ciascun lavoratore. La somma di 500 euro può essere versata a partire dal 21 agosto 2009 secondo le modalità dettate dall'Agenzia delle Entrate. Il contributo non è deducibile ai fini dell'imposta sul reddito.

Cosa contiene la dichiarazione, a pena di inammissibilità:
a) i dati identificativi del datore di lavoro, compresi i dati relativi al titolo di soggiorno nel caso di datore di lavoro extracomunitario;
b) l'indicazione delle generalità e della nazionalità del lavoratore extracomunitario occupato al quale si riferisce la dichiarazione e l'indicazione degli estremi del passaporto o di un altro documento equipollente valido per l'ingresso nel territorio dello Stato;
c) l'indicazione della tipologia e delle modalità di impiego;
d) l'attestazione, per la richiesta di assunzione di un lavoratore addetto al lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, del possesso di un reddito imponibile, risultante dalla dichiarazione dei redditi, non inferiore a 20.000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da un solo soggetto percettore di reddito, ovvero di un reddito complessivo non inferiore a 25.000 euro annui in caso di nucleo familiare composto da più soggetti conviventi percettori di reddito;
e) l'attestazione dell'occupazione del lavoratore per un periodo non inferiore ai tre mesi precedenti;
f) la dichiarazione che la retribuzione convenuta non è inferiore a quella prevista dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento e che, in caso di lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare, l'orario lavorativo non è inferiore a 20 ore settimanali;
g) la proposta di contratto di soggiorno
h) gli estremi della ricevuta di pagamento del contributo forfetario di 500 euro.

La dichiarazione per i lavoratori extracomunitari è limitata, per ciascun nucleo familiare, ad una unità per il lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare e a due unità per le attività di assistenza a soggetti affetti da patologie o handicap che ne limitano l'autosufficienza.

Lo sportello unico per l'immigrazione, verificata l'ammissibilità della dichiarazione e acquisito il parere della questura per il rilascio del permesso di soggiorno, convoca le parti per la stipulazione del contratto di soggiorno e per la presentazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, previa esibizione dell'avvenuto pagamento del contributo di 500 euro.

Il datore di lavoro che ha dichiarato una o due unità per l'attività di assistenza deve presentare allo sportello unico per l'immigrazione, a pena di inammissibilità della dichiarazione una certificazione, rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale, che attesti la limitazione dell'autosufficienza del soggetto per il quale viene richiesta l'assistenza. Nel caso di dichiarazione di due unità per l'attività di assistenza la certificazione deve attestare la necessità di avvalersi di due unità.

La sussistenza di meri errori materiali non costituisce causa di inammissibilità della dichiarazione.

La mancata presentazione delle parti senza giustificato motivo comporta l'archiviazione del procedimento.

Entro ventiquattro ore dalla data della stipulazione del contratto di soggiorno, il datore di lavoro deve effettuare la comunicazione obbligatoria di assunzione all'INPS.

Dal 5 agosto 2009 e fino alla conclusione del procedimento sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore che svolge le attività di assistenza e lavoro domestico.

In attesa della definizione del procedimento lo straniero non può essere espulso, tranne che nei casi in cui sia stato emesso un provvedimento di espulsione o segnalato ai fini della non ammissione nel territorio italiano oppure risulti condannato con sentenza anche non definitiva.

La sottoscrizione del contratto di soggiorno, congiuntamente alla comunicazione obbligatoria di assunzione all'INPS e il rilascio del permesso di soggiorno comportano, rispettivamente, per il datore di lavoro e il lavoratore l'estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi.

Il contratto di soggiorno stipulato contenente dati non rispondenti al vero è nullo e il permesso di soggiorno eventualmente rilasciato è revocato.

Con decreto interministeriale saranno successivamente determinate le modalità di destinazione del contributo forfetario.

Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, con proprio decreto, determina le modalità di corresponsione delle somme e degli interessi dovuti per i contributi previdenziali e assistenziali concernenti i periodi antecedenti ai tre mesi denunciati.

Chiunque presenta false dichiarazioni o attestazioni è punito ai sensi del codice penale.

Al fine di valutare i requisiti di permanenza dello straniero extracomunitario per motivi di lavoro sul territorio nazionale, l'INPS comunica al Ministero dell'interno le informazioni relative alla cessazione dei versamenti contributivi dei lavoratori extracomunitari.

Per saperne di più:
- il testo dell'art. 1 ter introdotto in sede di conversione del decreto;
- la brochure "Come fare per";
- la circolare interministeriale del 7 agosto 2009;
- la circolare dell'Inps del 10 agosto 2009;
- la risoluzione dell'Agenzia delle Entrate dell'11 agosto 2009
- l'informativa a cura dell'Agenzia delle Entrate;
- le istruzioni per il versamento della somma a cura dell'Agenzia delle Entrate;
- il comunicato stampa dell'Agenzia delle Entrate dell'11 agosto 2009.

SANITA’, RUSSO HA INCONTRATO I NUOVI MANAGER: “SARO’ ESIGENTE”

L’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, ha incontrato oggi pomeriggio tutti i nuovi manager delle aziende sanitarie siciliane che si insedieranno domani con l’entrata in vigore del sistema sanitario disegnato dalla legge di riforma approvata nel marzo scorso dal Parlamento regionale. “E’ un momento importante e perfino emozionante – ha sostenuto Russo -. La nostra riforma, frutto di un eccellente dibattito parlamentare, è guardata con molta attenzione in tutta Italia, dove siamo riusciti a dare della Sicilia l’immagine di una Regione virtuosa che vuole azzerare il deficit migliorando e implementando i servizi. Programmazione, risultati, controlli ed eventuali sanzioni saranno i punti cardine di questa riforma che punta a valorizzare il criterio del merito professionale e non quello dell’appartenenza. Ai manager ho indicato gli obiettivi da raggiungere e ho chiesto impegno e dedizione per interpretare nel migliore dei modi il senso di una riforma che rappresenterà un segnale di forte discontinuità con il passato. Il nostro motto deve essere: regole, regole, regole. Nel più breve tempo possibile dovremo procedere alla fase degli accorpamenti, migliorando i servizi territoriali, offrendo ai cittadini più servizi e più qualità, eliminando sprechi e privilegi, abbattendo le liste d’attesa, potenziando i pronto soccorso e la rete dell’emergenza urgenza del 118, e occupandoci perfino di quello che nella legge viene definito il decoro ambientale. I cittadini dovranno trovare strutture accoglienti, medici preparati e disponibili, non dovranno più sobbarcarsi lunghi viaggi per trovare i servizi che gli spettano all’interno dei propri territori. Più in generale, dovremo pian piano ricreare quel clima di fiducia nei confronti della sanità siciliana che si è progressivamente perso negli ultimi anni. Non mancano le professionalità, semmai è mancata l’organizzazione e competerà all’assessorato prima e ai manager dopo dare ordine al sistema”. “Sarò molto esigente – ha concluso Russo – e l’ho fatto presente ai manager che hanno assunto una pesante responsabilità. Sono certo che col tempo si costituirà una squadra di lavoro sempre più efficiente e affiatata che saprà rispondere con professionalità ai bisogni dei cittadini siciliani”.

Guido Monastra

ADRIATICA: DALLE CINQUE TERRE AL MARE DI ALBORÀN E RITORNO PER MONITORARE UNA ZONA NEVRALGICA DEL MEDITERRANEO

A bordo di Adriatica un team multidisciplinare del National Oceanography Centre di Southampton (NOCS), dell'Environmental Ocean Team (EOT) e del CNR. Obbiettivi della Missione Alboràn, patrocinata dal Parco Nazionale delle Cinque Terre, ricerca e divulgazione scientifica.

Lunedì 29 Agosto 2009



Sono iniziate le ricerche oceanografiche “Turbolenze in mare aperto” e “Studio della bioluminescenza come indicatore delle alghe tossiche” condotte a bordo di Adriatica, l'imbarcazione resa celebre dalla trasmissione “Velisti per Caso”, sul fronte Almeria-Oran (Mare di Alboran), patrocinate dal Parco Cinque Terre, realizzate dal National Oceanography Centre di Southampton (NOCS), dell'Environmental Ocean Team (EOT) e dal CNR (laboratorio Informando).

Adriatica infatti, mollati gli ormeggi da Trapani, ha rggiunto Almeria in Spagna, da dove si appresta a partire per il Mare di Alboran, quella particolare zona di Mediterraneo Occidentale, tra Spagna ed Africa in prossimità dello stretto di Gibilterra, dove l'acqua salata e calda del Mediterraneo incontra e si mescola con quella più fredda e meno salata dell'Oceano Atlantico. Il cocktail costituisce un importante e raro habitat per svariate forme di vita marine, condizione ottimale per condurre due studi e scoprire nuovi strumenti per preservare le risorse del Mare Nostro raccogliendo anche elementi sui cambiamenti globali climatici in atto.

Il primo, sulla turbolenza, raccoglierà dati per una maggiore comprensione delle dinamiche che governano la circolazione marina. Il secondo amplierà la conoscenza delle fioriture algali nel Mediterraneo, comprese quelle tossiche, che, come è noto, hanno un impatto significativo sull’intero ecosistema marino con importanti implicazioni socio economiche. Il tema ambientale rappresenta una sfida indispensabile a tutela delle nuove generazioni e richiede una vera e propria rifondazione delle strategie. Ampio spazio sarà dedicato anche alla comunicazione dell'iniziativa: a tal proposito è stato realizzato un blog, moderno diario di bordo, che sarà aggiornato in tempo reale con foto, video e commenti dell'equipaggio di Adriatica, http://missionealboran.wordpress.com/

«I progressi scientifici e tecnologici consentono, oggi, il raggiungimento di obiettivi che fino a pochi anni fa erano impossibili e permettono di coniugare la conservazione ambientale con le nuove urgenze della società. Consapevoli di queste esigenze – spiega Franco Bonanini, Presidente del Parco Nazionale Cinque Terre – abbiamo deciso di sostenere un’importante iniziativa scientifica, convinti che le nostre risorse più preziose vadano preservate con senso di responsabilità.»

Le tappe di Adriatica

24 agosto Trapani, 25 agosto Capo Teulada in Corsica, 26 agosto Palma Isole Baleari, dal 29 agosto al 7 settembre Club del Mar di Almeria in Spagna, 9 settembre Ciudadela, Isole Baleari, 10 settembre Corsica, 12 e 13 settembre a Rosignano e dal 25 al 27 settembre a Riomaggiore. Il borgo delle Cinque Terre ospiterà l'evento conclusivo durante il quale saranno divulgati i risultati della ricerca.

Una bella dozzina in mare La prestigiosa Rossa della mare, è un Cutter (barca con un solo albero, ma con due vele a prua) di quasi 22 metri. Ha 4 cabine ciascuna con proprio bagno e può ospitare 6 ospiti oltre all'equipaggio. Adriatica possiede una centrale di navigazione all'avanguardia ed è dotata di sistemi di comunicazione moderni: telefono satellitare, e-mail, radio SSB. Pannelli solari e pale a vento producono energia pulita. A realizzare gli studi un team composto da 12 ricercatori e studenti del National Oceanography Centre di Southampton (NOCS) e dell'Environmental Ocean Team (EOT), tra cui Debora Iglesias-Rodriguez, biologa marina del National Oceanography Centre, Southampton, guida l’ innovativa ricerca sulle bioluminescenza. Il National Oceanography Centre, Southampton (NOCS) è un centro all'avanguardia nella ricerca sugli oceani e sul loro impatto climatico. Gli scienziati del NOCS portano avanti una notevole quantità e varietà di ricerche sulla fisica e biologia del mare, per scoprire e svelare i meccanismi che regolano le dinamiche oceaniche e i loro effetti sugli ecosistemi marini ed i cambiamenti climatici. Emilio Tesi, direttore Environmental Ocean Team LTD, spiega. " E' un’iniziativa di alto valore scientifico, con un'attenzione particolare al rispetto dell'ambiente e alla condivisione del sapere con un pubblico sempre più vasto; inoltre l'idea di condurre ricerca oceanografica con l'utilizzo di imbarcazioni a vela tutt, le volte che questo sia possibile, è uno dei tratti base della filosofia di EOT, nel nome di una didattica e di una informazione scientifica efficace, accattivante e vicina ai problemi attuali. Infatti a ricerca terminata, l'Environmental Ocean Team, si impegna alla divulgazione, anche in ambito scolastico, dei risultati ottenuti. Silvia Merlino, del Laboratorio Informando (CNR), team diretto dal dott. Marco Bianucci, esperto nel ramo dei sistemi dinamici complessi e delle fonti rinnovabili. Il team è attivo da molti anni nel campo della divulgazione e della didattica scientifica. Collabora con le scuole in progetti didattici, ha realizzato e organizzato mostre e strumenti multimediali e ha partecipato e coordinato numerosi progetti ministeriali e europei rivolti alla diffusione della cultura scientifica. Jacopo Buccarelli per EOT, operatore audio video per le riprese a bordo di Adriatica. Filippo Mennuni, comandante di Adriatica. «Questa avventura rappresenta anche la simbolica unione delle coste del Mediterraneo e dei Parchi Marini delle nazioni che toccheremo nel viaggio con le coste della splendida Liguria e il Parco delle Cinque Terre, simbolo internazionale di salvaguardia naturale. Sarà forse il mare a salvare la terra?» John T. Allen è un Oceanografo fisico al National Oceanography Center di Southampton. Ha partecipato a numerose campagne Oceanografiche in tutto il mondo dirigendone alcune. Negli ultimi anni della sua carriera si è dedicato allo studio delle dinamiche associate a fronti e vortici in termini Fisico-Biologici. John è un membro onorario di Environmental Ocean Team.


Turbolenze in oceano aperto

In una pionieristica collaborazione fra il National Oceanography Centre di Southampton, Enviromental Ocean Team e il CNR (laboratorio Informando), un team multidisciplinare di ricercatori e studenti condurrà per la prima volta uno studio di turbolenza in oceano aperto sul fronte Almeria-Oran (Mare di Alboran) in quella parte di Mediterraneo Occidentale sita tra Spagna e Africa in prossimità dello stretto di Gibilterra, dove l'acqua salata e calda del Mediterraneo incontra quella più fredda e meno salata dell'Oceano Atlantico. L'interazione fra queste due acque dalle proprietà fisiche diverse, conferisce a questa regione caratteristiche idrodinamiche uniche, che a loro volta influenzano l’intero ecosistema e lo rendono un habitat importante per uccelli marini, tartarughe e delfini. Il mescolamento dell'acqua Atlantica con quella Mediterranea, insieme alle caratteristiche del fondale, dà origine a un fronte (Almeria-Oran Front) nella parte orientale del Mare di Alboran. La corrente in prossimità di questo fronte forma meandri, vortici e turbolenza associata . Si pensa che tale turbolenza sia importante nel distribuire i nutrienti che sono alla base della catena alimentare di questo ecosistema. Tale turbolenza non è stata studiata ad oggi in oceano aperto: infatti gli studi sono stati condotti quasi esclusivamente in laghi e fiordi. Per il team è un'occasione unica di uno studio di alto livello sulla turbolenza e sulle caratteristiche idrologiche della colonna d'acqua in questa regione. La campagna National Oceanography Centre, Southampton, Enviromental Ocean Team e Informando, della durata di 7-10 giorni e verrà condotta a bordo di Adriatica (l'imbarcazione dei Velisti per Caso), che è risultata essere un’imbarcazione adatta a questo scopo. L’obbiettivo di questo studio è quello di spiegare come mai il Mare di Alboran costituisca un così importante habitat per le svariate forme di vita marine che lo popolano, e scoprire quindi anche nuovi strumenti per preservare le risorse del Nostro Mare. Studio della bioluminescenza come indicatore delle alghe tossiche La capacità di alcuni organismi di emettere luce (bioluminescenza) acquista nell’oceano una valenza particolare; infatti succede che varie alghe bioluminescenti formino fioriture algali tossiche. Debora Iglesias-Rodriguez del NOCS, una biologa molecolare marina di fama mondiale, sarà a bordo di Adriatica nel mare di Alboran per condurre uno studio sui dinoflagellati, un gruppo importante di alghe che possono risultare tossiche per l’ambiente e che sono presenti anche nel Mediterraneo. Mediante osservazione diretta e lo studio dei geni dei campioni prelevati durante la campagna, Debora studierà l’incidenza delle specie bioluminescenti sul totale dei dinoflagellati, e la loro tossicità.


Questo studio contribuirà a estendere la nostra conoscenza delle fioriture algali tossiche nel Mediterraneo, che hanno un impatto significativo sull’intero ecosistema marino, a volte con ripercussioni importanti anche a livello economico e sociale.