Spett.le Redazione,
solo oggi leggo con stupore l’articolo pubblicato in data 11 Luglio u.s. da Filippo Andrea Di Giorgio, rappresentante della non meglio identificata Associazione “Emanuele e Leopoldo Notarbartolo” e, considerato il contenuto dell’articolo gravemente diffamatorio anche nei miei confronti, riservandomi ogni necessaria azione giudiziaria a tutela dei miei diritti in sede sia civile sia penale, per parità di informazione, chiedo di pubblicare con identica forma e pari rilievo, integralmente, le seguenti repliche:
Preliminarmente non ritengo che una Agenzia di informazione e una testata giornalistica seria come io ritengo sia la Vostra, possa rendere pubbliche sedicenti “riflessioni” palesemente diffamatorie, faziose e certamente non costituenti “segnalazioni sulla vita amministrativa-politica della Città dei Mosaici”, bensì spudorati attacchi di carattere politico (e non certamente tecnico-gestionale) all’operato dell’Amministrazione, finalizzati palesemente ad accentuare strumentalmente l’attenzione sull’attuale Amministrazione, pur commentando atti posti in essere dalle Amministrazioni precedenti.
Palesemente diffamatorie, siccome non rispondenti al vero, sono infatti le frasi usate da Filippo Andrea Di Giorgio sulla sussistenza di “marcio” nella riscossione delle tariffe, sulla sussistenza di “fatiche inenarrabili” per avere i dati relativi alla riscossione dell’acqua, sull’attività gestionale definita “perniciosa” per le casse comunali, sulla sussistenza di uno “scatafascio contabile”, sul “fallimento dell’attività di riscossione”, sull’attestazione che “gran parte di questi crediti non possono essere più esatti”, che “per i crediti antecedenti al 2003” nessun cittadino è più tenuto a pagare, dichiarazioni non rispondenti al vero e che ritengo di poter smentire, per quanto riguarda gli aspetti dell’attività professionale da me svolta e che è stata oggetto di censure, con le brevi osservazioni qui di seguito esposte.
Preciso che non intendo polemizzare sulle affermazioni del tutto gratuite e irrilevanti che Filippo Andrea Di Giorgio utilizza più volte nell’articolo allorché, richiamando atti che riguardano esclusivamente la mia attività professionale, continua a ripetere e sottolineare che l’avv. Antonino Minacapilli , com’è noto, è il cognato dell’attuale Sindaco Nigrelli.
Trattandosi di commenti riguardanti atti amministrativi e incarichi posti in essere dalle precedenti Amministrazioni, i continui richiami ai miei rapporti di parentela con l’attuale Sindaco appaiono del tutto irrilevanti e gratuiti: non mi permetterei mai di dire, parlando di Filippo Andrea Di Giorgio, di cui ho acquisito recentemente informazioni essendo egli sconosciuto nel mio settore professionale, che egli, come è noto, “è un Vigile Urbano in Gela”, in quanto tale circostanza sarebbe del tutto irrilevante sia per i lettori sia per l’argomento tecnico trattato.
Tale circostanza personale potrebbe invece giustificare una carena di dimestichezza con le questioni tecnico-giuridiche oggetto di censure.
Le gratuite dichiarazioni esternate nei miei confronti e i diffamatori e ingiuriosi paragoni a personaggi della Letteratura esternati da Filippo Andrea Di Giorgio saranno oggetto di separata valutazione nelle competenti sedi giudiziarie, che mi riservo di adire a tutela del mio nome e della mia immagine professionale acquisita in 25 anni di attività.
Ma andiamo alla questione tecnica del recupero dell’acqua tanto criticata da Filippo Andrea Di Giorgio il quale dichiara di rappresentare l’Associazione Emanuele e Leopoldo Notarbartolo.
L’incarico per la riscossione dei canoni per consumo di acqua mi fu affidato nel lontano anno 1999, mediante stipula con il Dirigente dell’Ufficio Tecnico Ing. Mario Duminuco del relativo disciplinare, avente per oggetto il recupero dei crediti per canoni di acqua non riscossi, incarico da espletare negli anni 1999, 2000 e 2001.
L’incarico ebbe per oggetto anche attività preliminari al recupero dei crediti, quale la catalogazione in un archivio informatico di tutti i contribuenti morosi (ricordo che all’epoca presso l’Ufficio Acqua del Comune vi erano ancora le schede cartacee per ogni singolo utente).
Evidenzio che la fatturazione dei consumi da parte del Comune avveniva dopo qualche anno da quello di riferimento.
L’incarico prevedeva pertanto l’invio di lettere semplici di sollecito di pagamento e soltanto in una seconda fase l’invio di lettere raccomandate.
Le due fasi di diffida erano necessarie a causa della irreperibilità, del decesso, del trasferimento di vari utenti, di case inabitate, situazioni accertate per mezzo delle numerosissime bollette che per più anni erano tornate indietro all’Ufficio Acqua.
Il mio lavoro di preventiva catalogazione in archivio informatico e di successivo invio di lettere semplici era pertanto finalizzato a individuare, con costi minimi di spedizione postale, quegli utenti che fossero ancora reperibili per i consumi degli anni pregressi rimasti insoluti.
L’attività di catalogazione in archivio informatico di migliaia di utenti e di migliaia di posizioni insolute, di accertamento della loro esistenza in vita, delle esatte residenze anagrafiche, di eventuali trasferimenti di proprietà dell’immobile servito dall’utenza, dell’eventuale concessione in affitto dell’immobile,nonchè l’acquisizione di altre necessarie notizie prodromiche all’invio dei solleciti di pagamento, richiese un lavoro preventivo di circa un anno, a seguito del quale furono inviate a tutti gli utenti morosi, con un lavoro protrattosi per altri due anni, circa 2.200 lettere semplici, con l’anticipazione da parte dello scrivente professionista di tutte le spese postali.
Tale lavoro ebbe dei positivi risultati in quanto, a seguito di tali lettere, fu possibile individuare gli utenti che erano da ritenersi irreperibili per motivi vari, furono presentate tantissime istanze di rateazione (che interrompevano i termini di prescrizione), furono versati numerosissimi acconti sulle rateizzazione (che interrompevano i termini di prescrizione), furono recuperati crediti relativi agli anni 1994, 1995, 1996 e 1997 per importi notevoli (circa Lire 350.000.000 pari a circa Euro 181.000,00), rispetto ai numerosissimi utenti irreperibili.
I risultati dell’attività professionale di catalogazione informatica degli utenti e del recupero dei crediti con lettere semplici furono da me comunicati all’Amministrazione dell’epoca, evidenziando che per i numerosissimi utenti irreperibili e/o morosi sarebbe stato necessario effettuare controlli in loco per disattivare all’occorrenza le utenze non utilizzate o quello in mora con i pagamenti.
Il disciplinare del 23.3.1999 aveva durata triennale per gli anni 1999, 2000 e 2001 e pertanto, scaduto il termine, evidenziai che la prosecuzione del mandato (solleciti con racc. a. r. e azioni giudiziarie con procure sottoscritte singolarmente dal Sindaco) richiedeva il rinnovo del contratto professionale.
Misi comunque a disposizione dell’Ufficio Acqua l’archivio informatico da me predisposto e continuai a seguire i pagamenti dei debiti che erano stati rateizzati dai Cittadini.
Ricordo che le Amministrazioni che si sono succedute durante lo svolgimento delle mie prestazioni non vollero mai procedere al distacco delle forniture, ritenendo l’acqua un bene primario per i Cittadini.
Dopo qualche anno, nel Marzo del 2007 ricevetti la nota dell’Ufficio Tecnico che mi chiedeva di riavviare il recupero dei crediti per consumi di acqua degli anni pregressi rimasti insoluti, e ciò con preventiva raccomandata a. r. ed azioni legali, sulla base dei dati risultanti dal mio archivio informatico, che avevo continuato ad aggiornare con le comunicazioni che mi erano pervenute dall’Ufficio Acqua.
Venne pertanto stipulato in data 27.4.2007 con il Dirigente dell’Ufficio Tecnico ing. Mario Duminuco il disciplinare di incarico integrativo nel quale, preso atto dell’avvenuto recupero di canoni pregressi per Lire 350.475.771 pari a Euro 181.005,63, preso atto che il servizio idrico era passato all’ATO idrico dall’anno 2005, si chiedeva allo scrivente Professionista di recuperare i crediti per consumi di acqua relativi agli anni pregressi fino al 2003, in base all’elenco aggiornato degli utenti morosi che l’Ufficio Acqua aveva trasmesso al mio Studio con nota del 4 Aprile 2007.
Nello stesso disciplinare di incarico si dava atto che era in corso la fatturazione relativa all’anno 2004 e che l’incarico professionale avrebbe avuto durata triennale per gli anni solari 2007, 2008 e 2009.
Sulla base di tale incarico professionale integrativo, stipulato a distanza di circa otto anni dal primo incarico risalente all’anno 1999, lo scrivente ha proceduto all’aggiornamento di tutto l’archivio informatico, inserendo i nuovi utenti morosi, i pagamenti effettuati negli anni precedenti, le istanze di rateizzazione definite e pendenti, i nuovi indirizzi aggiornati, e ha predisposto le lettere raccomandate per diffida di pagamento.
I nuovi utenti morosi erano oltre 3.100 e la predisposizione nonché l’invio delle lettere raccomandate, con la ricostruzione e l’indicazione per ciascun utente moroso di tutti gli importi pregressi risultanti insoluti, ha richiesto un lavoro di circa due anni (2007 e 2008).
L’invio delle oltre 3.100 raccomandate a.r. ha comportato l’anticipazione da parte dello scrivente (come per contratto) delle relative spese postali di spedizione, pari a circa a Euro 11.000,00.
Nel corso del corrente anno 2009 il sottoscritto sta ricevendo i dati relativi ai consumi non pagati relativi all’anno 2004, per i quali sta inviando le richieste di pagamento agli utenti morosi.
L’attività di recupero dei crediti pregressi svolta in base all’ultimo incarico del 2007 ha prodotto i seguenti risultati:
- ha permesso di interrompere tutti i termini di prescrizione nei confronti degli utenti morosi, già interrotti in passato con l’invio delle bollette e gli altri atti sopra indicati;
- ha permesso di incassare ulteriori Euro 130.000,00 circa, oltre alle spese di spedizione postale;
- ha permesso agli utenti di rateizzare i pagamenti delle somme più elevate, pagamenti che sono in corso;
- ha permesso di individuare i crediti irrecuperabili per varie cause (decesso, trasferimento, casa disabitata, passaggio di proprietà dell’immobile, irreperibilità del destinatario ecc.), ammontanti a circa Euro 585.000,00;
- ha permesso di recepire le contestazioni dei cittadini su contatori non funzionanti, su consumi errati, su consumi mai effettuati, su mancate volture di passaggi di proprietà, ecc;
- ha fornito i dati necessari ad iniziare le azioni legali di recupero soltanto nei confronti degli utenti che permangono in stato di morosità senza alcuna giustificazione;
- ha permesso di evitare l’avvio di azioni giudiziarie inutili e dispendiose per il Comune, nei confronti di utenti irreperibili, deceduti o comunque insolventi per giustificate ragioni, azioni che avrebbero comportato un indubbio vantaggio economico per lo scrivente Professionista (stante l’obbligo del Comune di pagare le spese legali anche per procedure giudiziarie ed esecutive non andate a buon fine) e un danno certo per l’Ente.
Sul punto basti pensare che l’avvio delle azioni giudiziarie (decreti ingiuntivi) verso i circa 1400 utenti morosi (i cui crediti sono risultati irrecuperabili per le ragioni sopra indicate) avrebbe comportato per il Comune una spesa certa a favore dello scrivente Legale di circa Euro 350.000,00 (Euro 250,00 in media per ogni azione giudiziaria intrapresa e non andata a buon fine) !!!.
Lo scrivente, quasi con lo stesso lavoro necessario per predisporre oltre 3.100 lettere raccomandate, avrebbe ben potuto facilmente proporre nell’anno 2007 al Comune l’avvio diretto delle azioni giudiziarie (decreti ingiuntivi) indistintamente verso tutti gli utenti morosi: tale attività professionale avrebbe comportato per il Comune una spesa certa a favore dello scrivente Legale di circa Euro 350.000,00 (Euro 250,00 in media per ogni azione giudiziaria intrapresa e non andata a buon fine) e un mancato incasso certo di circa Euro 585.000,00 relativo alle posizioni di circa 1.400 utenti risultati insolventi per i motivi vari sopra indicati, con un danno complessivo di circa Euro 935.000,00.
L’attività di preliminare diffida con raccomandate a.r. ha invece permesso l’ulteriore incasso di circa Euro 130.000,00, il recupero di buona parte delle spese postali, la presentazione di varie istanze di rateizzazione, da cui deriveranno ulteriori incassi nei prossimi mesi.
Evidenzio che sulla base dei crediti da recuperare relativi all’anno 2004, recentemente consegnati al mio Studio, è stata avviata l’attività di diffida al pagamento per raccomandata, i cui versamenti stanno infatti affluendo nelle casse comunali, con recupero di gran parte delle spese postali.
I risultati delle ultime attività di recupero potranno essere valutati a fine anno, allorché sarà ultimato l’invio di tutte le diffide relative alle posizioni morose dell’anno 2004, e saranno accertati i relativi incassi.
Evidenzio che dall’anno 2005 la competenza alla gestione e all’esazione dei consumi di acqua è stata trasferita per legge all’Ato idrico di Enna.
I dati sopra riportati, supportati da atti e documenti certi e incontestabili, permettono di confutare e smentire quanto contenuto nell’articolo pubblicato temerariamente da Andrea Filippo Di Giorgio e permettono di effettuare queste ultime osservazioni e conclusioni:
- non si capisce quali “fatiche inenarrabili” abbia affrontato e sostenuto Andrea Filippo Di Giorgio nell’acquisizione dei dati relativi al recupero dei canoni idrici degli anni pregressi, poiché i relativi dati sono stati forniti con tempestività (previa acquisizione delle informazioni necessarie presso l’Ufficio Acqua e presso lo Studio dello scrivente Professionista) dal Dirigente dell’Ufficio Tecnico Ing. Mario Duminuco, su istanza avanzata dal Consigliere Giuseppe Falcone;
- le fatiche inenarrabili di Andrea Filippo Di Giorgio sono consistite forse nella mera lettura delle relazioni fornite dall’Ufficio Tecnico al Consigliere Giuseppe Falcone ?
- non si capisce cosa ci sia di “marcio” nell’attività tecnica, gestionale e professionale sopra descritta, svolta diligentemente durante gli anni oggetto di incarico e con risultati ottimali;
- l’attività di recupero dei canoni idrici ha permesso all’Ente di incassare notevoli somme, senza anticipare né spese vive né tantomeno spese legali, pagate sempre a fine mandato sulla base dei risultati raggiunti;
- non si capisce perché l’attività di recupero dei crediti idrici viene definita “perniciosa” per le casse comunali e perché sia definita un “fallimento”;
- non si capisce a cosa si riferisca lo “scatafascio contabile”;
- non è assolutamente vero “per i crediti antecedenti al 2003” nessun Cittadino è più tenuto a pagare, in quanto Filippo Andrea Di Giorgio dovrebbe precisare (nell’esercizio del sedicente dovere di informazione dei cittadini), che:
* i crediti antecedenti al 2003 non devono essere pagati soltanto se non vi è alcun atto interruttivo della prescrizione (quali invio di bollette non contestate, invio di lettere non contestate, pagamento di acconti, presentazione di istanze di rateizzazione, pagamento di rate di piani di rientro);
* in mancanza di tali presupposti, il pagamento va effettuato.
E’ grave che Filippo Andrea Di Giorgio spinga i Cittadini ignari (per i quali sussistono le cause di interruzione della prescrizione) a non pagare le somme dovute fino al 2003, esponendo i Cittadini al rischio di azioni legali che li obbligheranno a pagare anche le spese di causa.
Oltre a tali rilevanti informazioni tecniche Filippo Andrea Di Giorgio, disquisendo anzi sproloquiando sul recupero dei canoni idrici posto in essere dal Comune, avrebbe dovuto comunicare ai lettori, per dovere di informazione leale e trasparente, anche le positive azioni poste in essere dal Comune nel settore, quali:
- il mancato distacco dell’acqua nei confronti di tutti gli utenti morosi, che le Amministrazioni precedenti non hanno mai voluto attuare nei confronti dei Cittadini morosi, nonostante l’alta percertuale di mancati pagamenti di acqua, e ciò per encomiabili ragioni sociali e di solidarietà (evidenzio che la stampa già segnala i primi distacchi che l’Ato idrico sta effettuando in vari Comuni dell’Ennese);
.- la realizzazione e il completamento dell’impianto di depurazione sito in contrada Indirizzo, effettuato anche attraverso i canoni di depurazione incassati dal Comune fino all’anno 2003 (che pertanto non sono rimborsabili come previsto dalla Legge), impianto di depurazione a servizio dei cittadini piazzesi che è stato consegnato completo e funzionante all’Ato Idrico di Enna;
- il rimborso e/o l’annullamento del canone di depurazione relativo all’anno 2004 deliberato dall’Amministrazione Nigrelli, che infatti è rimborsabile ai Cittadini e che è stato eliminato dalle richieste di pagamento relative all’anno 2004, in corso di spedizione.
In relazione all’operato professionale dello scrivente, quanto sopra esposto e documentato è sufficiente per:
- evidenziare il contenuto falso, ingiurioso e tendenzioso dell’articolo pubblicato da Andrea Filippo Di Giorgio, che sarà oggetto di più attenta valutazione nelle sedi giudiziarie competenti;
- dimostrare che l’attività professionale oggetto di mandato è stata sempre svolta e continua a essere svolta dallo scrivente con diligenza durante tutti gli anni oggetto di incarico (1999, 2000 e 2001 e poi 2007, 2008 e 2009);
- dimostrare che le notevoli somme per spese postali anticipate dallo scrivente e l’incasso degli onorari soltanto al termine delle prestazioni e sulla base del risultati conseguiti a percezione hanno apportato vantaggi finanziari ed economici per l’Ente mandante, che non ha mai anticipato per il recupero dei canoni idrici né spese vive né compensi professionali.
Inoltre:
- la predisposizione dell’archivio informatico da parte dello Studio Legale dello scrivente ha permesso l’agevole gestione dell’attività di recupero dei crediti, evitando atti e azioni inutili e dispendiose per l’Ente, archivio che ancora oggi è continuamente aggiornato e utilizzato nella gestione delle pratiche;
- l’incarico nel 2007 conferito dalla precedente Amministrazione ad un altro Professionista avrebbe comportato la predisposizione di un nuovo archivio da parte del nuovo Professionista e il trasferimento di tutto l’archivio cartaceo sull’attività pregressa che occupa quasi una stanza;
- l’avvio indistinto e certamente irresponsabile da parte dello scrivente di azioni legali nei confronti di tutti gli utenti morosi individuati nell’anno 2007 (oltre 3.000) avrebbe comportato per il Comune ingenti spese legali in gran parte non recuperabili;
- l’avvenuta individuazione dei crediti irrecuperabili per i motivi sopra indicati permetterà di avviare le azioni legali soltanto per i crediti ritenuti recuperabili.
Quanto sopra dimostra che lo scrivente ha sempre operato professionalmente con serietà e diligenza, non speculando sugli incarichi professionali ricevuti, consigliando al Cliente soluzioni e azioni finalizzate a conseguire vantaggi effettivi, evitando di compiere attività inutili e dispendiose che sarebbero finalizzate soltanto all’emissione della parcella.
Come ultima nota evidenzio, considerando gli inutili richiami alla mia parentela con l’attuale Sindaco, che l’Amministrazione Nigrelli, nonostante io sia accreditato nell’elenco dei Professionisti del Comune di Piazza Armerina, non mi ha conferito alcun nuovo incarico professionale (che, ricordo ai lettori, è un mandato fiduciario finalizzato alla migliore risoluzione di un problema giuridico, e non certamente un contributo a fondo perduto!!!).
Ritengo di aver fornito i necessari chiarimenti ai lettori, invitando chi ha sollevato tendenziosamente l’inutile polemica di continuare ad occuparsi di traffico urbano, al quale è evidentemente molto più portato, evitando di tentare di apparire strumentalmente (utilizzando la stessa citazione utilizzata da Filippo Andrea Di Giorgio) come un Don Abbondio, che veniva paragonato ad un vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro…..!!.
Grazie. Avv. Antonino Minacapilli.