Dal 15 al 18 settembre
Mercoledì 16 settembre - ore 18:30 Hotel Royal – Via Maccaferri, 15 Tavola Rotoda “Invertire la rotta?” Gianfranco Schiavone, direttivo ASGI Leonardo Marino, avvocato socio ASGI-Sicilia Antonella Basitone, UNHCR – Sicilia Dagmawi Yimer , regista del film “Come un uomo sulla terra” Luciana Castellina, Giornalista Antonella Inverno, ufficio legale Save the Children, Italia Coordina Sabrina Morena, festival S/paesati di Trieste |
La prima edizione del Lampedusainfestival organizza una tavola rotonda sui migranti e sui problemi dell’isola, il comune più a sud d’Italia,
Ora la tragedia del 20 agosto porta con estrema urgenza la necessità di trattare alcuni argomenti. In molti altri casi, purtroppo, le tragedie avvengono senza testimoni, senza giornalisti scomodi, e senza neppure riconoscere la buona fede dei superstiti, al punto che si arriva a mettere in discussione persino quanto dichiarato dalle organizzazioni umanitarie che operano, in regime di convenzione con lo stesso ministero dell’interno, negli interventi di prima accoglienza. “A seguito degli accordi italo-libici” scrive Fulvio Vassallo Paleologo ( Il Protocollo operativo del dicembre 2007 e il Trattato di amicizia italo libico dell’agosto 2008) e soprattutto a seguito delle “intese operative” segrete intercorse tra questi due paesi dopo i viaggi di Ministri e funzionari di polizia tra Roma e Tripoli (e viceversa) nei primi mesi del 2009, ma anche dopo la “storica” visita di Gheddafi a Roma nel giugno scorso, le unità militari italiane, intendiamo della Marina Militare, coinvolte nelle attività di “pattugliamento congiunto” con le motovedette italo-libiche (donate a Gheddafi dal governo italiano, battenti dunque bandiera libica, ma sulle quali dovrebbe trovarsi anche personale militare italiano), operano interventi di “respingimento collettivo” con la riconsegna alle autorità libiche di quanti vengono intercettati in acque internazionali, più spesso al limite delle acque territoriali di quel paese, considerata la ridotta autonomia operativa dei mezzi donati alla guardia costiera libica. Il coordinamento degli interventi di pattugliamento congiunto è affidato ad una unità di coordinamento libica, d’intesa con le autorità italiane (come risulta dal Protocollo operatvo Italia-Libia del dicembre 2007), mentre rimane sempre più evanescente il posizionamento e le reali funzioni delle unità aereonavali di FRONTEX, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, da tempo impegnata nel Canale di Sicilia con operazione tanto dispendiose quanto prive di qualsiasi effettiva incidenza”.
Ufficio stampa: Gigi Piga