martedì 1 settembre 2009

ADRIATICA: DALLE CINQUE TERRE AL MARE DI ALBORÀN E RITORNO PER MONITORARE UNA ZONA NEVRALGICA DEL MEDITERRANEO

A bordo di Adriatica un team multidisciplinare del National Oceanography Centre di Southampton (NOCS), dell'Environmental Ocean Team (EOT) e del CNR. Obbiettivi della Missione Alboràn, patrocinata dal Parco Nazionale delle Cinque Terre, ricerca e divulgazione scientifica.

Lunedì 29 Agosto 2009



Sono iniziate le ricerche oceanografiche “Turbolenze in mare aperto” e “Studio della bioluminescenza come indicatore delle alghe tossiche” condotte a bordo di Adriatica, l'imbarcazione resa celebre dalla trasmissione “Velisti per Caso”, sul fronte Almeria-Oran (Mare di Alboran), patrocinate dal Parco Cinque Terre, realizzate dal National Oceanography Centre di Southampton (NOCS), dell'Environmental Ocean Team (EOT) e dal CNR (laboratorio Informando).

Adriatica infatti, mollati gli ormeggi da Trapani, ha rggiunto Almeria in Spagna, da dove si appresta a partire per il Mare di Alboran, quella particolare zona di Mediterraneo Occidentale, tra Spagna ed Africa in prossimità dello stretto di Gibilterra, dove l'acqua salata e calda del Mediterraneo incontra e si mescola con quella più fredda e meno salata dell'Oceano Atlantico. Il cocktail costituisce un importante e raro habitat per svariate forme di vita marine, condizione ottimale per condurre due studi e scoprire nuovi strumenti per preservare le risorse del Mare Nostro raccogliendo anche elementi sui cambiamenti globali climatici in atto.

Il primo, sulla turbolenza, raccoglierà dati per una maggiore comprensione delle dinamiche che governano la circolazione marina. Il secondo amplierà la conoscenza delle fioriture algali nel Mediterraneo, comprese quelle tossiche, che, come è noto, hanno un impatto significativo sull’intero ecosistema marino con importanti implicazioni socio economiche. Il tema ambientale rappresenta una sfida indispensabile a tutela delle nuove generazioni e richiede una vera e propria rifondazione delle strategie. Ampio spazio sarà dedicato anche alla comunicazione dell'iniziativa: a tal proposito è stato realizzato un blog, moderno diario di bordo, che sarà aggiornato in tempo reale con foto, video e commenti dell'equipaggio di Adriatica, http://missionealboran.wordpress.com/

«I progressi scientifici e tecnologici consentono, oggi, il raggiungimento di obiettivi che fino a pochi anni fa erano impossibili e permettono di coniugare la conservazione ambientale con le nuove urgenze della società. Consapevoli di queste esigenze – spiega Franco Bonanini, Presidente del Parco Nazionale Cinque Terre – abbiamo deciso di sostenere un’importante iniziativa scientifica, convinti che le nostre risorse più preziose vadano preservate con senso di responsabilità.»

Le tappe di Adriatica

24 agosto Trapani, 25 agosto Capo Teulada in Corsica, 26 agosto Palma Isole Baleari, dal 29 agosto al 7 settembre Club del Mar di Almeria in Spagna, 9 settembre Ciudadela, Isole Baleari, 10 settembre Corsica, 12 e 13 settembre a Rosignano e dal 25 al 27 settembre a Riomaggiore. Il borgo delle Cinque Terre ospiterà l'evento conclusivo durante il quale saranno divulgati i risultati della ricerca.

Una bella dozzina in mare La prestigiosa Rossa della mare, è un Cutter (barca con un solo albero, ma con due vele a prua) di quasi 22 metri. Ha 4 cabine ciascuna con proprio bagno e può ospitare 6 ospiti oltre all'equipaggio. Adriatica possiede una centrale di navigazione all'avanguardia ed è dotata di sistemi di comunicazione moderni: telefono satellitare, e-mail, radio SSB. Pannelli solari e pale a vento producono energia pulita. A realizzare gli studi un team composto da 12 ricercatori e studenti del National Oceanography Centre di Southampton (NOCS) e dell'Environmental Ocean Team (EOT), tra cui Debora Iglesias-Rodriguez, biologa marina del National Oceanography Centre, Southampton, guida l’ innovativa ricerca sulle bioluminescenza. Il National Oceanography Centre, Southampton (NOCS) è un centro all'avanguardia nella ricerca sugli oceani e sul loro impatto climatico. Gli scienziati del NOCS portano avanti una notevole quantità e varietà di ricerche sulla fisica e biologia del mare, per scoprire e svelare i meccanismi che regolano le dinamiche oceaniche e i loro effetti sugli ecosistemi marini ed i cambiamenti climatici. Emilio Tesi, direttore Environmental Ocean Team LTD, spiega. " E' un’iniziativa di alto valore scientifico, con un'attenzione particolare al rispetto dell'ambiente e alla condivisione del sapere con un pubblico sempre più vasto; inoltre l'idea di condurre ricerca oceanografica con l'utilizzo di imbarcazioni a vela tutt, le volte che questo sia possibile, è uno dei tratti base della filosofia di EOT, nel nome di una didattica e di una informazione scientifica efficace, accattivante e vicina ai problemi attuali. Infatti a ricerca terminata, l'Environmental Ocean Team, si impegna alla divulgazione, anche in ambito scolastico, dei risultati ottenuti. Silvia Merlino, del Laboratorio Informando (CNR), team diretto dal dott. Marco Bianucci, esperto nel ramo dei sistemi dinamici complessi e delle fonti rinnovabili. Il team è attivo da molti anni nel campo della divulgazione e della didattica scientifica. Collabora con le scuole in progetti didattici, ha realizzato e organizzato mostre e strumenti multimediali e ha partecipato e coordinato numerosi progetti ministeriali e europei rivolti alla diffusione della cultura scientifica. Jacopo Buccarelli per EOT, operatore audio video per le riprese a bordo di Adriatica. Filippo Mennuni, comandante di Adriatica. «Questa avventura rappresenta anche la simbolica unione delle coste del Mediterraneo e dei Parchi Marini delle nazioni che toccheremo nel viaggio con le coste della splendida Liguria e il Parco delle Cinque Terre, simbolo internazionale di salvaguardia naturale. Sarà forse il mare a salvare la terra?» John T. Allen è un Oceanografo fisico al National Oceanography Center di Southampton. Ha partecipato a numerose campagne Oceanografiche in tutto il mondo dirigendone alcune. Negli ultimi anni della sua carriera si è dedicato allo studio delle dinamiche associate a fronti e vortici in termini Fisico-Biologici. John è un membro onorario di Environmental Ocean Team.


Turbolenze in oceano aperto

In una pionieristica collaborazione fra il National Oceanography Centre di Southampton, Enviromental Ocean Team e il CNR (laboratorio Informando), un team multidisciplinare di ricercatori e studenti condurrà per la prima volta uno studio di turbolenza in oceano aperto sul fronte Almeria-Oran (Mare di Alboran) in quella parte di Mediterraneo Occidentale sita tra Spagna e Africa in prossimità dello stretto di Gibilterra, dove l'acqua salata e calda del Mediterraneo incontra quella più fredda e meno salata dell'Oceano Atlantico. L'interazione fra queste due acque dalle proprietà fisiche diverse, conferisce a questa regione caratteristiche idrodinamiche uniche, che a loro volta influenzano l’intero ecosistema e lo rendono un habitat importante per uccelli marini, tartarughe e delfini. Il mescolamento dell'acqua Atlantica con quella Mediterranea, insieme alle caratteristiche del fondale, dà origine a un fronte (Almeria-Oran Front) nella parte orientale del Mare di Alboran. La corrente in prossimità di questo fronte forma meandri, vortici e turbolenza associata . Si pensa che tale turbolenza sia importante nel distribuire i nutrienti che sono alla base della catena alimentare di questo ecosistema. Tale turbolenza non è stata studiata ad oggi in oceano aperto: infatti gli studi sono stati condotti quasi esclusivamente in laghi e fiordi. Per il team è un'occasione unica di uno studio di alto livello sulla turbolenza e sulle caratteristiche idrologiche della colonna d'acqua in questa regione. La campagna National Oceanography Centre, Southampton, Enviromental Ocean Team e Informando, della durata di 7-10 giorni e verrà condotta a bordo di Adriatica (l'imbarcazione dei Velisti per Caso), che è risultata essere un’imbarcazione adatta a questo scopo. L’obbiettivo di questo studio è quello di spiegare come mai il Mare di Alboran costituisca un così importante habitat per le svariate forme di vita marine che lo popolano, e scoprire quindi anche nuovi strumenti per preservare le risorse del Nostro Mare. Studio della bioluminescenza come indicatore delle alghe tossiche La capacità di alcuni organismi di emettere luce (bioluminescenza) acquista nell’oceano una valenza particolare; infatti succede che varie alghe bioluminescenti formino fioriture algali tossiche. Debora Iglesias-Rodriguez del NOCS, una biologa molecolare marina di fama mondiale, sarà a bordo di Adriatica nel mare di Alboran per condurre uno studio sui dinoflagellati, un gruppo importante di alghe che possono risultare tossiche per l’ambiente e che sono presenti anche nel Mediterraneo. Mediante osservazione diretta e lo studio dei geni dei campioni prelevati durante la campagna, Debora studierà l’incidenza delle specie bioluminescenti sul totale dei dinoflagellati, e la loro tossicità.


Questo studio contribuirà a estendere la nostra conoscenza delle fioriture algali tossiche nel Mediterraneo, che hanno un impatto significativo sull’intero ecosistema marino, a volte con ripercussioni importanti anche a livello economico e sociale.