Lunedì 29 Agosto 2009
Sono iniziate le ricerche oceanografiche “Turbolenze in mare aperto” e “Studio della bioluminescenza come indicatore delle alghe tossiche” condotte a bordo di Adriatica, l'imbarcazione resa celebre dalla trasmissione “Velisti per Caso”, sul fronte Almeria-Oran (Mare di Alboran), patrocinate dal Parco Cinque Terre, realizzate dal National Oceanography Centre di Southampton (NOCS), dell'Environmental Ocean Team (EOT) e dal CNR (laboratorio Informando).
Adriatica infatti, mollati gli ormeggi da Trapani, ha rggiunto Almeria in Spagna, da dove si appresta a partire per il Mare di Alboran, quella particolare zona di Mediterraneo Occidentale, tra Spagna ed Africa in prossimità dello stretto di Gibilterra, dove l'acqua salata e calda del Mediterraneo incontra e si mescola con quella più fredda e meno salata dell'Oceano Atlantico. Il cocktail costituisce un importante e raro habitat per svariate forme di vita marine, condizione ottimale per condurre due studi e scoprire nuovi strumenti per preservare le risorse del Mare Nostro raccogliendo anche elementi sui cambiamenti globali climatici in atto.
Il primo, sulla turbolenza, raccoglierà dati per una maggiore comprensione delle dinamiche che governano la circolazione marina. Il secondo amplierà la conoscenza delle fioriture algali nel Mediterraneo, comprese quelle tossiche, che, come è noto, hanno un impatto significativo sull’intero ecosistema marino con importanti implicazioni socio economiche. Il tema ambientale rappresenta una sfida indispensabile a tutela delle nuove generazioni e richiede una vera e propria rifondazione delle strategie. Ampio spazio sarà dedicato anche alla comunicazione dell'iniziativa: a tal proposito è stato realizzato un blog, moderno diario di bordo, che sarà aggiornato in tempo reale con foto, video e commenti dell'equipaggio di Adriatica, http://missionealboran.wordpress.com/
«I progressi scientifici e tecnologici consentono, oggi, il raggiungimento di obiettivi che fino a pochi anni fa erano impossibili e permettono di coniugare la conservazione ambientale con le nuove urgenze della società. Consapevoli di queste esigenze – spiega Franco Bonanini, Presidente del Parco Nazionale Cinque Terre – abbiamo deciso di sostenere un’importante iniziativa scientifica, convinti che le nostre risorse più preziose vadano preservate con senso di responsabilità.»
Le tappe di Adriatica
24 agosto Trapani, 25 agosto Capo Teulada in Corsica, 26 agosto Palma Isole Baleari, dal 29 agosto al 7 settembre Club del Mar di Almeria in Spagna, 9 settembre Ciudadela, Isole Baleari, 10 settembre Corsica, 12 e 13 settembre a Rosignano e dal 25 al 27 settembre a Riomaggiore. Il borgo delle Cinque Terre ospiterà l'evento conclusivo durante il quale saranno divulgati i risultati della ricerca.
In una pionieristica collaborazione fra il National Oceanography Centre di Southampton, Enviromental Ocean Team e il CNR (laboratorio Informando), un team multidisciplinare di ricercatori e studenti condurrà per la prima volta uno studio di turbolenza in oceano aperto sul fronte Almeria-Oran (Mare di Alboran) in quella parte di Mediterraneo Occidentale sita tra Spagna e Africa in prossimità dello stretto di Gibilterra, dove l'acqua salata e calda del Mediterraneo incontra quella più fredda e meno salata dell'Oceano Atlantico. L'interazione fra queste due acque dalle proprietà fisiche diverse, conferisce a questa regione caratteristiche idrodinamiche uniche, che a loro volta influenzano l’intero ecosistema e lo rendono un habitat importante per uccelli marini, tartarughe e delfini. Il mescolamento dell'acqua Atlantica con quella Mediterranea, insieme alle caratteristiche del fondale, dà origine a un fronte (Almeria-Oran Front) nella parte orientale del Mare di Alboran. La corrente in prossimità di questo fronte forma meandri, vortici e turbolenza associata . Si pensa che tale turbolenza sia importante nel distribuire i nutrienti che sono alla base della catena alimentare di questo ecosistema. Tale turbolenza non è stata studiata ad oggi in oceano aperto: infatti gli studi sono stati condotti quasi esclusivamente in laghi e fiordi. Per il team è un'occasione unica di uno studio di alto livello sulla turbolenza e sulle caratteristiche idrologiche della colonna d'acqua in questa regione. La campagna National Oceanography Centre, Southampton, Enviromental Ocean Team e Informando, della durata di 7-10 giorni e verrà condotta a bordo di Adriatica (l'imbarcazione dei Velisti per Caso), che è risultata essere un’imbarcazione adatta a questo scopo. L’obbiettivo di questo studio è quello di spiegare come mai il Mare di Alboran costituisca un così importante habitat per le svariate forme di vita marine che lo popolano, e scoprire quindi anche nuovi strumenti per preservare le risorse del Nostro Mare. Studio della bioluminescenza come indicatore delle alghe tossiche La capacità di alcuni organismi di emettere luce (bioluminescenza) acquista nell’oceano una valenza particolare; infatti succede che varie alghe bioluminescenti formino fioriture algali tossiche. Debora Iglesias-Rodriguez del NOCS, una biologa molecolare marina di fama mondiale, sarà a bordo di Adriatica nel mare di Alboran per condurre uno studio sui dinoflagellati, un gruppo importante di alghe che possono risultare tossiche per l’ambiente e che sono presenti anche nel Mediterraneo. Mediante osservazione diretta e lo studio dei geni dei campioni prelevati durante la campagna, Debora studierà l’incidenza delle specie bioluminescenti sul totale dei dinoflagellati, e la loro tossicità.
Questo studio contribuirà a estendere la nostra conoscenza delle fioriture algali tossiche nel Mediterraneo, che hanno un impatto significativo sull’intero ecosistema marino, a volte con ripercussioni importanti anche a livello economico e sociale.