sabato 11 luglio 2009

LA RISCOSSIONE DELL’ACQUA …. CHE HA FATTO ACQUA DA TUTTE LE PARTI!!!

Che ci fosse stato del marcio nella riscossione delle tariffe dell’acqua fornita durante la gestione comunale ce ne eravamo accorti da tempo, fin da quando erano arrivate ai cittadini delle strane richieste di pagamento relative ad anni assai risalenti.

Ora che però finalmente siamo riusciti ad avere i dati di questa incredibile vicenda, dopo fatiche inenarrabili (sulle quali preferiamo stendere un velo pietoso per non ridicolizzare ulteriormente il Sindaco, che non ne ha peraltro bisogno, riuscendoci perfettamente da solo), ci sembra giusto informare di questi fatti l’opinione pubblica che ha diritto di sapere, di capire e, ovviamente, anche di giudicare autonomamente.

Per comprendere tuttavia quanto questa attività gestionale sia stata perniciosa per le casse comunali, ci sembra necessario, per correttezza, richiamare alcuni degli atti amministrativi che sono alla base di questo scatafascio contabile.

E segnatamente:

- la delibera di Giunta Municipale n. 83 del 22/03/1999, con la quale veniva conferito all’Avv. Antonino Minacapilli, che, come è noto, è il cognato dell’attuale Sindaco Nigrelli, un incarico per la riscossione delle tariffe dell’acqua potabile;

- il disciplinare di incarico del 23/03/1999, stipulato fra il Dirigente del Servizio dei Lavori Pubblici e l’Avv. Minacapilli, dal quale si evincono degli obblighi precisi e sul quale avremo modo di ritornare brevemente;

- la delibera di Giunta Municipale avente n. 168 del 12/09/2003, con la quale veniva confermato ancora all’Avv. Minacapilli l’incarico per la riscossione delle tariffe dell’acqua;

- il nuovo disciplinare di incarico, stipulato tardivamente (ed inutilmente) in data 27/04/2007 fra il Comune ed il professionista armerino.

Questo, in sintesi estrema, il complesso delle attività compiute dal Comune per recuperare le tariffe dai cittadini morosi.

A seguito di una istanza di accesso avanzata dal Consigliere comunale Giuseppe Falcone, il Servizio Lavori Pubblici, con nota prot. 12809 del 17/06/2009, ha comunicato che per gli anni compresi fra il 1994 e il 1997 l’importo delle tariffe riscosse dagli utenti è il seguente:

anno di riferimento

Credito verso utenti

Crediti recuperati

1994

54.038,56

20.108,28

1995

133.254,35

48.794,04

1996

160.352,02

31.731,79

1997

245.467,56

80.372,52

Totale

593.112,49

181.006,63

Come si evince dal superiore quadro, non credo di potere essere tacciato di pedanteria nel definire l’attività di riscossione un sostanziale fallimento, dal momento che la differenza fra i due totali, pari alla cifra di €. 412.105,86, testimonia da sola che qualcosa non ha funzionato a dovere.

Certo, per correttezza voglio avvertire il lettore che questi importi possono essere oggetto di rettifica per effetto di qualche rateazione ancora in corso ovvero di qualche riconoscimento di debito; pur tuttavia, è da ritenere realisticamente che questa cifra non sarà ritoccata in maniera da ridurne significativamente la consistenza.

Sorte migliore, peraltro, non sembra avere avuto l’incarico conferito al professionista per gli anni successivi al 1997 ( e per il quale siamo stati costretti ad avanzare una nuova istanza d’accesso, visto che il Comune aveva, speriamo in buona fede, riscontrato solo una parte delle nostre richieste).

Ed infatti, come si evince dalla nota prot. 12809 del 30/06/2009 del Responsabile del Servizio dei Lavori Pubblici, per gli anni compresi fra il 1998 ed il 2003, l’attività di riscossione dei predetti crediti ha avuto i seguenti deludenti risultati:

anno di riferimento

Crediti esigibili

Crediti riscossi

1998

1.015.992,64

821.462,86

1999

997.107,94

797.058,58

2000

1.061.575,61

820.771,98

2001

1.075.520,51

823.396,23

2002

1.024.008,50

784,648,69

2003

950.824,74

708.062,24

Totale

6.125.029,94

4.755.400,58

In questo caso l’importo non versato spontaneamente, e sul quale sarebbe dovuto intervenire, in seconda battuta il professionista armerino, è pari a €. 1.369.629,36. Questa somma, addenda a quella del precedente prospetto, raggiunge l’importo di €. 1.781.735,22. Bruscolini? Beh, magari sarò esagerato io, ma a me sembra una cifra esorbitante!

A questi rilievi deve essere aggiunto il fatto che gran parte di questi crediti non possono essere più esatti, appurato che oltre i cinque anni (e quindi per i crediti antecedenti al 2003) nessun cittadino è più tenuto a pagare.

Riteniamo che quanto sopra indicato apra delle interessanti riflessioni sulle modalità con le quali si è gestita tale attività recuperatoria (?) in questi anni.

1) Perché la riscossione di questi importi, in tutti questi anni, è stata appannaggio esclusivo del cognato del Sindaco, Avv. Antonino Minacapilli?

2) Perché non si è pensato invece di frazionare l’incarico fra più professionisti, anche per evitare di ingolfare un solo legale, oberato da una enorme mole di lavoro che, probabilmente, non è riuscito a riscontrare tempestivamente?

3) Perché in questi anni lo stesso professionista, invece di inviare delle diffide interruttive della prescrizione, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 2943, comma 4, del codice civile, e come peraltro gli imponeva anche l’art. 2, lett. C), del disciplinare di incarico del 23/03/1999, si è perlopiù limitato a mandare delle lettere con posta ordinaria, che hanno di fatto determinato l’inesigibilità del credito?

4) Perché nessuno ha mai voluto SERIAMENTE RELAZIONARE sulle attività amministrative, gestionali e contenziose in questa materia, mentre si cercava di fare passare sotto silenzio questo incredibile danno per le casse erariali?

5) Perché il predecessore dell’Ing. Duminuco (che se non ricordo male era proprio il soprannaturale Carmelo Nigrelli), negli anni in cui ricoprì il ruolo di responsabile del servizio, a fronte di crediti che stavano prescrivendosi, non ha adottato ovvero avviato nessuna concreta attività recuperatoria?

6) Perché l’attuale primo cittadino sta smaniando per chiudere l’ufficio acqua e trasferire la responsabile dell’unità operativa ad altre incombenze, malgrado ci siano ancora tante pendenze in atto ?

Misteri!!!

Per risolverli forse Carlo Lucarelli impiegherebbe 10 puntate di Blu Notte. A noi basterebbe invece solo una seduta di Consiglio comunale.

Qualche giorno fa il consigliere Filetti, in un moto di rara onestà in questi tempi così tristi, ha ammesso candidamente che in questa fase i consiglieri comunali non sono adeguatamente rappresentativi dell’opinione pubblica.

Ciò accade, a mio avviso, perché le istituzioni mostrano di essere sempre più lontane rispetto a quelle istanze avanzate dai cittadini che chiedono a gran voce l’efficienza, l’efficacia e l’economicità dell’azione amministrativa, unitamente ad una buona dose di trasparenza (non nel divulgare i dati personali degli amministrati, così come invece si fa sul sito del Comune, ci mancherebbe…….).

Ai consiglieri comunali veramente liberi, a fronte di un fatto della cui gravità è difficile dubitare, io mi permetto di lanciare un assist, chiedendo loro di verificare quanto in questi anni sia stata oculata la gestione dell’ente locale.

Chiedo cioè ufficialmente di istituire una commissione speciale di indagine, ai sensi dell’art. 32 bis del vigente Statuto comunale, al fine di acclarare se sia stato, così come sembrerebbe da questo carteggio, cagionato un danno contabile all’ente, ed anche al fine di capire chi ne sia, eventualmente, l’autore.

Anche perché, in questa fattispecie, i compensi impegnati per l’Avvocato Minacapilli (in un recente provvedimento l’Ing. Duminuco ha fatto vincolare ben 38.000 euro in favore del professionista armerino) sono assai più sostanziosi dai due capponi che il povero Lorenzo Tramaglino fu costretto a portare all’Avvocato Azzeccagarbugli…….

Filippo Andrea Di Giorgio

Associazione “Emanuele e Leopoldo Notarbartolo”