domenica 24 maggio 2009

Studi di settore: Enna scende di un punto

Enna. Sembra essere meno pesante la situazione socio-economica del capoluogo ennese alla luce del decreto, emesso due giorni fa dal Ministero dell’Economia, il quale ha approvato la revisione congiunturale degli studi di settore. Enna, che era stata inserita erroneamente, sulla base di parametri errati, è passata dal gruppo 3 , dove si trovano città come Roma, Milano, Bologna, al gruppo 2 che comprende le “aree con livello di benessere non elevato, bassa scolarità, sistema economico poco sviluppato e basato prevalentemente su attività commerciali”. Una modifica, per certi aspetti sostanziale, ma che merita ulteriori interventi perché ancora non si è raggiunto l’obiettivo che si erano prefissi le organizzazioni di categoria, i commercialisti al momento della protesta e dell’intervento a tutto campo contro una classificazione per Enna, che partiva da parametri decisamente errati. Ieri mattina tutti presenti nella sala riunioni della Camera di Commercio da Maurizio Prestifilippo della Confcomemrcio, Tonino Palma della Cna con il direttore Giuseppe Greca, Salvatore Puglisi di Confartigianato, Tonino Debole della Casa, Michele Beccaria della Claai, i commercialisti Fabio Montesano e Michele Riccobene, che hanno seguito questa vicenda sin dall’inizio, mentre la parte politica era rappresentata dall’onorevole Ugo Grimaldi. Tutti hanno voluto sottolineare che un successo, anche se parziale, è stato ottenuto, grazie soprattutto al gioco di squadra, al gruppo che si è battuto ovunque e comunque, ora bisognerà continuare a lavorare perché, allo stato attuale, il commercio, che rappresenta l’87 per cento delle attività, continua ad essere penalizzante per il capoluogo. “Dobbiamo realizzare un “tavolo permanente” – ha dichiarato Maurizio Prestfilippo – con la direzione dell’Agenzia delle Entrate, presenti tutti i soggetti interessati per discutere con parametri ed obiettivi certi e poi trasferire tutte le osservazioni sull’osservatorio regionale per ottenere, sul piano commerciale, per ottenere un parametro che sia adeguato alla realtà del capoluogo e della provincia, evitando che si applichino parametri teorici o per sentito dire, come è avvenuto in passato. C’è un risparmio anomale, i panificatori sono sotto controllo rispetto ai colleghi di altre città, per cui ancora la “lotta continua” in difesa del territorio”. Fabio Montesano, Michele Riccobene e Tonino Palma evidenziano che un primo risultato è stato ottenuto, grazie al lavoro di squadra dove tutti hanno lavorato con impegno e determinazioni, ma ancora c’è da battersi per ottenere altri risultati nell’interesse della collettività.