Prima le scuse ai partiti in una commissione Sanità diventata un´arena, poi un comunicato in cui dice di essere «pronto a ripartire da zero». Massimo Russo sbarca nel Parlamento ostile, fa il possibile per mostrarsi aperto al dialogo e ottiene almeno una tregua da Pdl e Udc che lo assediano. Al termine del confronto in commissione, durato cinque ore, le posizioni restano distanti. Anzi i berlusconiani presentano la seconda "controriforma". E dopo aver contestato la cura dimagrante per Ausl e ospedali proposta dal governo (le aziende scenderebbero da 29 a 14) contrattaccano anche sui posti letto da tagliare: non 5.700, come previsto dal piano Russo, ma appena 1.500.
È, questo, il risultato di «calcoli fatti da specialisti» che Innocenzo Leontini, il capogruppo del Pdl, rende noti all´assessore in commissione. Un rilancio vero e proprio. Anche se Leontini aggiunge di accontentarsi delle previsioni del piano di rientro del governo Cuffaro, che ha cristallizzato i tagli a quota 2.575. Numeri che ora passano al vaglio di un vertice di maggioranza che Lombardo ha finalmente convocato per martedì. Invitati i capigruppo dei partiti della maggioranza, nulla si sa dei segretari regionali.
Russo, il moralizzatore della sanità (secondo l´Mpa e una parte minoritaria del Pdl) o il grande illusionista (termine in voga fra i berluscones), è arrivato di buon´ora ieri mattina all´Ars. Chiedendo a Leontini conto e ragione delle dichiarazioni rilasciate a Repubblica («Siamo pronti a sfiduciare l´assessore»). A rassicurare l´assessore è giunta una telefonata del ministro Angelino Alfano, e Leontini si è premurato di smorzare i toni della polemica, in attesa dell´incontro nella commissione Sanità retta da un altro forzista, Nino Beninati. Russo, che aveva prospettato anche la visita del ministro Sacconi all´Ars, alla fine ha portato con sé, per illustrare i contenuti tecnici del suo piano, il funzionario del ministero Giovanna Baraldi.
È, questo, il risultato di «calcoli fatti da specialisti» che Innocenzo Leontini, il capogruppo del Pdl, rende noti all´assessore in commissione. Un rilancio vero e proprio. Anche se Leontini aggiunge di accontentarsi delle previsioni del piano di rientro del governo Cuffaro, che ha cristallizzato i tagli a quota 2.575. Numeri che ora passano al vaglio di un vertice di maggioranza che Lombardo ha finalmente convocato per martedì. Invitati i capigruppo dei partiti della maggioranza, nulla si sa dei segretari regionali.
Russo, il moralizzatore della sanità (secondo l´Mpa e una parte minoritaria del Pdl) o il grande illusionista (termine in voga fra i berluscones), è arrivato di buon´ora ieri mattina all´Ars. Chiedendo a Leontini conto e ragione delle dichiarazioni rilasciate a Repubblica («Siamo pronti a sfiduciare l´assessore»). A rassicurare l´assessore è giunta una telefonata del ministro Angelino Alfano, e Leontini si è premurato di smorzare i toni della polemica, in attesa dell´incontro nella commissione Sanità retta da un altro forzista, Nino Beninati. Russo, che aveva prospettato anche la visita del ministro Sacconi all´Ars, alla fine ha portato con sé, per illustrare i contenuti tecnici del suo piano, il funzionario del ministero Giovanna Baraldi.
Ma intorno all´ora di pranzo è sbarcato all´Ars, dopo un paio di giorni di vacanza con la moglie, anche il governatore Raffaele Lombardo. È rimasto non molto, non ha parlato, ma con la sua presenza ha riaffermato il pieno sostegno all´azione del suo assessore. Salvo poi concedere agli alleati l´atteso vertice di maggioranza. Si farà martedì. La riforma è nelle mani dei partiti. I due contendenti, Russo e Leontini, si fanno intervistare fianco a fianco dalla Rai. «Restano riserve e perplessità», dice il forzista che continua a opporsi al ddl del governo: «Se la Sicilia soffre di un disavanzo di circa 850 milioni è anche colpa della gestione degli ospedali che dovrebbero essere scorporate delle aziende sanitarie.
Ma il clima si è finalmente rasserenato grazie al passo in avanti dell´assessore». Russo, dal canto suo, ribadisce la necessità di stemperare gli animi. E giura che non scavalcherà più l´Ars: «Se è stato ritenuto improprio il percorso sin qui seguito, ispirato dalla volontà di rispettare i patti assunti con il ministero, sono pronto a prenderne atto e ripartire da zero». Russo si dice convinto che «la necessità di cambiare il sistema è condivisa» ma può solo augurarsi che «il Parlamento si impegni per il varo di un modello sanitario eccellente».
In realtà la trattativa è aperta, la scadenza imposta dal ministero per i provvedimenti attuativi del piano è il 15 gennaio, ed entro quella data la riforma del sistema sanitario dovrebbe passare dalle forche caudine di Sala d´Ercole. Lino Leanza, capogruppo dell´Mpa, ribadisce tre volte l´invito a tutti: «Dialogo, dialogo, dialogo». Rudy Maira (Udc) indica la «breccia che si è aperta nel muro opposto sinora dall´assessore». Il Pd osserva scettico: «Il confronto chiarificatore ha chiarito una sola cosa: governo e maggioranza sono profondamente divisi», sottolinea Roberto De Benedictis. Il collega trapanese Baldo Gucciardi è più ottimista: «Apprezzo la disponibilità di Russo a garantire i servizi ospedalieri e i livelli di assistenza anche nelle province più piccole». Ma il round decisivo, sul ring della sanità mangiasoldi, deve ancora essere combattuto

