sabato 7 novembre 2009

REPUBBLICA-FALCK: ARMAO, “ATTACCATO PERCHE’ HO ROTTO EQUILIBRI DI INTERESSI”

“Da quando è emerso che ho fatto chiarezza sui circa 4 miliardi di euro del Cip6 (contributo necessario per rendere realizzabili i termovalorizzatori), vengo attaccato, ogni giorno, dal quotidiano la Repubblica, da una parte del Pd siciliano e da alcuni dei ‘lealisti’ del Pdl dell’Isola. Prima hanno tirato fuori un’accusa di insider trading totalmente falsa, poi una fattura milionaria che non ho mai emesso e un contenzioso surreale; quindi la mia attiva partecipazione alla conclusione dell’accordo sul rigassificatore di Porto Empedocle mai avvenuta. Adesso è la volta di un immaginario conflitto di interessi con la mia attività professionale. Vicende tutte prontamente confutate, ma ogni giorno ribadite come verità rivelate, sino a debordare nella mia vita privata”.
Lo afferma l’assessore regionale alla Presidenza Gaetano Armao.
“Sorda alle smentite - prosegue l’assessore - l’allegra consorteria, di certo non occasionale né disinteressata, continua a spararle grosse con chiare finalità intimidatorie sulla mia attività amministrativa di tecnico nel Governo regionale (con lo stonato e nauseante contributo del solito Rudy Maira, paladino del risarcimento all’Actelios-Falck). Nessuno di questi soggetti ha però il coraggio di dire la verità: e cioè che mi aggrediscono perché ho messo in discussione il groviglio che sta dietro certe operazioni che tutelerebbero gli ex concessionari dei termovalorizzatori”.
“L’ultima accusa di Repubblica - sottolinea ancora Armao - è totalmente infondata. Mi si rinfaccia un conflitto di interessi nella mia attività di avvocato amministrativista. Solo che, contrariamente a quello che scrive Repubblica, ho tempestivamente lasciato tali difese quando ho assunto le funzioni di assessore, comunicandolo ai clienti, e comunque non ho svolto alcuna attività giudiziale. Il passaggio è fondamentale, perché come ha stabilito la Cassazione, la rinuncia alla procura ha effetto dal momento della comunicazione al cliente, mentre non ha rilevanza il deposito della rinuncia presso il giudice”.
“Quando sono arrivato alla Regione - precisa Armao - si sosteneva che i 4 miliardi di euro del Cip 6 erano legati ai quattro siti dove avrebbero dovuto essere realizzarsi i vecchi termovalorizzatori. Non mi ha convinto questa tesi e, con il Presidente Lombardo e il supporto dell’Arra, abbiamo chiesto al Ministero dello Sviluppo economico di precisare coma stavano e cose. Ci è stato detto che questi fondi sono della Regione (e non destinati ai siti degli ex concessionari) e vanno utilizzati per la realizzazione di un nuovo piano per la gestione dei rifiuti e di nuovi eventuali impianti senza che nessuno sia costretto all’acquisto dei vecchi siti. Ho poi proposto alla Giunta, che l’ha condiviso all’unanimità, di dichiarare nulle le convenzioni con i vecchi gestori in seguito alla sentenza della Corte europea. A questo punto, chi pensava di avere un’ ‘arma letale’ nello scontro con la Regione, non ha gioito”.
“La ragione per la quale mi attaccano è proprio questa - insiste l’assessore Armao - qualcuno non ha gradito la mia correttezza nel tutelare l’interesse pubblico. Io non so che tipo di legami ci siano tra la proprietà del Gruppo Espresso-Repubblica (De Benedetti/Caracciolo) e il gruppo Falck, nonostante vi siano riferimenti che inducano a singolari correlazioni. Non so se questi interessi riguardano i termovalorizzzatori o i rigassificatori. Ma so - e lo dimostrano i fatti - che in questa occasione gli interessi del partito di Repubblica coincidono con quelli di alcuni dei cosiddetti ‘lealisti’ del Pdl siciliano e di taluni settori del Pd che potrebbero avere tra loro legami di diverso tipo”.
“Il Presidente Lombardo mi ha esortato ad andare avanti - prosegue l’assessore - e certo non ci faremo intimidire da una campagna di killeraggio che ha motivazioni che prescindono dalla politica. Tuttavia, da allievo di Padre Pintacuda, mi viene da dire che questo è proprio uno dei casi in cui il sospetto è l’anticamera della verità”.
“Sono infine proprio curioso di sapere - conclude Armao - cosa pensa il Presidente Berlusconi di questa inedita saldatura di interessi tra il partito di Repubblica e alcuni dei cosiddetti ‘lealisti’ del Pdl siciliano”.

g.a.

PER IL RIENTRO DELLA VENERE DI MORGANTINA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI AIDONE INCONTRA TUTTE LE FORZE POLITICHE DELLA CITTA’

E’ una condivisione totale quella che regna tra tutte le forze politiche di Aidone su un grande tema come quello del ritorno della Venere di Morgantina. La conferma si è avuta venerdì 6 novembre in occasione dell’incontro svoltosi a Palazzo di città promosso dal sindaco Filippo Gangi e la giunta nella sua interezza con tutte le forze politiche in città. Presenti all’incontro i rappresentanti del Pd, Pdl, Mpa, Udc e della lista civica Liberi Per Aidone e dell’intero consesso civico. Un incontro come ha commentato al termine il primo cittadino Filippo Gangi, molto costruttivo che ha fatto risaltare il clima di grande serenità, sempre nel rispetto dei ruoli che regna in questo momento nella politica aidonese, ed in particolare per un importante evento come appunto il rientro della Venere di Morgantina previsto per la fine del 2010 e che porterà il comune di Aidone alla ribalta mediatica mondiale. “Stasera è stato confermato che la classe politica di Aidone nella sua interezza sta dimostrando grande maturità – ha commentato al termine dell’incontro il sindaco Filippo Gangi – riuscendo a mettere da parte le casacche politiche e cercando di dialogare per raggiungere un fine comune. E’ chiaro che ognuno continuerà a svolgere la propria attività nel rispetto dei ruoli. Ma quando questo viene fatto con il fine di raggiungere un obiettivo comune, confrontarsi diventa molto più facile”. Il sindaco Filippo Gangi ha aperto l’incontro informando tutti i presenti su quali sono i passaggi compiuti dall’amministrazione comunale, sempre all’insegna del dialogo e la collaborazione con tutti gli altri soggetti interessati all’evento, dalla Presidenza della Repubblica, al Ministero dei Beni Culturali dalla Regione, alla Provincia, alla Soprintendenza all’Università Kore. Un percorso quello tracciato insieme che ha portato ad una sorta di unica cabina di regia dove ognuno sta lavorando in base alle proprie competenze e che sta portando a fatti concreti da parte della Giunta di governo regionale, dell’Ars e del parlamento nazionale che sosterranno fattivamente con provvedimenti legislativi l’evento del ritorno della Venere. Ma non meno importante è il ruolo che stanno svolgendo la Soprintendenza e la Kore. Proprio l’ateneo ennese si è impegnato a contribuire nella redazione del progetto di recupero della chiesa di San Domenico ma anche di altre infrastrutture necessarie a supportare tale evento come la realizzazione di parcheggi. A tal proposito lunedì 9 novembre saranno ad Aidone il presidente dell’università Kore Cataldo Salerno e i presidenti delle Facoltà di Ingegneria e Arte e Comunicazione Giovanni Tesoriere e Liborio Termine per un primo sopralluogo sugli interventi che dovranno essere effettuati. Un percorso che è stato condiviso dai rappresentanti delle forze politiche che lo hanno ribadito negli interventi di Sonia Gangi, Carmelo Donatello, Salvatore Rinaldo, Gaetano Calcagno, Nuccio Lo Monaco, Lorenzo Calcagno Pino Di Franco. “L’aria di grande entusiasmo e della tanta voglia di fare all’insegna della serenità e della collaborazione e sinergia che regna in questo momento in tutta la comunità aidonese è stata confermata anche da questo incontro – ha detto al termine della riunione il sindaco Filippo Gangi – dove l’intera classe politica locale ha dimostrato ancora una volta grande senso di responsabilità su un grande tema come appunto il rientro della Venere. Adesso il primo banco di prova cui saremo chiamati sarà il 13 dicembre quando ad Aidone esporremo gli Acroliti (due teste in marmo di grandezza naturale e due coppie di mani e piedi dello stesso materiale delle divinità di Kore e Demetra) e dove saremo chiamati ad un grande ed unitario sforzo organizzativo”.

Riccardo Caccamo

Sicurezza nelle scuole provinciali. Risponde il presidente della Provincia, Giuseppe Monaco.

Sulla querelle innescata dal consigliere Sergio Malfitano sulla sicurezza nelle scuole provinciali il presidente della Provincia Giuseppe Monaco chiarisce quanto segue:
“ Il documento diffuso dal consigliere Malfitano, intriso di demagogico populismo e di inopportuno catastrofismo, mira a lanciare un messaggio errato e mistificatore secondo il quale la mancanza di certificazione sarebbe sinonimo di assoluta mancanza di sicurezza. Di ciò sono certamente coscienti tanto i dirigenti scolastici quanto i responsabili della sicurezza degli istituti che, diversamente, non avrebbero consentito prima e non consentirebbero tuttora la regolare prosecuzione delle lezioni all’interno degli istituti stessi. Sin dall’atto del mio insediamento la problematica dell’edilizia scolastica e la relativa verifica sismica degli edifici è stata inserita tra le attività prioritarie di questa Amministrazione. In atto si stanno verificando, grazie ai finanziamenti concessi dalla Protezione civile regionale per l’annualità 2008, sei edifici scolastici e tre edifici con altra destinazione. Anche il palazzo della Provincia è stato oggetto, con fondi propri, di specifica verifica conclusasi con la redazione di un progetto preliminare per i piccoli adeguamenti necessari ma la cui non ancora esecuzione è da addebitare esclusivamente alla mancanza di fondi. E’ bene allora che il così attento e scrupoloso consigliere Malfitano sappia quanto segue: In atto sono in corso due importanti adeguamenti; il primo riguarda il liceo classico di Enna per il quale sono stati già consegnati i lavori alla ditta appaltatrice ed il secondo l’istituto tecnico industriale di Piazza Armerina per il quale è in corso di redazione il progetto esecutivo. Ambedue i progetti sono stati finanziati dal Ministero delle Infrastrutture per un importo complessivo di 2 milioni e 500 mila euro. Se il consigliere Malfitano ritiene che i ritardi nella esecuzione di tali adeguamenti appartengono esclusivamente alla sola Provincia si sbaglia in maniera grossolana e dimostra quanto demagogica sia questa sua inviperita critica . E’ giusto allora che si sappia, ed il consigliere Malfitano fa ipocritamente finta di non sapere, che i ritardi di cui sopra dipendono esclusivamente dalla mancanza di risorse che, in quanto ingenti, di certo non potranno mai e poi mai essere rese disponibili dalle amministrazioni comunali e provinciali. Se da un lato il Governo nazionale ha dichiarato prioritaria, con grande scrupolo e lungimiranza, la sicurezza degli edifici scolastici, dall’altro avrebbe dovuto, con altrettanta determinazione e non sicuramente con vane promesse, dotare le amministrazioni locali delle somme necessarie a programmare e a realizzare gli interventi necessari. Mi chiedo e le chiedo consigliere Malfitano a cosa serve programmare la costruzione di un ponte faraonico sullo stretto se poi mancano quasi del tutto le risorse destinate all’edilizia scolastica e alla viabilità? Ed oltre al danno la beffa: lo Stato oltre a ridurre i trasferimenti, ha altresì imposto, per il rispetto del patto di stabilità, dei vincoli di bilancio che impediscono agli enti di contrarre i mutui necessari a realizzare ogni tipo di investimento . Legambiente ha stimato che il 42 per cento degli edifici scolastici è priva di certificato di agibilità e che per mettere in sicurezza tutte le scuole italiane ci vorrebbero 14 miliardi di euro. Sicuramente al consigliere Malfitano è sfuggito il fatto che il decreto Gelmini prevede che i fondi da utilizzare per la messa in sicurezza degli edifici scolastici potranno essere tratti da quelli destinati alle grandi opere ma non potranno superare il 5 per cento dell’intera somma stanziata. Parabola significa che, con queste limitazioni negli stanziamenti , occorreranno non meno di dieci anni per mettere in sicurezza l’intero patrimonio edilizio nazionale. Il consigliere Malfitano , con l’arroganza delle sue argomentazioni , dimostra di sconoscere il rapporto ecosistema-scuola redatto da Legambiente nel 2009 secondo il quale la Provincia di Enna è risultata al 35° posto su 62 tra quelle che sono state prese in considerazione per avere fornito i dati e seconda tra quelle siciliane, preceduta sola da Ragusa piazzatasi al 34° posto. La invito, infine, a non avventurarsi, con inopportuna superficialità, in ipotesi relative al destino di questo o quell’altro dirigente; saranno altri, a ciò debitamente preposti, ad elaborare per tutti i dirigenti una proposta di giudizio tale da rendere ancora compatibile o meno la loro permanenza all’interno dell’Ente o, piuttosto,alla guida ulteriore di un altro settore. Concludo confermando ai cittadini tutti della nostra provincia la volontà mia e di tutta la Giunta provinciale di volere mantenere fede agli impegni già presi e a quelli che quotidianamente si creeranno per nulla consolato dal fatto che la situazione scolastica è drammatica nell’intero Paese. Proprio per questo continuerò a profondere il massimo dell’impegno possibile per migliorare le scuole e renderle oltremodo sicure, sforzandomi di garantire a tutti, studenti e personale, le migliori condizioni di sicurezza e qualità delle strutture e dei servizi”.

L’ufficio Stampa
Rossella Inveninato